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martedì 12 aprile 2011
La Lega Nord del Ticino ha clamorosamente vinto le elezioni cantonali facendo crescere la propria presenza nell'esecutivo cantonale (Consiglio di Stato) raddoppiando da un ministro a due in un esecutivo che ha solo cinque dicasteri.

Giuglio Bignasca, personaggio sulla falsa riga di Borghezio, ha subito annunciato le priorità assolute, già cavalli di battaglia elettorale. Il Bignasca da sempre critica gli accordi Svizzeri con l'UE e la presenza di lavoratori stranieri in particolar modo di frontalieri italiani, infatti, lo slogan vincente del partito è “via gli italiani dalla Svizzera”. Ancora una volta, i 45 mila lavoratori delle provincie di Como, Varese, Verbania rischiano di saltare nonostante siano scampati a ben due referendum.

Questa vittoria ha battuto il partito liberal radicale di centro che a questo punto rimane con un solo ministro. Democratici e socialisti sono riusciti a conservare, nonostante la perdita importante di voti, un ministero a testa. A questo punto, la lega dei ticinesi è il maggior partito cantonale con il 29,78% che vanta una crescita di + 7,57, il PLR scende a 24,95% (-3,07), il PS passa a 16,27% (-5,08), il PPD/GG resta fermo al 19,86% (-1,95), mentre i Verdi sono saliti a 6,12% (+3,97).

L'assurdo leader della Lega ticinese Bignasca usa le stesse argomentazioni della lega italiana contro gli stranieri e i “ladri” di lavoro a tradimento. Mesi fa, chiasso fu tappezzata da molti manifesti  che rappresentavano topi italiani in procinto di rubare il formaggio svizzero; appunto intitolato “i ratt italiani” (i ratti italiani).  Il movimento politico estremista nato nel 1991, come la Lega Nord di Bossi, è contro l'Europa e rifiuta categoricamente ogni tipo di integrazione o naturalizzazione di migranti.

La politica delle Leghe si sta avvitando su se stessa. Moltissimi lombardi sono leghisti e ogni mattina passano il confine per lavorare nel Ticino. Sono gli stessi leghisti che gridano slogan contro immigrati e meridionali mafiosi.  Ma passato il confine, essi stessi sono oggetto di denigrazione da parte di una lega più nordica. I toni gravi e razziali spesso subiti dai lavoratori italiani, sono la metafora di una politica a “pin pong” rivolta al sig. Bossi. Così la lega ticinese risponde: “padani, fora da i ball”. In questo momento 45 mila italiani temono seriamente di restare senza lavoro nella ricca Lombardia che, contrariamente a quanto si vuol far credere, forse non è così ricca.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

il succo dell'articolo non cambia, ma volevo precisare che la campagna dei ratti italiani che mangiano il formaggio svizzero NON è opera della lega dei ticinesi ma dal partito di estrema destra dell'UDC. Bignasca della lega ha invece più volte sottolineato l'importanza della costruzione di un muro di cemento armato lungo il confine :)

Anonimo ha detto...

Dai non esageriamo... cito il vostro pezzo "Ancora una volta, i 45 mila lavoratori delle provincie di Como, Varese, Verbania rischiano di saltare nonostante siano scampati a ben due referendum"...

Chi ha mai parlato di licenziare i frontalieri? Semplicemente in Ticino (360.000 abitanti) lavorano 45.000 italiani e guarda caso il Ticino è il Cantone della Svizzera con più disoccupazione. Il calcolo è presto fatto. In alcuni settori (soprattutto nel terziario) i frontalieri occupano posti che invece potrebbero occupare gli svizzeri. In altri no e il loro apporto è fondamentale e riconosciuto da tutti. Anzi: un grazie a tutti gli italiani chi in Svizzera si sono fatti un mazzo tanto.

Il problema è che molti datori di lavoro (ora perfino le banche!) assumo frontalieri perchè costano molto, molto, molto di meno. Altri (soprattutto nell'edilizia) arrivano dall'Italia in Ticino con le loro aziende e non rispettano le condizioni salariali minime e in questo danneggia invece le imperse svizzere che sono costrette a offrire prezzi maggiori. La soluzione sarebbe "italianizzarci" e pagare in nero gli operai anche in Ticino?

Ci sono funzionari di banca (graduati) frontalieri che vengono a lavorare per 4.000 franchi sopra i 50anni (uno svizzero se ne aspetterebbe almeno 2.000 in più). Questo porta al dumping salariale. I giovani trovano con difficoltà lavoro proprio perchè ci si deve confrontare al bacino lombardo (5-6 milioni di abitanti) ma, viceversa, in lombardia non ci sono grandi sbocchi (e le aziende sono svizzere sono anche "disturbate" negli appalti). Per il Ticino, in effetti, si profila un futuro al ribasso. Un italianizzazione, una maggiore integrazione al mercato del nord italia che farebbe contenti alcuni (pochi) e scontenti gli altri, soprattutto se si considera che il tunnel del Gottardo potrebbe chiudere per 2 anni e tagliare il Cantone fuori dalla svizzera.

Voi in Italia come vivreste una situazione del genere? La accettereste passivamente o tentereste di creare di migliorare la situazione?

Bignasca usa slogan semplicistici e populistici ma se ha vinto le elezioni significa che un problema effettivamente c'è, così come c'è un problema tra Svizzera ed Italia in decine di campi (Alptransit, Crisi Libica, Black list, ristorno dei frontalieri... ) ed è normale che emergano in ticino, terra di mezzo.

La visione "c'è sempre qualcuno più a nord di voi" è troppo semplicistica. Non fosse che, a nord del ticino, c'è il resto della svizzera che è molto più ricca e con molta meno disoccupazione.

Un saluto da una Svizzera più complessa di come la vedete voi, forse.

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