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lunedì 25 aprile 2011
Due ricercatori olandesi hanno trovato una ricetta semplice contro i pregiudizi e le discriminazioni: fare ordine, rimettere a posto. Diederik Stapel e Siegwart Lindenberg delle Università di Tilburg e Groningen hanno sperimentato che i rifiuti abbandonati e il degrado di una zona sono il terreno più fertile per creare stereotipi e pregiudizi. La spiegazione? Essere circondati dal disordine fa scattare inconsciamente il bisogno di ripristinare una struttura ordinata, giacché la maggior parte di noi tende a classificare cose e persone in categorie possibilmente chiare e semplici. Esiste un bisogno di fare pulizia mentale, e questo processo ha un ruolo chiave nel formarsi di un'opinione verso gli altri, scrivono i ricercatori su Science.

Per il loro primo esperimento, Stapel e Lindenberg hanno sfruttato uno sciopero della raccolta dei rifiuti a Utrecht. Nella stazione ferroviaria, invasa dalla spazzatura, hanno consegnato a quaranta donne e uomini di pelle chiara un questionario in tema di pregiudizi verso gli omosessuali e i musulmani. Per riempirlo i volontari erano invitati a sedersi su una delle sei sedie messe in fila, la prima delle quali era già occupata da un giovane di pelle scura oppure da un coetaneo di pelle bianca. Una settimana dopo hanno ripetuto l'esperimento con altri quaranta volontari nella stazione ripulita. Ebbene, i rifiuti avevano effettivamente rafforzato i pregiudizi degli interpellati -lo dimostrano non solo le risposte del questionario, ma anche la distanza verso l'uomo di pelle scura, cosa che non si è ripetuta la seconda volta.


Il questionario del secondo esperimento, questa volta effettuato per strada, e anche qui prima nel degrado e poi in situazione di normalità, aveva per tema il finanziamento di un progetto sociale per minoranze. Risultato: gli intervistati erano meno propensi a dare soldi quando la strada era in cattive condizioni.

I ricercatori danno per certo che il disordine metta in moto i pregiudizi, e non magari la mancanza d'igiene con conseguente paura delle malattie. Origine di quest'effetto è l'improvviso desiderio di ordine e il bisogno di strutturare l'ambiente che ci circonda. La cosa ha una sua logica anche dal punto di vista psicologico evolutivo, poiché le categorie semplici aiutano a reagire in fretta in una situazione di opacità potenzialmente pericolosa.

Il messaggio che i politici dovrebbero trarre da questi risultati è chiaro, sottolineano i ricercatori: fare in modo di evitare il degrado nei quartieri più vulnerabili, e dunque investire massicciamente in riparazioni e rinnovamento. Se spariscono i vetri rotti, le scritte sui muri, le montagne di rifiuti, cresce la probabilità di abbattere discriminazioni e pregiudizi.

fonte: ADUC.it



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