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martedì 24 maggio 2011


BOMBARDAMENTI PER “PROTEGGERE I CIVILI”![1]
Chi non ha sentito degli aerei solcare il cielo? Dapprima il suono intenso che sale e che si dissipa a poco a poco fino a sparire. Ma la sensazione è differente quando degli aerei da caccia militari ritornano incessantemente all’attacco, puntando un obbiettivo, vòlti a distruggere e a uccidere con una “precisione chirurgica”. Una nuova esplosione. Di nuovo la terra e i muri che risuonano. Qualcuno piange, un’altra vita si spegne. A Tripoli quest’esperienza è divenuta abituale, ma non meno terrificante. Esplosioni nella capitale libica. Due, almeno, hanno fatto tremare i vetri della nostra camera. È la NATO che viene a proteggere i civili; “come è possibile allora dormire tra soprassalti d’angoscia e d’orrore?”. Siamo andati nel quartiere di Dahman, nel centro della città. Arrivando ci raccontano, e noi osserviamo, la missione “salvatrice” degli ultimi missili in una zona piena di abitazioni civili. Dopo aver massacrato delle zone civili nelle ultime settimane, dopo aver bombardato e distrutto degli edifici universitari o della televisione pubblica, per la seconda volta i bombardamenti hanno scelto come bersaglio gli edifici della Corte Suprema libica, gli uffici del Pubblico Ministero, oltre che le istituzioni dei diritti dell’uomo, civili e di protezione delle donne e dei bambini, e di riabilitazione dei sordi e dei muti di Tripoli. La televisione pubblica libica ha reagito immediatamente: “è una nuova sfida alla coscienza del mondo, e una violazione flagrante di tutte le carte, i trattati e le convenzioni internazionali destinate a proteggere le istituzioni universitarie e di protezione delle madri, delle donne e dei bambini handicappati”. Al ritorno in albergo, nuove esplosioni. Ripartiamo verso il centro abitato di Tripoli e vediamo un immobile di cemento centrato da un missile. A pochi metri, un ospedale vive dei momenti di tensione, con delle persone ferite; vetri, tetti e lampade in frantumi. Questa non è una zona militare.
L’URANIO IMPOVERITO: UNO STRANO MODO DI PROTEGGERE I CIVILI LIBICI
Di David Wilson, Stop the War Coalition, 25 marzo 2011[1]
[“I missili con testata all’uranio impoverito corrispondono perfettamente alle caratteristiche di una bomba sporca…Direi che è l’arma perfetta per uccidere un gran numero di persone” – Marion Falk, fisico-chimico in pensione, Laboratorio Lawrence Livermore, California, Stati Uniti].
Nelle prime 24 ore degli attacchi alla Libia, i bombardieri B-2 americani hanno sganciato 45 bombe da 2.000 libbre[2]. Queste bombe massicce, insieme ai missili Cruise lanciati dagli aerei e dalle navi inglesi e francesi, contenevano tutte testate all’uranio impoverito (DU, depleted uranium).
L’uranio impoverito è il prodotto di scarto del processo di arricchimento dell’uranio grezzo. È usato nelle armi e nei reattori nucleari. A causa della sua consistenza molto pesante, 1.7 volte più densa del piombo, è altamente apprezzato dall’esercito per la sua capacità di penetrare edifici e cari armati. Quando un’arma provvista di punta all’uranio impoverito colpisce un oggetto solido come il fianco di un carro armato, lo perfora da parte a parte, per poi esplodere in una nube incandescente di vapore. Il vapore si fissa come polvere, che non è solo velenosa ma anche radioattiva.
All’impatto, un missile all’uranio impoverito brucia a 10.000 gradi Celsius. Quando colpisce un obbiettivo, il 30% di esso si frammenta in shrapnel[3]. Il rimanente 70% si vaporizza in tre ossidi altamente tossici, incluso l’ossido di uranio. Questa polvere nera rimane sospesa nell’aria, a seconda del vento e del tempo, e può percorrere grandi distanze. Se pensate che l’Iraq e la Libia sono molto lontani, ricordate che le radiazioni di Chernobyl raggiunsero il Galles.
Particelle più piccole di 5 micron di diametro sono facilmente inalabili e possono rimanere per anni nei polmoni e in altri organi. L’uranio impoverito assorbito può provocare danni ai reni, tumori dei polmoni e delle ossa, malattie della pelle, malattie neurocognitive, danni al cromosoma, sindromi da immuno-deficienza e rare malattie dei reni e dell’intestino. Donne incinte esposte all’uranio impoverito possono generare bambini con malformazioni genetiche. Quando la polvere si è vaporizzata, non aspettatevi che il problema svanisca presto. Come emittente di particelle alfa[4], l’uranio impoverito ha una vita media di 4.5 miliardi di anni.
Nell’attacco shock and awe[5] all’Iraq, vennero sganciati più di 1.500 bombe e missili solo su Baghdad. Seymour Hersch affermò che solo il 3° Marine Aircraft Wing[6] sganciò più di “cinquecentomila tonnellate di bombe”. Tutte all’uranio impoverito.
Al Jazeera riferì che le forze americane di invasione esplosero duecento tonnellate di materiale radioattivo contro edifici, case, strade e giardini di Baghdad. Un reporter del Christian Science Monitor misurò con un contatore Geiger le parti della città sottoposte a pesanti bombardamenti da parte delle truppe americane. Trovò che nelle zone residenziali i livelli di radioattività erano da 1.000 a 1.900 più alti del normale. Su una popolazione di 26 milioni, gli Stati Uniti sganciarono una tonnellata di bombe per ogni 52 cittadini iracheni, o 40 libbre di esplosivi a persona.
William Hague ha detto che stiamo in Libia “per proteggere i civili e le zone popolate dai civili”. Non dovete cercare lontano chi e cosa vengono “protetti”.
In queste prime 24 ore, gli “Alleati” hanno “speso” 100 milioni di sterline in bombe all’uranio impoverito. Il rapporto dell’Unione Europea per il controllo sull’esportazione di armi ha detto che gli stati membri hanno concesso nel 2009 licenze per la vendita di armi e di sistemi di arma alla Libia per 293.2 milioni di sterline. L’Inghilterra ha concesso alle aziende di armi licenze per la vendita alla Libia di armamenti per 21.7 milioni di sterline e sono state anche pagate dal colonnello Gheddafi per inviare le SAS ad addestrare la sua 32esima brigata.
Scommetto che per i prossimi 4.5 miliardi di anni William Hague non andrà in vacanza in Nord Africa.

[1] Traduzione di Andrea Carancini. Il testo originale è disponibile all’indirizzo:http://www.sott.net/articles/show/226335-Depleted-Uranium-A-Strange-Way-To-Protect-Libyan-Civilians
[2] Una libbra equivale a 454 grammi.
[6] La maggiore unità aerea della costa occidentale della Marina americana:http://en.wikipedia.org/wiki/3rd_Marine_Aircraft_Wing





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