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giovedì 19 maggio 2011
Usa, studio commissionato dalla Chiesa: “Pedofilia clericale colpa della rivoluzione sessuale”

Secondo uno studio dei ricercatori del John Jay College of Criminal Justice di New York, la pedofilia diffusa nel clero negli Usa non sarebbe causata dal celibato o dall’omosessualità dei sacerdoti, ma dal clima culturale libertario degli anni Sessanta e Settanta. A sostenerlo, una ricerca intitolata The Causes and Context of Sexual Abuse of Minors by Catholic Priests in the United States, 1950-2010, che segue uno studio su natura e portata della questione, uscito nel 2004.

La ricerca è stata commissionata dalla Confederazione dei vescovi americana, dal National Institute of Justice e dal Dipartimento di Giustizia. Costata in tutto 1,8 milioni di dollari e iniziata nel 2006, si basa su dati forniti dalle diocesi e dagli ordini religiosi. Lo studio, anticipato dal New York Times, ha rilevato che la maggior parte degli abusi scoperti in quel periodo si è verificata tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta, con un calo nel periodo successivo. Sarebbe stato quindi “l’effetto Woodstock” a favorire le violenze, considerata anche la lacunosa formazione dei sacerdoti di quegli anni e lo spaesamento del periodo.

La ricerca difende di fatto la Chiesa, sostenendo che non sarebbe stato possibile scoprire in anticipo i preti pedofili, perché non avrebbero particolari “caratteristiche psicologiche”. Solo il 5% dei sacerdoti che hanno commesso violenze dovrebbero essere definiti “pedofili” in senso psichiatrico, gli altri sono piuttosto “efebofili”. Inoltre, viene smentita la correlazione omosessualità-pedofilia, poiché si fa notare che nonostante l’aumento di sacerdoti gay dalla fine degli anni Settanta i casi di abusi sono diminuiti. Le vittime sono soprattutto bambini perché i sacerdoti frequentavano di più i maschi, piuttosto che le femmine, in ambienti come oratori o scuole. Si fa notare inoltre che il problema pedofilia è peggiorato quando la Chiesa, invece di denunciare gli scandali, ha optato per l’insabbiamento.

Lo studio lascia però dubbi su alcuni aspetti della metodologia e sulle definizioni, attirando soprattutto le critiche delle associazioni delle vittime di abusi da parte di preti. Ad esempio, per la scelta di definire nello studio “preadolescenti” i bambini fino ai 10 anni, mentre l’American Psychiatric Association alza la soglia fino ai 13: con questo accorgimento, il numero di vittime effettive cala sensibilmente.

Ma secondo il Cardinale Schoenborn invece è di diverso avviso: "Pedofilia dei preti causata anche dal celibato"






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