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Servono 1.000.000 di firme per mettere renzi e soci con le spalle al muro, con una legge di iniziativa popolare. Il comitato promotore ha raccolto 850.000 firme, tra web e dal vivo, i media non ne parlano e non ne parleranno, per evitare imbarazzi a Renzi, che sarebbe in difficoltà a dire NO alla cancellazione del vitalizio a corrotti, mafiosi e affini... vogliamo continuare a dire "tanto non cambia niente" - "tanto non serve a niente" o ci iniziamo a muovere per ottenere ciò che esigiamo? Una semplice firma conta più di quanto sembra. Grazie ai referendum non ci hanno imposto il nucleare, anche se c'è da dire che quello sull'acqua è stato disatteso... e più ne disattenderanno, più la gente aprirà gli occhi... calano i consensi e convincere la gente è sempre più difficile per loro... FIRMATE!!!
domenica 13 marzo 2011

Qualcuno sostiene ancora che mafia, 'ndrangheta e camorra non abbiano messo radici nel Nord Italia? La Lega e i suoi rappresentanti più illustri possono ancora affermare che la mafia è un fenomeno puramente meridionale? Difficile ormai dire il contrario, soprattutto dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Bordighera, in provincia di Imperia, per infiltrazioni mafiose. È il primo caso in Liguria e accade proprio il giorno dopo che la Direzione distrettuale antimafia aveva lanciato l'allarme annunciando che la mafia calabrese, 'ndrangheta stava "colonizzando la Lombardia". Uno scioglimento che va ad aggiungersi a quello di Desio, provincia di Milano, anch'esso "per infiltrazioni mafiose".

Per Bordighera, Comune di circa 10 mila abitanti della Riviera di Ponente, la richiesta di scioglimento era stata avanzata già l'estate scorsa dai carabinieri, dopo che era stato presentato un dossier in cui emergevano collegamenti tra politici locali e criminalità organizzata. Il Comune era governato da una coalizione di centrodestra: dall'inchiesta erano emerse pressioni sul sindaco e su alcuni assessori per ottenere l'apertura di una sala giochi, l'affiliazione rapida ad associazioni sportive e culturali e altri appalti. Otto imprenditori finirono in manette, tutti membri di importanti famiglie di origine calabrese alcuni dei quali ritenuti «contigui alla 'ndrangheta». Secondo gli investigatori politici locali erano stati eletti proprio con la prassi del voto di scambio. E meno male che al Nord la mafia non esisteva.

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