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venerdì 15 aprile 2011
Ieri ricorreva il settimo anniversario della morte di Fabrizio Quattrocchi, ucciso brutalmente in Iraq il 14 Aprile 2004. Sulla nostra pagina Facebook gli abbiamo dedicato un link per ricordarlo. Abbiamo pubblicato questa sua foto, insieme al commento:

Fabrizio Quattrocchi Genova 9 maggio 1968 - Iraq 14 aprile 2004

« Quando gli assassini gli stavano puntando la pistola contro, questo ragazzo ha cercato di togliersi il cappuccio e ha gridato: adesso vi faccio vedere come muore un italiano. E lo hanno ucciso. È morto così: da coraggioso, da eroe ». PER NON DIMENTICARE FABRIZIO QUATTROCCHI .

La maggioranza dei nostri utenti, hanno apprezzato questa nota, (il link, pubblicato ieri ha ottenuto 560 "mi piace" ed è stato ripreso da numerose altre pagine Facebook) tuttavia, qualcuno ha insultato la sua memoria, offendendo questo giovane, sostenendo che si tratta di un "mercenario" tacciandolo di essere un "assassino che in Iraq uccideva" e in alcuni casi di un "fascista". Ebbene, ci tengo a dirlo, non è così!!!


Fabrizio Quattrocchi NON era un politico: destra e sinistra, non c'entrano, o non dovrebbero entrarci niente.

Fabrizio non era andato in Iraq per combattere: non ha ucciso nessuno, probabilmente (quasi sicuramente) non ha mai avuto occasione di utilizzare le armi, è stato rapito e il tragico epilogo lo conosciamo tutti...


Fabrizio, che fino a pochi anni prima lavorava nel panificio di famiglia, era un addetto alla sicurezza: addestrato da un'agenzia, era specializzato nella protezione di persone e proprietà, ed è in questo ambito che era impiegato. Riceveva uno stipendio dai 6.000 ai 9.000 dollari americani, per svolgere un compito che metteva in pericolo la sua stessa vita, e Fabrizio ne era consapevole.


Non voglio innalzarlo a "benefattore" ne tantomeno a "stinco di santo", ma sentire definire Fabrizio, con disprezzo, un "mercenario" - come se fosse andato in Iraq a "uccidere per soldi", mi da troppo fastidio per restarmene zitto.


Fabrizio Quattrocchi non era un "contractors" ingaggiato per torturare o seviziare terroristi o presunti tali, era stato assunto come guardia del corpo, ed è ben diverso. Rischiava la sua vita, molto probabilmente, per guadagnarsi un futuro migliore, magari per comprarsi una casa al suo rientro in Italia. Non era un assassino, non era un "pezzo di merda".


Chi nutre dubbi, può effettuare una ricerca: su Wikipedia, o dove preferite: (ovviamente fonti attendibili)


Quando penso a Quattrocchi, personalmente, penso a un grande italiano. Certo, non dico che tutti devono pensarla in questo modo: ma nemmeno sputare veleno su questo giovane connazionale ucciso così barbaramente. Non sarà un eroe, ma sicuramente dobbiamo riconoscergli una grandissima forza d'animo, un grandissimo coraggio... a chi non piace, chiedo per lo meno di rispettare la sua morte: tutti i morti meritano rispetto, la morte è uguale per tutti, non esistono colori politici!

Nella sua situazione, personalmente credo che mi sarei messo a piangere, a disperarmi: lo hanno condotto a fianco di una buca già preparata, aveva capito benissimo cosa stava per capitargli, e ha affrontato la sua sorte con dignità e un coraggio non comune.... "vi faccio vedere come muore un italiano"....


Non ti dimenticherò Fabrizio, riposa in pace!!!


Dal blog di Alessandro Raffa - collaboratore di nocensura.com





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6 commenti:

Varocava ha detto...

Voglio solamente dire, che le morti non vanno rispettate per forza.. Altrimenti anche hitler, Stalin, Mussolini etc etc etc, andrebbero rispettati perché ormai morti.. Sul resto non sono comunque d'accordo con te, ma non commento. Ciao
Varo cavalli

Varocava ha detto...

Poi permettimi di dirti che un blog con i commenti moderati, non è il massimo della democrazia.. Lascia ai lettori la possibilità di giudicare ciò che viene scritto dagli altri.. Ciao

Marina ha detto...

Non ti meravigliare se qualcuno non è d'accordo. Fabrizio Quattrocchi per me non è un eroe e non è un farabutto. Non posso onorare la sua morte, per me è una atrocità che si poteva evitare. Non doveva, un ragazzo come lui, andare a morire in Iraq. Italiani, americani ecc. ecc. non sono andati in Iraq a portare fiorellini ma a fare una guerra, in cerca di armi di distruzione di massa CHE NON C'ERANO, e in realtà per il controllo delle fonti di energia, uccidendo decine di migliaia di civili. Questo il gioco che ha strangolato Fabrizio e chi è morto prima o dopo di lui in Iraq, in Afganistan ecc. ecc. La guerra non può produrre altro che guerra, odio, morte, separazione. Quel ragazzo si è ingannato, non doveva partire. Chi parte a volte non ha scelta, deve semplicemente guadagnarsi il pane e, purtroppo, per la guerra si spende tanto, i governi -o le compagnie private che si arricchiscono facendo parte di questo business mortale- danno buoni stipendi agli agnelli da mandare al macello. Sono degli assassini senza coscienza. Non posso celebrare la sua morte come la morte di un vero italiano, per me è stato un insulto, un dolore che poteva essere risparmiato, un ennesimo inganno dei potenti che sfruttano i deboli a proprio vantaggio.

Jinocchio ha detto...

Rispettiamo la sua morte, perché in vita, fino all'ultimo secondo, sgocciolava di razzismo.
'come muore un italiano'; come se fosse lo status di italiano a dare dignità e coraggio, come se ci fosse qualcosa di superiore nell'essere italiano.
di sicuro stava in iraq a fare il superiore

Anonimo ha detto...

un eroe è una persona che rischia la vita gratis per spirito di altruismo.....i militari non sono eroi....facciamola finita co sta storia che i miltari difendono la patria...se non ci fossero i soldati non ci sarebbero nemmeno le guerre....PUNTO!

Anonimo ha detto...

voi siete tutti completamente fuori di testa. Non avreste avuto neanche un millesimo del coraggio, della dignità e della gigantesca semplicità e calma che ha avuto quel GRANDE UOMO di Fabrizio.
Ho letto commenti confusi e deliranti, dettati solo da ideologie.
Vergognatevi e basta.

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