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martedì 26 aprile 2011
Ognuno di noi, ogni giorno, può risparmiare sulla  spesa e sugli altri acquisti, scegliendo prodotti senza imballaggi o con imballaggi riutilizzabili e riciclabili. Così diminurà anche la produzione domestica di rifiuti e favorirà la  raccolta differenziata. Unico sistema, quest’ultimo,  per poter riciclare gran parte dei rifiuti ed evitare di essere sommersi, in un futuro molto prossimo, dalle enormi quantità di immondizia che continuiamo a produrre ogni giorno.
      Su questo tema, nel 2009 e nel 2010, l’Unione europea ha promosso una “Settimana per la riduzione dei rifiuti” (European week for waste reduction) per sensibilizzare governi e istituzioni ma soprattutto i singoli cittadini, i quali devono svolgere la parte dei protagonisti in questa vicenda. Dall’esperienza di questa mobilitazione europea è scaturita una serie di consigli pratici, che ognuno di noi dovrebbe sforzarsi di adottare per migliorare la vita delle nostre comunità e per indurre gli stessi produttori ad adeguarsi, risparmiando denaro e materie prime. Ecco qui di seguito una sintesi delle buone norme da seguire:
1)   Scegliere prodotti con poco imballaggio – Ci sono prodotti in cui gran parte dell’imballaggio è utilizzata per scopi promozionali o di marketing, che non serve al consumatore, il quale però la paga, incidendo sempre sul prezzo e a volte in modo notevole.
2)   Orientarsi verso prodotti concentrati, da diluire – Sciogliendo in acqua i prodotti concentrati si riduce notevolmente il volume dell’imballaggio e al momento dell’acquisto non si paga il costo dell’acqua, del maggior imballaggio e dei trasporti ad esso associati.
3)   Preferire le confezioni “formato famiglia” – Sono economicamente più convenienti dei prodotti monodose e sono caratterizzati da un volume di imballaggio inferiore per unità di prodotto rispetto alle confezioni più piccole.
4)   Acquistare prodotti con contenuto ricaricabile – Ogni volta che si utilizza una ricarica (refill) per un prodotto si risparmia all’ambiente un imballaggio molto più voluminoso da smaltire, senza contare che le ricariche sono più economiche.
5)   Scegliere imballaggi costituiti da un solo materiale (carta, vetro, metallo) – Un imballaggio costituito da più di un materiale non è adatto alla raccolta differenziata; per questo è meglio evitare l’acquisto di prodotti con imballaggi “multi-materiali”.
6)   Non abusare di prodotti “usa e getta” - La cultura dell’”usa e getta” si è molto diffusa nella nostra società, soprattutto per l’apparente economicità e praticità. Non vengono però considerati i costi sociali e gli impatti ambientali correlati a un uso non consapevole di questi prodotti (bicchieri, piatti e posate, rasoi, macchine fotografiche, batterie…). Limitandone l’acquisto a situazioni particolari si riduce notevolmente il volume dei rifiuti prodotti in ambito domestico.
7)   Per fare la spesa preferire la sporta riutilizzabile – In Italia i sacchetti di plastica dovranno ormai essere eliminati a favore di quelli in biopolimeri, ossia degradabili in natura. In ogni caso è sempre meglio usare una borsa o un carrello riutilizzabili, perché anche i nuovi sacchetti biodegradabili diventano una specie di “monouso” che può non ridurre il numero di sacchetti in circolazione, che sono milioni e milioni.
8)   Usare, quando è possibile, acqua di rubinetto magari filtrata in apposite brocche o apparecchi fissi. Se proprio si può fare a meno dell’acqua minerale, acquistare bottiglie di vetro con il vuoto rendere, che è anche un modo per risparmiare. L’acqua in vetro è anche più buona e sicura. Inoltre bisogna ricordarsi che per produrre un chilo di plastica occorre un chilo di petrolio.
9)   Un’ottima, antica abitudine da riscoprire sarebbe quella dei pannolini lavabili per i neonati – Con quelli monouso si produce una gran quantità di rifiuti, spesso non riciclabili. Stesso discorso per i fazzoletti da naso, invece di quelli di carta.
10)  Chi possiene un giardino o un orto può fare il “compost” (concime organico) in casa. Alcuni Comuni forniscono anche la ‘compostiera domestica’, una sorta di pattumiera dove gettare alcuni avanzi di cibo ed altro che invece di finire in discarica diventeranno utile ed efficace concime organico per le piante.





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