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venerdì 27 maggio 2011
Secondo il premio Nobel per l’economia Paul Krugman esiste il 50% delle probabilità che la Grecia debba abbandonare l’euro.
Una crisi che ha portato in piazza migliaia di cittadini indignados, sull’onda delle manifestazioni spagnole di Madrid.
Dal 25 maggio i greci hanno organizzato picchetti di massa in tutte le città del Paese, contro l’annuncio di nuove misure di austerity, varate dal governo per ripianare il debito pubblico.

GLI INDIGNADOS ELLENICI. Ad Atene, sulla centralissima piazza Sintagma, si sono radunati oltre 20 mila dimostranti: disoccupati, studenti, madri con bambini, commercianti e pensionati di ogni ceto sociale, messi sotto scacco dalla crisi, che hanno ormai raggiunto la soglia della disperazione.
E mentre il governo discuteva con l’unione industriali del referendum sul memorandum, come viene chiamato l’accordo per il pacchetto di aiuti internazionali che ha portato ai tagli del governo, e del futuro europeo della Grecia, i cittadini in piazza gridavano esasperati: «Prendete il memorandum e andatevene via».
A Bruxelles, ha ammesso dalcommissario greco Maria Damanaki, si è parlato del ritorno della Grecia alla dracma.


Krugman: «La Grecia non è in grado di ripagare i suoi debiti»
Durante una conferenza a Copenhagen, Krugman  ha dichiarato di ritenere «estremamente improbabile che Atene sia in grado di ripagare i suoi debiti» e prevede perdite «significative» per i creditori.
Sulla drammatica condizione dell’economia greca si è espresso anche il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, in un’intervista al quotidiano economico finanziarioHandelsblatt.


GERMANIA, «ATENE HA BISOGNO DI TEMPO». «Attualmente sembra che Atene possa aver bisogno di più tempo, anche se è decisivo che la Grecia attui il programma annunciato a marzo, compreso il piano di privatizzazioni da 50 miliardi di euro», ha affermato Schaeuble.
Il ministro tedesco ha ribadito che una ristrutturazione del debito di Atene comporterebbe «rischi elevati» con conseguenze «più disastrose» di quelle della bancarotta di Lehman Brothers.


ROUBINI: «CONTAGIO LIMITATO». Tuttavia, secondo l’economista Nouriel Roubini, «il rischio di contagio della crisi monetaria greca è limitato» ed è stato «ampiamente esagerato». La ristrutturazione del debito ellenico é «necessaria e inevitabile», ha detto l’esperto durante un seminario a Bucarest. «Le dichiarazioni insistenti della Bce», per Roubini, «sono pericolose», «Parlare di default e del pericolo di una apocalisse finanziaria è una assurdità che non si basa su alcuna analisi. L’attuale pressione sugli spread di Italia e Spagna non hanno nulla a che vedere con la Grecia, ma solo con un problema di scarsa credibilità».

Il dossier Grecia al G8 di Deauville in Francia

Il ‘dossier Grecia’ è all’ordine del giorno anche del G8, in corso dal 26 al 27 maggio a Deauville, in Francia, secondo quanto trapelato da fonti diplomatiche europee. Della crisi ellenica si potrebbe parlare nei colloqui sull’economia globale, toccando la questione degli squilibri finanziari.
Il presidente della Ue Herman Van Rompuy, presente al vertice, ha tuttavia sottolineato seccato che, nel corso della riunione, farà il punto sulla crisi dei debiti sovrani nell’Eurozona, «ma non siamo qui per elaborare soluzioni per la Grecia o a negoziare qualcosa. E neppure a prendere lezioni».


LA ‘TROIKA’ IN GRECIA. Il 25 maggio i rappresentanti della troika – i rappresentanti del Fondo monetario internazionale, dell’Unione europea e della Banca centrale

Europea – si trovavano nella capitale ellenica.
Durante il viaggio hanno incontrato i rappresentanti di Nea Dimocratia (Nd), il principale partito d’opposizione di centrodestra, per discutere anche con loro della situazione economica del Paese. L’incontro, durato più di due ore, si è svolto «in un clima buono», ha fatto sapere l’Nd.




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