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mercoledì 4 maggio 2011

Parmalat
È definitiva la condanna per aggiotaggio nei confronti dell'ex patron della Parmalat, Callisto Tanzi: lo ha deciso la Cassazione che ha ricalcolato, un po' al ribasso, l'iniziale condanna di secondo grado a 10 anni di reclusione per portarla ad 8 anni ed 1 mese a seguito della prescrizione di alcuni episodi di false informazioni al mercato. Sono stati dichiarati prescritti, per Tanzi, i reati fino al 18 giugno 2003.

I giudici della Quinta sezione penale hanno inoltre ricalcolato, al ribasso, sempre a causa della prescrizione, la condanna per il consigliere indipendente di Parmalat, Luciano Silingardi: aveva avuto 3 anni in appello, ora esce con 1 anno, 2 mesi e 15 giorni di reclusione con sospensione condizionale della pena. Per lui la prescrizione è stata dichiarata fino all'episodio dell'8 dicembre 2003. È stata, inoltre, annullata con rinvio alla Corte d'Appello di Milano, la condanna a 2 anni e 6 mesi per Giovanni Bonici, ex presidente di Parmalat Venezuela.

I supremi giudici hanno poi respinto il ricorso di Bank of America e del funzionario dell'istituto di credito statunitense, Luca Sala che, comunque, era stato già prosciolto. La Quinta sezione penale, infine, ha dichiarato inammissibili i ricorsi delle 17 parti civili contro il proscioglimento dei consiglieri indipendenti, Paolo Sciumè ed Enrico Barachini.

Con questo verdetto esce, sostanzialmente confermata - perlopiù eccetto le dichiarazioni di prescrizione - la sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Milano il 26 maggio 2010 con il quale era stato riconosciuto il diritto dei 32mila piccoli risparmiatori truffati dal crac del gruppo Parmalat a ricevere 100 milioni di euro, titolo di provvisionale, come risarcimento del danno. Questa provvisionale era stata negata in primo grado. Nel corso dei processi di primo e secondo grado i risparmiatori erano riusciti ad ottenere circa 90-95 milioni di euro concludendo accordi di transazione con Bank of America. Complessivamente il crac è stato pari a circa mille milioni di euro. 



fonte: L'Unità





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