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giovedì 26 maggio 2011

rifiuti napoli Gli svedesi salveranno Napoli, come fare soldi con la monnezzaIn Svezia i rifiuti sono la prima fonte di energia. In Italia, invece, sono un gran problema. Loro ne hanno troppo pochi, noi troppi
Energia dalla monnezza. Cent'anni fa in Svezia il primo inceneritore ha iniziato a funzionare. Così, ricavare elettricità bruciando rifiuti è divenuto, lì, negli anni la principale fonte di energia per il paese scandinavo, più del petrolio, del gas, dell'acqua e del nucleare.
Gassificatori e biomasse. L'energia viene prodotta attraverso le biomasse, composte da rifiuti vegetali e animali (e anche umani) e grazie a loro, gran parte delle città svedesi è riscaldata attraverso centrali termiche alimentate direttamente dalla combustione di rifiuti o impiegando il gas prodotto dalla fermentazione della spazzatura. Diversamente da altri paesi come l'Italia, questi impianti non hanno mai provocato l'effetto Nimby (Not In My Back Yard, “Non nel mio cortile”) e sono stati accolti dalla popolazione senza troppi problemi.


Riscaldare le città con i rifiuti. Infatti, il problema dell'inquinamento sembra effettivamente piuttosto scarso. La città di Stoccolma, per esempio è riscaldata grazie alla centrale di Högdalen che utilizza biogas e biomasse. I tecnici della struttura sottolineano che i vapori prodotti dalle loro ciminiere emettono costantemente nell'aria sostanze tossiche pari alla quantità di tre sigarette accese contemporaneamente. Una bugia? Probabilmente no, visto che gli ispettori governativi che si occupano di protezione ambientale confermano questo dato.
Riciclare tutto, conviene. Mentre in Italia finisce in discarica anche fino all'80% dei rifiuti, in Svezia solo l'1%. Un risultato incredibile ma nemmeno troppo. Gli svedesi sembrano aver capito che i rifiuti non sono affatto un problema, bensì una risorsa, anche una risorsa energetica in grado di produrre più delle centrali nucleari, a costi decisamente inferiori. Le sostanze che non possono essere utilizzate e che finiscono in discarica sono quelle pericolose, chiuse in contenitori ermetici.
Stoccolma, gioiello energetico ed ecologico d'Europa. Non a caso Stoccolma è stata la prima città dell'Unione europea a ricevere il marchio di "capitale verde" d'Europa. Oggi alcuni quartieri della città, che conta 850mila abitanti (poco meno di Torino), stanno per raggiungere l'autosufficienza energetica grazie proprio ai rifiuti. Non si utilizza solo la spazzatura domestica, ma anche le acque nere (cioè quelle che in genere finiscono nelle fogne per inquinare mari e fiumi) che vengono convogliate verso le stazioni di riciclaggio per essere trasformate in biocarburante, utilizzato poi dalla vicina centrale termica.
Tanto rifiuto, tanto profitto. Ma come si è giunti a creare questo circolo virtuoso del “ri-uso” a fini energetici? In Svezia, tutta la filiera del riciclaggio del rifiuti beneficia di agevolazioni fiscali. In questo modo i profitti sono così elevati che la domanda di rifiuti inizia a superare l'offerta. Se prima una “miniera d'oro” a cui attingere era la Norvegia, oggi anche i cugini scandinavi, hanno realizzato termovalorizzatori. Così, le aziende svedesi sono a caccia di grandi fonti di immondizia da poter impiegare per produrre energia. E quale luogo sembra rappresentare una nuova “miniera d'oro” per i virtuosi nordici? Napoli, of course. Una società svedese-norvegese di Göteborg è disposta ad acquistare la munnizza campana fino ad un milione di tonnellate all'anno, ad un prezzo stracciato di 90 euro ogni tonnellata. Un vero affare per gli svedesi, un'offesa alla tanto decantata intelligenza italica.



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