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venerdì 29 aprile 2011
Il presidente del Consiglio è "obiettivamente sovraesposto". Sono i risultati degli ultimi dati dell'Autorità garante nelle Comunicazioni. Che richiama anche Ferrara e Annunziata a un "maggiore rispetto delle istituzioni"


Silvio Berlusconi è “obiettivamente sovraesposto”. I telegiornali della Rai gli dedicano troppo tempo e lo fanno parlare molto di più rispetto ai suoi avversari politici. E in periodo di par condicio non si fa. A richiamare l’azienda pubblica è l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni che,dopo aver ricevuto diversi esposti, ha diffuso i dati da aprile a oggi sul pluralismo politico relativi alla campagna elettorale.

L’indicazione espressa dall’Autorità garante è senza appello: “Maggiore attenzione alla rappresentazione equilibrata di tutti i punti di vista, evitando che si determinino situazioni di vantaggio per determinate forze politiche o determinati competitori elettorali”. Senza considerare che il premier, a cui viene dedicato in assoluto più tempo, “è direttamente parte nelle elezioni amministrative in quanto capolista a Milano”. Tra i richiami generali all’equità e all’obiettività dei tg, l’Agcom ha ricordato il divieto dell’uso “di riprese televisive con presenza diretta, non giustificata, di membri del governo o di esponenti politici”.



La nota del Garante si occupa anche di Giuliano Ferrara Lucia Annunziata. I due giornalisti devono assicurare nelle loro trasmissioni “un maggiore rispetto verso le istituzioni”. Sotto accusa la puntata di ‘Qui Radio Londra‘ del 19 aprile, dove Ferrara si è rivolto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendogli di non “ignorare” lo “spirito di eversione politica” in atto contro “un governo liberamente eletto”. Colpa, tra l’altro, dei magistrati che “fanno comizi in piazza per attaccare preventivamente leggi di riforma della Costituzione portate in Parlamento da una maggioranza regolarmente eletta”, aveva aggiunto il conduttore. La puntata di ‘Potere‘ ad aver attirato i richiami dell’Agcom è invece andata in onda il 18 aprile ed era dedicata alla magistratura. Ospiti in studio, i giudici milanesi Pierluigi Davigo Armando Spataro e l’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli.


”Non si può certo dire che il direttore generale lasci la Rai con l’onore delle armi nello stesso giorno in cui l’Agcom rileva una sovraesposizione del premier nei telegiornali”, ha commentatoMichele Meta, capogruppo del Pd in commissione Telecomunicazioni alla Camera, , riferendosi alla nomina di Mauro Masi alla Consap. “Per il servizio pubblico è giunto il momento di voltare davvero pagina – aggiunge Meta in una nota – inaugurando una nuova stagione di autonomia editoriale verso la quale il Cda attuale, come pure il futuro direttore generale, devono impegnarsi per scongiurare una ulteriore perdita di credibilità della più grande azienda culturale italiana”.


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