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Servono 1.000.000 di firme per mettere renzi e soci con le spalle al muro, con una legge di iniziativa popolare. Il comitato promotore ha raccolto 850.000 firme, tra web e dal vivo, i media non ne parlano e non ne parleranno, per evitare imbarazzi a Renzi, che sarebbe in difficoltà a dire NO alla cancellazione del vitalizio a corrotti, mafiosi e affini... vogliamo continuare a dire "tanto non cambia niente" - "tanto non serve a niente" o ci iniziamo a muovere per ottenere ciò che esigiamo? Una semplice firma conta più di quanto sembra. Grazie ai referendum non ci hanno imposto il nucleare, anche se c'è da dire che quello sull'acqua è stato disatteso... e più ne disattenderanno, più la gente aprirà gli occhi... calano i consensi e convincere la gente è sempre più difficile per loro... FIRMATE!!!
lunedì 30 maggio 2011
 Cetrioli alla cacca. La definizione puo' essere sgradevole ma, purtroppo, e' cosi'. Le infezioni e i relativi danni, anche mortali, che si stanno registrando nel Nord Europa a causa del consumo di cetrioli inquinati provenienti dalla Spagna, non lascia dubbi: il batterio responsabile, l'Escherichia Coli, e' un germe intestinale e l'inquinamento e' dovuto, con molta probabilita', ad irrigazione con acqua infetta da E.Coli. Che fare? Intanto occorre, come buona norma igienica, lavare sempre frutta e verdura, cuocere bene gli alimenti (es. carne) e consumare latte pastorizzato. In questo periodo e' bene astenersi dal comperare cetrioli provenienti dalla Spagna, il che e' semplice perche' le etichette per frutta e verdura sono obbligatorie. Nel cartellino esposto devono essere indicati:

1. Prezzo.
2. Varieta' (es. mele golden).
3. Categoria. Sono tre: extra, 1° e 2°.
4. Provenienza. Obbligatoria l'indicazione dello Stato (es. Italia), facoltativa quella di una regione o zona (es. Sicilia o Cilento).
Chi non adempie a tale obbligo e' soggetto alla sanzione amministrativa che va da 550 a 15.500 euro (1). All'obbligo di etichettatura non sono tenuti i coltivatori che vendono direttamente al consumatore. Da una nostra indagine a Roma, effettuata nei giorni scorsi, abbiamo riscontrato il rispetto della norma nella grande distribuzione organizzata, mentre lascia a desiderare quella nella piccola distribuzione, cioe' nei cosiddetti mercati rionali. Non comprendiamo, inoltre, il motivo della esenzione dell'obbligo delle etichette per i coltivatori diretti, cioe' di coloro che un tempo si chiamavano contadini e oggi imprenditori agricoli. La domanda la rivolgiamo al ministro alle Politiche Agricole, Saverio Romano. Sarebbe opportuno che si impegnasse a far rispettare la legge in vigore e tutelasse i consumatori e agricoltori, imponendo l'obbligo delle etichette anche ai contadini, ovvero agli imprenditori agricoli.

Per approfondimenti sulle etichette si veda la scheda pratica dell'ADUC 

(1) Decreto legislativo n.306/2002


fonte: ADUC





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