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lunedì 9 maggio 2011
Winston Churchill espresse giustamente un concetto “la bugia fa a tempo di percorrere mezzo mondo prima che la verità riesca ad infilarsi i pantaloni”. Lo disse prima dell’invenzione della televisione. Sicuramente prima della tv via cavo 24/24 h e della moderna tecnologia globale in grado di comunicare quasi istantaneamente le notizie.


Il proverbio sopra si applica all’ultima bugia di Obama, annunciata alle 11:35 PM EDT riguardo bin Laden, dicendo:


“Stanotte, posso riferire al popolo americano e al mondo che gli Stati Uniti hanno condotto una operazione che ha portato alla morte di Osama bin Laden, il leader di al Qaeda, oltre che un terrorista responsabile della morte di migliaia di uomini, donne, e bambini “.


Mettendo in luce l’11 settembre, ha discusso minuziosamente di tutto, tranne che della verità. Folle in festa davanti alla Casa Bianca, al Times Square e al “ground zero” si rallegrano nella mezzanotte, credendo tranquillamente ad una bugia.


Il 1° maggio, i giornalisti del New York Times, Peter Baker, Helene Cooper e Mark Mazzetti titolano, “Bin Laden è morto”.


Sempre nello stesso articolo troviamo riportate le parole di Obama: “la mente del più devastante attacco sul suolo americano nell’epoca moderna e l’uomo più braccato del mondo”, l’annuncio della morte è stato dato domenica sera, con il motto “giustizia è fatta”.


Più che da reporter, da cheerleaders, Baker, Cooper e Mazzetti esprimono il loro parere scrivendo che la sua morte è “un momento cruciale nella lotta americana contro il terrorismo, un colpo simbolico essendo d’accordo sulla necessità della persecuzione di di coloro i quali hanno attaccato New York e Washington settembre 11, 2001”.


Il capodanno è arrivato in anticipo quest’anno in America, festeggiando una bugia, il “gregge disorientato” è stato nuovamente sedotto dall’inganno presidenziale.


Un editoriale dell’USA Today intitolato, “Alla fine, bin Laden è morto”, dice:


“Potrebbero esserci parole più soddisfacenti?”


Il Boston Globe ha evidenziato “un momento di unità” dopo quasi un decennio di guerra, definendo l’annuncio di Obama una “la rivendicazione di una caccia all’uomo che ha coinvolto due amministrazioni presidenziali, oltre che numerose agenzie e innumerevoli agenti dei servizi segreti”.


AP cita Bill Clinton dicendo:


“Mi congratulo con il presidente, il team di sicurezza nazionale e con i membri delle nostre forze armate che hanno condotto Osama bin Laden alla giustizia, dopo più di un decennio di attacchi micidiali organizzati da Al Qaeda”.


John Boehner (R. OH) annuncia: “una grande notizia …”


Nancy Pelosi lo ha definito “storico”.


Il leader democratico in senato, Harry Reid, “(ri) afferma la nostra determinazione a sconfiggere le forze del terrorismo colpevoli degli omicidi dell'11 settembre (9 / 11 vittime) e di migliaia di altri in tutto il mondo”.


Aspettatevi altre cheerladers scatenate, con reportage manipolati dai media, mentre fanno ciò che sanno fare meglio: fornire una notizia sterilizzata e manipolata, non la verità.


SEPARARE LA REALTÀ DALLA FINZIONE


Dopo l’11 settembre 2001, bin Laden è diventato il “Nemico Numero Uno”, la più grande “minaccia alla sicurezza” americana. Infatti, se non fosse esistito, lo avrebbero inventato per vantaggio politico.


Nel marzo del 1985, dopo che Ronald Reagan ha firmato la National Security Decision Directive (NSDD) 166 arma i Mujahideen afghani, l’Inter Services Intelligence (ISI) assume bin Laden per combattere le forze afghane sovietiche come risorsa della CIA. Venne chiamato “Nemico Numero Uno”, usandolo vantaggiosamente in entrambe le occasioni.


David Ray Griffin ha scritto dei libri sull’11 settembre, tra cui “The New Pearl Harbor”, “The 9 / 11 Commission Report”, “9 / 11 e American Empire”, “9 / 11 contradictions”, “Mysterious Collapse of World Trade Center 7, e “Osama Bin Laden: Dead of Alive?”


In un articolo del 2009 sul Global Research, porta argomenti per 2 prove:


(1) Prove obiettive della sua morte:


Dopo il 13 dicembre 2001, i suoi messaggi intercettati regolarmente si sono interrotti.


Il 26 dicembre 2001, secondo un articolo del “giornale pakistano di riferimento”, un funzionario di primo piano dei talebani ha detto di aver partecipato al suo funerale.


Bin Laden, infatti, era malato gravemente ai reni. Nel settembre 2001, il giornalista della CBS News, Dan Rather riferì che fù ricoverato in un Rawalpindi, un ospedale pakistano, il 10 settembre 2001, inoltre il giornale Le Figarò dichiara:


“Dubai …. era il luogo di un incontro segreto tra Osama bin Laden e l’agente locale della Cia in luglio (2001). Un partner dell’amministrazione dell’Ospedale americana sostiene che …. (bin Laden) rimase (nell’ospedale di Dubai) tra il 4 e 14 luglio (e) ricevette visite da molti membri della sua famiglia, così come da sauditi ed Emirati di primo piano. (Durante lo stesso periodo), l’agente locale della Cia, noto a molti a Dubai, è stato visto prendere (nell’ospedale), l’ascensore principale dirigendosi verso la stanza di bin Laden”.


Nel luglio del 2002, la CNN riferì che le (sue) guardie del corpo erano state catturate nel febbraio dello stesso anno, aggiungendo: ‘Fonti ritengono che se le guardie del corpo fossero state catturate, bin Laden, l’uomo più ricercato del mondo, sarebbe ormai cadavere”.


Infine, nonostante Washington offrisse $ 25 milioni di ricompensa per informazioni che portassero alla sua cattura o alla sua uccisione, nessuno si fece avanti.


(2) Testimonianze della sua morte:


Nel 2002, “persone influenti” sapevano che era morto inclusi:


- Il presidente Musharraf in Pakistan;


- Il Capo dell’antiterrorismo dell’FBI Dale Watson;


- Oliver North dicendo: “Sono certo che Osama è morto …. e con lui tutti gli altri ragazzi con cui ero in contatto”;


- Il presidente Karzai in Afghanistan;


- L’intelligence israeliana dicendo che i supposti messaggi di Bin Laden fossero falsi.


- L’ISI” pakistana conferma, la morte di Osama bin Laden …. e imputa la volontà di nascondere la verità (da parte degli Americani) al fatto di voler usare la questione di al Qaeda e del terrorismo internazionale per invadere l’Iraq.“


Altri elementi probatori includono un’ex agente della CIA, Robert Baer, che disse alla National Public Radio (NPR): “Certo che è morto!”


Successivamente, nel marzo 2009, ”Un ex funzionario del Foreign Service, Angelo Codevilla, pubblicò un saggio nell’American Spectator dal titolo ‘Osama bin Elvis’”, dicendo:


“Sette anni dopo l’ultima prova che (bin Laden) sia ancora in vita, ci sono più prove dell’esistenza di Elvis”.


Griffin ha anche affrontato l’argomento dei falsi messaggi video, dicendo che la tecnologia avanzata di oggi può ingannare gli esperti, ma non tutti.


Per anni, i nastri di bin Laden sono emersi in momenti strategicamente giusti. Si consideri quello di Venerdì 7 Settembre 2007 sorpresina pre 6° anniversario dell’11 settembre. Neal Krawetz della Hector Factor , un esperto di immagine digitale forense, ha detto che era pieno di difetti audio video e di scarsa qualità, un falso probabile.


Colpisce anche la barba di bin Laden, che era grigia nelle immagini recenti…in questa, diventa nera. Inoltre, vestiva con una camicia ed un cappello bianco, cosi come con un maglione giallo, lo stesso abbigliamento del video del 29 Ottobre 2004. Inoltre, l’angolazione della scrivania della telecamera e dell’illuminazione erano la stessa.


Krawetz osservò che “se si sovrappongono i volti nei video del 2004 e del 2007, di Bin Laden sono identici (non è quindi invecchiato)”. Solo la sua barba era più scura, e il contrasto dell’immagine più adeguato. Vi sono state modifiche che mostrano nel video giunzioni, almeno sei in tutto il video. Sembrava anche che l’audio fosse una composizione di più tracce mescolate ad hoc, rendendo Krawetz sospettoso del fatto che fosse stato usato un imitatore vocale.


UN COMMENTO FINALE


Chiare evidenze dimostrano che bin Laden è morto anni fa, probabilmente nel dicembre del 2001. Tuttavia, la vera informazione è stata nascosta per perseguire la “guerra al terrore”.


Come risultato, il “Nemico Numero Uno” è stato utilizzato per alimentare la paura come pretesto per le guerre imperiali in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Libia, forse programmandone altre ancora, assieme a numerose “collaborazioni” in Somalia, Yemen, Bahrain, Palestina, Africa Centrale, Colombia , e altrove.


Griffin scrisse il suo libro su Bin Laden, nella speranza di accorciare queste inutili guerre. Ha anche portato allo scoperto “I nastri falsi di Bin Laden (usati come) una parte di una vasta operazione di propaganda …. favorendo la militarizzazione dell’America e la sua politica estera”, mentre le esigenze popolari sono state abbandonate nel dimenticatoio.


L’ultima bugia di Obama lascia invariata l’agenda imperialista della sinistra. Infatti, il suo annuncio tenta di rafforzare un improbabile sostegno pubblico per ciò che è chiaramente oggi impopolare, dicendo:


“Pensate di nuovo al senso di unità che prevaleva l’11 settembre”, esorta la gente a mostrarsi di nuovo a vivere la sua vita felicemente ignorando i danni che il militarismo ha provocato al benessere, alla libertà e al futuro della popolazione.


Aspettiamoci invece, nuovi finanziamenti per la guerra, Obama è indifferente ai bisogni del suo popolo come i repubblicani estremisti. Ed è pure un bugiardo incallito.


Fonte: progressiveradionetwork.com





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