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martedì 10 maggio 2011
Il nostro Paese – che per la prima volta ha fatto da apripista in Europa, vietando dal 1 gennaio la produzione di sacchetti di plastica – ha rischiato di ricevere una sanzione europea per aver preso una decisione inizialmente non condivisa in ambito comunitario, specie dopo le lamentele e i ricorsi dei produttori di materie plastiche.

E invece, nonostante tutte le premesse negative, la decisione di sostituire le buste di di plastica con gli shopper biodegradabili non verrà messa in discussione. Anzi, diversi Stati europei – avallati dall’UE - contano di seguire la scia dell’Italia.
È quanto emerso ieri dal Consiglio dei ministri dell’ambiente europei che hanno deciso di incontrarsi a Bruxelles proprio per valutare eventuali procedure d’infrazione contro il nostro Paese.

“Le attuali tendenze dell'industria non sono sostenibili” – ha commentato il commissario Ue all'ambiente, Potocnick, secondo cui “gli effetti dell'uso massiccio delle buste di plastica sull'ambiente, soprattutto sui mari, sono sotto gli occhi di tutti”.

Le osservazioni mosse in un primo momento contro l’Italia, e illustrate ieri durante la riunione a Bruxelles, sostenevano che il bando per gli shopper tradizionali preparato dal Governo italiano era in contrapposizione con la direttiva europea sugli imballaggi, sollevato davanti al TAR da alcuni produttori del settore.

La contestazione però è  caduta immediatamente quando l’Austria si è mostrata interessata a capire meglio la normativa italiana, giudicata interessante anche dalla Spagna.

A confermare l’importanza e l’opportunità della decisione italiana è arrivato anche il dossier di Legambiente, che nel Mediterraneo ha evidenziato la presenza di una vera e propria isola di plastica del peso di 500 tonnellate, formata per lo più da sacchetti. Questo provoca naturalmente un forte rischio per gli animali che abitano il mare: sacchetti ingeriti sono stati trovati in elefanti marini, delfini, capodogli e lamantini, mentre circa un milione di uccelli marini ogni anno restano uccisi per soffocamento o intrappolamento.

Secondo alcuni studi poi, ogni anno in Europa vengono utilizzati circa 100 miliardi di sacchetti di plastica e – prima del bando – un quarto di questi proveniva dall’Italia.
Per una volta che il nostro Paese prende una decisione saggia…

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