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giovedì 31 marzo 2011

Portofino 2 sorgerà a poche miglia dalla Libia. Casinò per il popolo e per i Vip che affolleranno l'ex isola dei disperati.

Portofino 2 farà dimenticare la Lampedusa che tutti noi conosciamo: quella dei migranti, pardon, dei duemila indagati per reato di clandestinità, che hanno reso famosa questo ultimo pezzo di terra italiana.
Si volta pagina ha detto Silvio Berlusconi, in tenuta estiva.
Per realizzare questo cambiamento ha passato la notte in bianco. E i soliti maligni non pensino subito ai bunga-bunga, che ormai hanno fatto storia e, allo stesso tempo, stufato gli italiani.
Lui (con la elle maiuscola) è stato davanti al computer per ore e ore, fino a quando la soluzione non è apparsa magicamente davanti ai suoi occhi, ormai stanchi. Una villa. Ha comprato una casa proprio a Lampedusa, per l'esattezza a Cala Francese.
Probabilmente il Cavaliere quando è arrivato sull'isola si è sentito un po' come si dev'essere sentito l'Aga Khan quando scoprì la Costa Smeralda, trasformando poi quella fetta del territorio sardo nel paradiso dei ricchi e potenti.

Per Berlusconi risolvere i guai significa costruire (leggi ad personam incluse nel pacchetto). E se non si può aggiustare l'originale che si creino delle copie, magari più moderne. La Milano 2, L'Aquila 2 e via così. Il problema è lo sbarco dei disperati? Bene, pittiamo con colori pastello, alla ligure, i palazzi di Lampedusa.
Manca acqua e cibo? Bene costruiamo un casinò.

Magari come croupier potrebbero essere assunti alcuni di quegli uomini arrivati con i barconi. In fondo non possiamo certo pretendere che muoiano tutti dentro un cantiere edile della cattolicissima Padania, dopo essere stati assunti in nero o feriti gravemente in un campo per poi essere scaricati davanti ad un Pronto Soccorso.
Forse meglio di no. Il croupier dev'essere italiano. Ad ognuno il suo ruolo. Come dice la donna al mercato? «Che stiano a casa loro. Io non sono razzista, ma loro puzzano, rubano, stuprano e portano le malattie»
Ma Lui non pensa a queste cose così banali. I discorsi che ascoltiamo ogni giorno sui tram e sugli autobus possono bastare per farlo sentire più forte. Se un italiano dice che il "negro puzza" è razzismo se viene detto da molti italiani, beh allora diventa leghismo e si va al governo, tra applausi, foulard verdi e le note del "Va Pensiero".

Il premier a Lampedusa sorride, si fa applaudire, strappa risate.
Poche ore dopo lo show Mohamed viene tratto in salvo.
Ora è sull'isola, nel limbo italiano, alle spalle l'inferno da cui è fuggito, davanti un paradiso che non riesce ancora a toccare.
L'unica cosa che ha tra le mani è una coperta marrone. Stringe forte quel calore con cui è stato avvolto dai suoi salvatori, tra le dita, come se fosse oro, un diamante.
«Siamo partiti dalla Libia in trentacinque, ma poi la barca è affondata e molti compagni sono morti» - racconta alla Guardia Medica di Lampedusa.
Undici vittime, forse di più, tra di loro un bambino. Probabilmente il loro corpi non verranno mai ripescati. Oppure finiranno tra le reti di qualche peschereccio. E allora il cadavere verrà ributtato in mare, come si fa quando il pesce è troppo piccolo per essere venduto. Già, nuovamente in acqua, perché altrimenti bisogna chiamare la Guardia Costiera. Troppe domande. Troppo tempo da perdere.

Undici morti dicevamo. Il barcone è affondato prima di raggiungere le nostre coste. Nella notte. A poche miglia da dove sorgeranno campi da golf e casinò.
Màrhhaba fratello Mohamed, questa un giorno sarà la nuova Portofino, Insha'Allah

fonte

1 commenti:

Raoul ha detto...

e se diventa un posto da ricchi state pur certi che a lampedusa come per magilla i barconi non arriveranno piu'

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