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mercoledì 27 aprile 2011
In Uganda la legge contro gli omosessuali si modera: prima era prevista la pena di morte

Niente condanna a morte. L’Uganda potrebbe fare dietrofront sulla pena prevista per il reato di omosessualità, e che presto potrebbe diventare legge. Un passo indietro che non cambia la sostanza del testo. A parlare della rimozione della pena capitale dal testo è David Bahati, il parlamentare nell’ottobre 2009 fautore delle nuove norme. Il suo disegno di legge ha fin da subito attirato l’attenzione della comunità internazionale e ricevuto le pubbliche condanne del presidente americano Barack Obama.

La proposta, per ora, prevede la condanna a morte per gli omosessuali attivi affetti da Aids. L’iter del testo si avvicina alla conclusione. Stephen Tashobya, presidente della Commissione affari legali e parlamentari dice che la normativa possa essere messa al voto nei primi giorni di maggio. “Dobbiamo verificare fin dove ci possiamo spingere con il disegno di legge. Stiamo facendo tutto il possibile, ma abbiamo poco tempo”, ha fatto sapere martedì scorso. Aggiungendo: “Molte persone hanno espresso preoccupazione per tale disposizione che prevede la condanna a morte e sono sicuro che quando cominceremo le audizioni sulla proposta emergeranno ancor di più le preoccupazioni”. Nella sostanza, insomma, cambierà poco. Bahati dice di non conoscere alcun membro del parlamento intenzionato “ad opporsi” al provvedimento. Frank Mugisha, direttore del Sexual Minorities Uganda, gruppo per i diritti degli omosessuali, è invece molto preoccupato, e sottolinea come il sentimento anti gay sia aumentato dopo l’introduzione del disegno di legge. “Molti gay vengono molestati – ha detto – a causa dell’attenzione dei media”.


Il testo originale di Bahati prevede disposizioni rigide, condanna a morte per gli omosessuali affetti da Hiv, o nel caso di stupro di una persona dello stesso sesso. Anche “delinquenti seriali” potrebbero essere puniti con la pena capitale. Ma la legge è poco chiara sul termine. Una persona sorpresa ad avere un rapporto omosessuale sarebbe condannata al carcere a vita. Chiunque favorisce, consiglia o invoglia ad avere rapporti omosessuali può essere puntio con il carcere fino a 7 anni. La stessa condanna che può colpire chi semplicemente affitta una camera o una casa ad un gay.

“Se passa questa legge - denuncia Mugisha – non saremo nemmeno in grado di fare il nostro lavoro”. L’anno scorso un giornale ha pubblicato nomi e foto di persone sospettate di essere gay. Il titolo che li accompagnava era: “Impiccateli”. Poco, dopo, nel mese di gennaio, un importante attivista per i diritti degli omosessuali, la cui foto era stata pubblicata, è stato ucciso. Le autorità sostengono che l’orientamento sessualedi David Kato, questo il suo nome, non aveva nulla a che fare con l’omicidio. Ne è convinto anche Bahati: “La morte di Kato non ha nulla a che vedere con la legge in parlamento”, ha detto. Il parlamentare ha definito deplorevole l’assassinio. Il parlamentare è al suo primo mandato e si dice convinto che la sua proposta serva per sensibilizzare l’opinione pubblica da quelli che luid efinisce “pericoli per i loro figli”.

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