“Dieci anni per ricostruire L’Aquila”
Dieci anni per ricostruire L'Aquila. Alla vigilia del secondo anniversario del terremoto che il 6 aprile 2009 ha colpito il capoluogo abruzzese, il sottosegretario Gianni Letta e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, hanno dato la deadline per una ricostruzione che oggi è al palo. Il centro storico della città è un cumulo silenzioso di macerie, i quartieri più recenti sono disabitati e le tende dei salotti sventrati dalla scossa si agitano ancora al vento, come due anni fa. Ma non è tutto. I più accorti, infatti, ricorderanno che durante l'emergenza l'allora capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, aveva assicurato che nella metà del tempo prospettato da Letta e Chiodi - cinque anni appena - all'Aquila la situazione sarebbe tornata alla normalità. Qualcosa - è evidente - non ha funzionato come avrebbe dovuto. Ad oggi, secondo quanto ha recentemente dichiarato il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, "si sono persi due anni per una governance errata".La posizione tenuta dall'Esecutivo è comunque chiara: la prima parte dell'emergenza è stata gestita dal Governo, la seconda - quindi quella in cui si stanno verificando i ritardi - è competenza degli enti locali. Secondo Letta, in particolare, Guido Bertolaso è stato "l'angelo dell'emergenza" e tutte le inchieste sulla "cricca" si sono "totalmente sgonfiate". Unico neo, - secondo il governatore dell'Abruzzo - i piani per la ricostruzione delle città (57 in tutto), primo tra tutti quello per L'Aquila: "Il comune si affretti - ha detto Chiodi - se fossi stato il sindaco della città avrei coinvolto i massimi esperti mondiali per metterlo a punto. I cittadini devono sapere cosa avverrà nei prossimi dieci anni, quali sono i destini delle loro città. Il Governo - ha aggiunto - ha fatto tutto quello che doveva". In ultima analisi, dunque, i ritardi sarebbero da attribuirsi al sindaco Cialente. "Ora - ha aggiunto Chiodi - la partita spetta alla comunità aquilana e ai sindaci, spero che ognuno voglia alimentare la speranza, non la disperazione, come è stato fatto per qualche tempo all'Aquila". Gli aquilani, insomma, adesso sono davvero soli: si rimbocchino le maniche, questo sembra essere il messaggio.
Una nota di colore: il sottosegretario Letta ha stigmatizzato quanto avvenuto durante la trasmissione Forum, condotta da Rita dalla Chiesa, in cui una falsa terremotata ha dichiarato che all'Aquila la situazione era notevolmente migliorata. Si è trattato di "un episodio - ha detto Letta - deplorevole e marginale".
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