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giovedì 7 aprile 2011
È scontro tra il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e la scuola elementare Roberto D'Azeglio di Torino dove la preside ha chiesto un contributo di cinquanta euro ai genitori dei bambini per garantire lo svolgimento di alcune attività didattiche.

Secondo la Gelmini, infatti, la richiesta di soldi alle famiglie degli studenti «è una forma per criticarci, per far passare il messaggio che noi affamiamo la scuola e per costringere le famiglie a pagare».
Ma per il ministro la riforma non avrebbe tolto fondi alla scuola pubblica. Anzi. «Le risorse ci sono e sono sufficienti» e se proprio si deve dare la colpa a qualcuno, spiega la Gelmini, meglio prendersela con i presidi e con i precedenti governi. «Alcuni dirigenti scolastici sanno amministrare bene, altri no e cercano di incolpare noi per le mancanze. La storia dei tagli all'istruzione inizia nel 2007 quando il ministro dell'allora governo Prodi era Fioroni». Insomma, il ministro Gelmini si dice sicura della validità della sua riforma, mentre sempre più scuole sono agonizzanti.

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