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giovedì 31 marzo 2011
In Libia accade, in modo violento e crudele, che chiunque sia contro il regime di Gheddafi "sparisca" e venga deportato nell'ovest del paese, ancora sotto il controllo del dittatore. Ma le sparizioni, rivela Amnesty, sono iniziate prima della rivolta armata.
Amnesty International con il suo prezioso lavoro continua a segnalare la persecuzioni dei blogger in tutto il mondo. Mentre dalla cina "sparisce" il noto blogger ex diplomatico e commentatore politico (e oltretutto cittadino australiano) Yang Hengjun, anche in Libia non poteva mancare la brutale repressione di chi si permette di dissentire dal regime. Secondo Amnesty "Atef 'Abd al-Qader al-Atrash, un noto blogger padre di due bambini, è stato visto l'ultima volta mentre partecipava a una riunione nei pressi del porto di Bengasi, il 17 febbraio.
Si ritiene sia stato portato via dalle forze di sicurezza. 'Abbiamo provato a chiamarlo al telefono ma ha sempre squillato a vuoto' - ha dichiarato un parente ad Amnesty International - 'fino a quando pochi giorni dopo un uomo dall'accento (della Libia) occidentale ha risposto dicendo 'Ecco quello che succede a chi ci tira i sassi'. Ma Atef non ha mai tirato i sassi a nessuno". Questa è una storia purtroppo molto comune in Libia, dove la situazione umanitaria rimane gravissima, soprattutto per chi prende una posizione contraria al regime di Muammar Gheddafi. In Libia spariscono non solo attivisti politici, blogger, "sospetti ribelli o presunti tali" ma anche bambini, come si legge da un documento frutto del lavoro del team di ricerca di Amnesty International nell'est della Libia. "A quanto pare, è in vigore una politica sistematica di arrestare chiunque sia sospettato di opporsi al colonnello Gheddafi, trattenerlo in incommunicado e trasferirlo nell'ovest del paese, ancora sotto il suo controllo. Date le circostanze in cui si sono verificate queste sparizioni forzate, vi sono tutte le ragioni per ritenere che le persone che ne sono vittime corrano seri rischi di subire torture e maltrattamenti" - ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International. "Il colonnello Gheddafi deve porre fine a questa vergognosa campagna e a ordinare alle sue forze di rispettare il diritto internazionale". Le sparizioni sono iniziate persino prima che le proteste contro il colonnello Gheddafi si trasformassero in rivolta armata.

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