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domenica 13 marzo 2011

Metà dei laureati lavora in forma precaria


Metà dei laureati lavora in forma precariaIl XIII Rapporto AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati, che ha coinvolto a livello nazionale 400mila laureati, fotografa un quadro occupazionale complessivamente in difficoltà seppure con un’intensità minore rispetto a quella dell’anno passato.
L’occupazione dopo la laurea per i neodottori post-riforma dell’Alma Mater si attesta su buoni livelli, in linea, se non superiori, alla media nazionale e il tasso di disoccupazione risulta inferiore al dato medio nazionale. Tiene dunque l’occupazione nonostante i valori dell’occupabilità (in particolare della stabilità del lavoro) siano depressi, nel confronto con la media nazionale, dalla forte componente di laureati fuori sede residenti soprattutto al Sud, dove il mercato del lavoro è meno dinamico: da fuori Regione provengono infatti il 41% dei laureati triennali e il 52% dei laureati specialistici biennali. Inoltre occorre tenere presente il peso di facoltà come Giurisprudenza, Medicina e Scienze che richiedono, per l’accesso alle professioni, la frequenza a tirocini e scuole di specializzazione dopo la laurea.
A un anno dalla conquista dell’agognato ‘pezzo di carta’, il 37% dei laureati fiorentini ha un lavoro stabile. Mentre il 46% deve accontentarsi di un cosiddetto impiego atipico. È un panorama a luci e ombre quello che emerge dal rapporto Almalaurea 2011 per quanto riguarda il nostro Ateneo. 10.163 i giovani coinvolti nell’indagine, tra laureati junior e senior, ovvero con in tasca un diploma di laurea triennale o quinquennale.

Chi si ferma al primo step arriva a percepire, a un anno dalla laurea, 925 euro mensili netti. Va meglio a chi va oltre, frequentando una laurea magistrale. In questo caso, dopo un anno dal traguardo si riesce a intascare, mediamente, poco più di mille euro al mese (netti). Lo stipendio cresce via via col passare del tempo. A tre anni dalla laurea spariscono i senza contratto. E le retribuzioni salgono a 1.358 euro mensili netti.

Ma la brutta sorpresa è dietro l’angolo. Secondo il rapporto, infatti, dopo cinque anni dalla fine degli studi il laureato porta a casa uno stipendio di 1.244 euro mensili netti. Possibile? Anche il prorettore al bilancio del nostro Ateneo Luca Bagnoli strabuzza gli occhi: «Onestamente questo dato non torna. E non riesco proprio a spiegarmelo. Posso capire che, al massimo, lo stipendio resti uguale. Ma che vada a scendere mi pare proprio strano…». Misteri della statistica.

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