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lunedì 11 aprile 2011

Il rinvio a giudizio chiesto oggi dalla procura di Napoli per epidemia colposa e abuso d'ufficio non ha risparmiato nessuno. Sono 20, tra sindaci dei comuni campani, commissari prefettizi e pubblici funzionari le persone coinvolte nell'indagine con l'accusa di aver consentito la permanenza di cumuli di immondizia in strada durante l'emergenza rifiuti del 2008. Tra questi spiccano I nomi dell'attuale sindaco della città partenopea, Rosa Russo Iervolino, l'ex prefetto di Napoli Alessandro Pansa e l'ex governatore della Campania Antonio Bassolino.
E' stata invece stralciata la posizione di altri 16 indagati che hanno dimostrato di aver preso provvedimenti per evitare che la presenza di rifiuti in strada provocasse malattie ai cittadini, come ad esempio la creazione di siti di stoccaggio o lo spargimento di calce.
Perplessa e serena” la reazione della Iervolino alla notifica della richiesta di rinvio a giudizio: “Non vedo come si possa parlare di epidemia, quando ci sono le dichiarazioni del ministro della Salute e dell'Asl dicono che l'epidemia non c'è stata. Mi pare assurdo".
Ma intanto nelle strade di Napoli l'emergenza è tutt'altro che finita. Ed è per questo che domani cittadini e movimenti napoletani torneranno in piazza per chiedere una via d'uscita credibile alla crisi, un diverso piano dei rifiuti che porti ad un'inversione di rotta totale rispetto alle logiche che hanno contraddistinto la gestione dei rifiuti in Campania fino ad oggi basata su apertura di discariche e la costruzione di nuovi inceneritori.
«L'emergenza dura ormai da 17 anni per volontà di una classe politica che ha tutelato esclusivamente il proprio potere e ha fatto gli interessi di camorra, ecomafie e grandi lobbies industriali anche al prezzo di produrre un aumento esponenziale di tumori ed altre patologie mortali nella popolazione – dichiara l'associazione "cittadini campani per un piano alternativo dei rifiuti" tra gli organiizzatori del corteo al corriere del Mezzogiorno - La manifestazione di sabato rivendica l'immediata estensione della raccolta differenziata porta a porta all'intera città e in tutta la regione, l'attivazione della filiera del recupero e del riciclo dei materiali a partire dalla costruzione degli impianti di compostaggio e la trasformazione degli Stir (Stabilimenti di tritovagliatura e imballaggio rifiuti, ex Cdr ndr) in impianti di trattamento e selezione dei materiali residui»


fonte



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2 commenti:

Anonimo ha detto...

ma dove abita questa CARISSIMA Iervolino??????.....scommetto nelle zone dove non c'è il fetore della monnezza che ti penetra nei pori, dove è tutto pulito!!!...si perchè forse chi non abita a Napoli crede che sia ovunque così..e invece NO!!...nelle zone del centro, quelle IN..i "signori" non hanno problemi....

Pierluigi ha detto...

Questa è la logica della sinistra da sempre, malaffare e disprezzo del cittadino da sempre.

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