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giovedì 31 marzo 2011
Una condanna strana ed assurda quella del giudice di Ortona Rita Carosella, che ha condannato il quotidiano abruzzese web Primadanoi.it al pagamento di 5mila euro per violazione della privacy. Il motivo?

Ha mantenuto nell'archivio digitale un articolo vecchio che parlava di due persone imputate in un processo poi archiviato. Oltre che assurda questa sentenza è rivoluzionaria perchè potrebbe cambiare radicalmente la vita di migliaia di quotidiani e giornalisti del web.

Gli avvocati hanno richiesto che venisse rimosso l'articolo dall'archivio digitale asserendo che l'articolo si trovava in home page. In realtà il giornale, essendo un quotidiano, lascia in home page solo gli articoli del giorno. Dunque l'articolo era reperibile solamente accedendo all'archivio.

Ovviamente i giornalisti di Primadanoi.it si sono rifiutati di eliminare la notizia dall'archivio. Tuttavia con grandissimo stupore, la sentenza è andata a favore dei querelanti!

NEL CASO SPECIFICO le due persone erano state arrestate per estorsione continuata in  concorso, ma il procedimento era stato poi archiviato ed il quotidiano ha aggiornato la vicenda con la notizia dell'archiviazione. Non è bastato. In Italia "la privacy viene prima del diritto di cronaca" affermano ironicamente i giornalisti del quotidiano.

Secondo i due coniugi coinvolti nel processo digitando i loro nomi in un qualsiasi motore di ricerca saltava fuori l'articolo che riportava il loro arresto. Questo avrebbe creato loro problemi di lavoro e da qui la richiesta di risarcimento danni.

AFFERMANO I GIORNALISTI: "Le richieste di cancellazione sono state inoltrate prima al giornale (con ripetute telefonate), poi sono arrivate le raccomandate degli avvocati che intimavano la cancellazione alle quali abbiamo sempre risposto cortesemente e con la richiesta di indicarci la legge che ci obbligava a rimuovere l’articolo. Le risposte non sono mai arrivate in compenso sono fioccate le carte bollate perché i due coniugi avevano un solo obiettivo: la privacy. Sono perciò andati prima al Garante della Privacy e poi in Tribunale." Il garante della privacy ha respinto tutte le accuse, ma il giudice invece ha condannato la testata al risarcimento di 5.000 euro!

Anche l'Ordine dei giornalisti d'Abruzzo apostrofa negativamente la condanna: "La sentenza del giudice di Ortona, che condanna il giornale on line Primadanoi.it per violazione della privacy, solo perché è stato conservato nell'archivio elettronico del sito una notizia riguardante la vicenda penale di due coniugi, pone seri problemi ai giornalisti nell'esercizio del diritto di cronaca"

QUALSIASI TESTATA POSSIEDE UN ARCHIVIO. Alcune grandi testate cartacee hanno addirittura pubblicato nel web gli archivi relativi agli anni '80 e '90. Ma è il web stesso un archivio digitale. La peculiarità del web è quella di generare un grandissimo archivio elettronico collegando tutto, persone, notizie sincronicamente e diacronicamente.

Per questo internet costituisce un passo avanti per l'informazione collettiva e libera e sentenze del genere rischiano di porre delle pesanti limitazioni. É una sentenza che pone in discussione gli archivi stessi dei giornali web che contengono milioni o forse miliardi di fatti di cronaca. É inaccettabile che per questo possano ipoteticamente essere tutti querelati e condannati.

Perfino i giornali cartacei possono fornire degli archivi fisici e non per questo possono essere condannati. Ma nel caso dei giornali web l'archivio è appunto nella rete. In questo modo si costringe i giornali web, che non usufruiscono finanziamenti pubblici, a cancellare il giorno stesso le notizie. Se ciò accadesse ci sarebbero delle forti limitazioni sia al diritto di cronaca, sia alla sopravvivenza stessa del quotidiano. Infatti le testate web vedrebbero drasticamente ridotto il traffico compromettendo gli entroiti pubblicitari che, ad oggi, costituiscono l'unico sostentamento economico (spesso esiguo).

In questo caso dovrebbe essere l'ordine dei giornalisti e l'Agicom ad occuparsi di tutelare questo tipo di quotidiani che offrono informazione gratuita e libera. Per ora infatti le testate web non hanno ancora una normativa adeguata che le tuteli e pagano così il prezzo più alto in in un paese come il nostro.

Una sentenza come questa rischia di stravolgere e mettere in discussione l'esistenza stessa dei quotidiani on line.

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