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giovedì 21 aprile 2011
Claudio Risè, noto psicologo, nonché scrittore giornalista e docente universitario, racconta dei nuovi orientamenti della psicoterapia anglosassone: contro la depressione la cura è data da una bella passeggiata nel verde. Alla carlona lo sapevamo un po’ tutti che non solo passeggiare, ma fare movimento nei boschi o in un giardino fa bene allo spirito oltre che al corpo. Il dato interessante che riporta Risè, però, nella sua rubrica Pensieri & Passioni su Il Mattino di oggi (pag.18) è che la depressione cresce in quei luoghi, o quartieri, in cui non vi sono verde e giardini.
Scrive Risé:
Nelle zone periferiche più degradate, dove manca il verde e la sicurezza è carente, si sviluppa più depressione. Sopratutto, ma non solo, tra le donne (il 66% è in cura contro il 34% degli uomini) e gli anziani. Secondo questi nuovi orientamenti si torna a osservare anche l’aspetto sociale di questi disturbi, derivante dal modello di cultura della società postindustriale e dagli stili di vita proposti.



Nota Risé che però il verde e i giardini devono far parte di un più ampio stile di vita. Parchi e giardini sono presenti in zone ricche e lussuose ma anche i ricchi hanno la depressione. Perché? Probabilmente perché non li usano essendo vincolati a stili di vita in cui veglia e sonno sono sballati da stravizi. Dunque, il benessere mentale e fisico passano perciò da un modo di affrontare la vita che deve essere completamente sano. Solo a quel punto il verde, i parchi e giardini assieme alle passeggiate possono rivelarsi efficaci tanto quanto i farmaci.
Scrive ancora Risé:
Le verifiche sperimentali sembrano confermare che il movimento, praticato sistematicamente nell’ambiente naturale, può curare altrettanto bene che farmaci sintetici, ma con un effetto più duraturo per via delle modifiche profonde che queste abitudini provocano negli stili di vita delle persone. Al di là di traumi, o fattori genetici, la depressione si evita difendendo i due partner della nostra psiche: l’ambiente e il corpo.



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