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domenica 10 aprile 2011


Carlo Saturno, 22enne in coma a Bari (da Repubblica.it)
Era detenuto per un furto ed è stato trovato impiccato ad un lenzuolo nella sua cella nel carcere di Bari: Carlo Saturno, di Manduria (Taranto), è morto oggi a 22 anni, dopo una settimana di coma nella rianimazione del Policlinco di Bari. Sulla sua fine la procura di Bari ha aperto una inchiesta (al momento senza indagati) per istigazione al suicidio, mentre la famiglia chiede a gran voce chiarezza con la sorella Anna che, in una intervista, si dice certa che il giovane sia stato picchiato in carcere e che la morte sia stata provocata dai maltrattamenti subiti da parte della polizia penitenziaria. Una tesi che, però, non ha trovato sinora riscontri nei primi accertamenti in quanto sul corpo del ragazzo non ci sarebbe alcun segno recente di lesioni provocate da terzi. L'unico segno è quello lasciato dalla stretta del lenzuolo attorno al collo. I pm Pasquale Drago e Isabella Ginefra hanno disposto oggi una perquisizione nel carcere con l'acquisizione di documenti relativi alla detenzione per ricostruire i giorni precedenti al suicidio del giovane avvenuto il 30 marzo scorso. Nei prossimi giorni sarà eseguita l'autopsia.


La storia carceraria del giovane, cominciata da minorenne, non era stata tranquilla e, a quanto si è appreso da fonti giudiziarie, il giorno precedente a quello che allo stato appare un suicidio, Saturno era stato arrestato in carcere, dove era detenuto per furto, in seguito ad una colluttazione con alcuni agenti di polizia penitenziaria. Nei giorni successivi, quando il ragazzo era in coma e tenuto in vita dalle macchine nel reparto di rianimazione, l'arresto era stato convalidato dal gip per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Ma già sei anni fa, a soli 16 anni, Saturno aveva avuto il coraggio di denunciare presunte violenze fisiche e psicologiche subite nel carcere minorile di Lecce.
Il processo, nel quale sono imputati nove agenti del carcere minorile per violenze nei confronti di tre detenuti, è cominciato due anni fa ma finirà in un nulla di fatto perchè dopo numerosi rinvii è ormai prossimo alla prescrizione. Il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, ha disposto un'inchiesta amministrativa per fare «massima chiarezza» sulla vicenda. Chiarezza viene chiesta anche da alcuni senatori del Pd e da deputato democratico Dario Ginefra che sulla vicenda ha presentato una interrogazione al ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Il presidente dell'associazione Antigone, Patrizio Gonnella annuncia, infine, che il caso di Carlo Saturno sar… segnalato alle autorit… sovranazionali e che «sulla vicenda del processo alle guardie penitenziarie, in cui il giovane era parte lesa, rinviato a dopo la prescrizione dei reati, Š pronto un esposto al Csm».


VENDOLA INCONTRA I PARENTI Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha incontrato questa sera nel reparto di rianimazione del Policlinico di Bari i parenti di Carlo Saturno, il giovane di 22 anni di Manduria trovato impiccato una settimana fa nella sua cella nel carcere di Bari e morto oggi in ospedale. «Ho ascoltato i dubbi dei familiari su come sia andata la vicenda - ha raccontato all'Ansa dopo l'incontro - e ho raccolto una richiesta corale che sia fatta piena luce sugli ultimi giorni di vita e sulle ultime ore del giovane». «Ho detto loro che devono avere fiducia nella giustizia - ha aggiunto - che è in corso un accertamento fatto con vigore dalle autorità competenti e che bisogna avere la pazienza di attendere l'esame autoptico». A prescindere dall'accertamento in corso, però, Vendola sottolinea che «anche l'ipotesi del suicidio avanza come un grido d'accusa nei confronti di un sistema penitenziario che si mostra disastrosamente incapace di rispettare il precetto costituzionale della umanità della pena e del reinserimento del detenuto». Siamo di fronte, ha aggiunto, «a galere sovraffollate in cui ogni giorno si consumano indicibili sequenze di autlesionismo e violenza, vengono battuti tutti i record storici di fenomeni di suicidio e anche gli agenti di polizia penitenziaria vivono e lavorano in condizioni di insopportabile stress». «Penso che le istituzioni debbano essere vicine a chiunque chieda verità e giustizia con atteggiamenti di responsabilità - ha proseguito - noi non possiamo che affidarci al corso della giustizia e vigilare perchè nessun dettaglio venga oscurato».


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5 commenti:

susanna ha detto...

Ricordo un po di anni fa arrestarono un ragazzo.Questi stette tutta la notte a lamentarsi dicendo e urlando cha aveva il diabete e che aveva bisogno di cure. Il medico e l'infermiere del carcere di castrovillari stabilirono non so come che era in astinenza e lo lasciarono nella cella . La mattina aprirono gli agenti e lo trovarono morto.Lo portarono in ospedale e non so come fecero risultare che morì in ospedale. Lasciò moglie e due figli. Pochi giorni fa ho saputo che hanno arrestato il figlio.

Anonimo ha detto...

ED ORA SI INCOMINCIA CON LA SOLITA STORIA...ADDOSSO ALLA POLIZIA PENITENZIARIA...POI MI SPIEGERETE QUANDO DAL 1835 AD OGGI, UN AGENTE SIA MAI STATO ACCUSATO DI REATI DI QUESTO GENERE...SALUTE A TUTTI...

Gen ha detto...

SUSANNA c'è stato mio marito per un grave sbaglio in quel carcere.... orribile!!!! ma questo nn solo li,purtroppo!

Anonimo ha detto...

Provate a vivere 8 ore al giorno con gente incarcerata per stupri, spaccio, furti, borseggi, rapine, violenze di ogni genere. Un calderone di persone sempre pronte ad esplodere. In tutto questo gli agenti lavorano in sottorganico, in difficoltà pure per chiedere 3 gg di ferie. Tutto questo col sovraffollamento. La violenza è deprecabile ma nessuno racconta mai delle tentate aggressioni fisiche a danno delle guardie ad opera di queste persone.Eppure l'aggressione nelle piazze contro poliziotti sono documentate..

Anonimo ha detto...

se uno non è in grado di fare un lavoro del genere..che se ne stia a casa. in galera non puoi aspettarti di trovare gente per bene, se no che cosa ci stanno a fare in galera? il sovraffollamento delle carceri è un problema sopattutto per i detenuti, gli agenti dopo 8 ore se ne vanno a casa loro, i detenuti no, e magari ci devono passare anche la loro esistenza li in quel buco di topaia che chiamano cella..se non gli sta bene il loro lavoro, che vadano a rompere i coglioni a casa loro, e se proprio devono, devono andare a rompere il cazzo al governo che permette tutto questo, scioperate, bloccate tutto..ma i detenuti non si toccano! !

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