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martedì 15 marzo 2011
Ascoltare Chicco Testa (presidente del Forum nucleare) a "Otto e mezzo" e leggerlo sulla Stampa di oggi, mentre difende con tanta sicumera la "bontà" delle centrali nucleari, mi ha ricordato un epidosio di cui sono stato testimone nel lontano 1983.
Allora Chicco era un militante del Partito Comunista e, quale presidente di Legambiente, un fervente ambientalista.
Era in corso a Milano il Congresso nazionale del Pci e, designato a far parte della Commissione politica, con altri tre compagni, fui incaricato, al termine del dibattito, di redigere la mozione conclusiva da sottoporre all'Assemblea plenaria dei delegati.
La discussione fu molto ricca e stimolante, anche perché non tutti i giudizi collimavano, soprattutto sul governo di centrosinistra e sulle posizioni che aveva assunto Bettino Craxi, chiaramente strumentali, nei confronti del nostro partito e in particolare del segretario Enrico Berlinguer.
Ad un certo punto dell'appassionato dibattito prese la parola un giovane delegato della federazione di Milano.
In sintesi, il suo infuocato intervento mirava a colpire tutto il gruppo dirigente del partito che «si trastullava su questioni di poco conto». Quel delegato era Chicco Testa, il quale, con toni drammatici, sostenne che il nostro pianeta non avrebbe avuto vita lunga se non si affrontavano rapidamente e radicalmente le questioni dell'ambiente, per la salvaguardia dell'acqua, dell'aria e dell'agricoltura. Pena la lenta, ma progressiva estinzione del genere umano.

Nell'apocalittico intervento Testa pose come prioritaria la battaglia contro l'energia prodotta dalle centrali nucleari, criticando il partito di non essersi impegnato a fondo su questa vitale questione.
Il modo e il tono un po' melodrammatico usato da Chicco, nonché la visione del futuro del mondo delineata nel suo intervento, suscitarono qualche brusio nella sala.
Giancarlo Paietta, presente ai lavori della Commissione, si rivolse a Testa con una bruciante battuta: «Dimmi compagno, pensi che possiamo stare tranquilli ed essere in grado di tornare a casa dopo il Congresso?».
Testa rimase per un attimo interdetto, poi rispose con sarcasmo con queste parole che ben ricordo: «Siete tutti degli irresponsabili. Lo sapete che non esistono garanzie sulla sicurezza delle centrali nucleari, anche nel futuro, perché un evento straodinario della natura può metterle in pericolo da un momento all'altro?».
Leggere, dopo tanti anni, che Chicco Testa (abbandonata la militanza politica e con essa la Legambiente, divenuto presidente dell'Enel e poi presidente del Forum nucleare) definisca "strumentali" le preoccupazioni sorte dopo la catastrofe giapponese ci è parso un po' stucchevole.
La certezza e la sicurezza del nucleare sostenute in questi giorni da Testa, non vorremmo fossero dettate da altre ragioni: da Legambiente alla presidenza dell'Enel e quindi del Forum nucleare c'è un salto non solo ideologica. On y soit qui mal y pense.

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