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lunedì 30 maggio 2011
 Cetrioli alla cacca. La definizione puo' essere sgradevole ma, purtroppo, e' cosi'. Le infezioni e i relativi danni, anche mortali, che si stanno registrando nel Nord Europa a causa del consumo di cetrioli inquinati provenienti dalla Spagna, non lascia dubbi: il batterio responsabile, l'Escherichia Coli, e' un germe intestinale e l'inquinamento e' dovuto, con molta probabilita', ad irrigazione con acqua infetta da E.Coli. Che fare? Intanto occorre, come buona norma igienica, lavare sempre frutta e verdura, cuocere bene gli alimenti (es. carne) e consumare latte pastorizzato. In questo periodo e' bene astenersi dal comperare cetrioli provenienti dalla Spagna, il che e' semplice perche' le etichette per frutta e verdura sono obbligatorie. Nel cartellino esposto devono essere indicati:

1. Prezzo.
2. Varieta' (es. mele golden).
3. Categoria. Sono tre: extra, 1° e 2°.
4. Provenienza. Obbligatoria l'indicazione dello Stato (es. Italia), facoltativa quella di una regione o zona (es. Sicilia o Cilento).
Chi non adempie a tale obbligo e' soggetto alla sanzione amministrativa che va da 550 a 15.500 euro (1). All'obbligo di etichettatura non sono tenuti i coltivatori che vendono direttamente al consumatore. Da una nostra indagine a Roma, effettuata nei giorni scorsi, abbiamo riscontrato il rispetto della norma nella grande distribuzione organizzata, mentre lascia a desiderare quella nella piccola distribuzione, cioe' nei cosiddetti mercati rionali. Non comprendiamo, inoltre, il motivo della esenzione dell'obbligo delle etichette per i coltivatori diretti, cioe' di coloro che un tempo si chiamavano contadini e oggi imprenditori agricoli. La domanda la rivolgiamo al ministro alle Politiche Agricole, Saverio Romano. Sarebbe opportuno che si impegnasse a far rispettare la legge in vigore e tutelasse i consumatori e agricoltori, imponendo l'obbligo delle etichette anche ai contadini, ovvero agli imprenditori agricoli.

Per approfondimenti sulle etichette si veda la scheda pratica dell'ADUC 

(1) Decreto legislativo n.306/2002


fonte: ADUC





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