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martedì 22 marzo 2011

Immigrazione. Lampedusa un carcere a cielo aperto
Si fa di ora in ora sempre più preoccupante l’emergenza immigrazione a Lampedusa il cui centro di accoglienza è ormai saturo e sull’orlo del collasso e si è trasformato in una sorta di carcere a cielo aperto.

I ritardi del governo, uniti a scelte sbagliate, hanno trasformato un evento del tutto gestibile in una vera e propria emergenza umanitaria, l'attuale sovraffollamento costringe a condizioni di vita degradanti e inaccettabili chi vi soggiorna. C'è un forte rischio di un'epidemia a causa delle condizioni igieniche e di sicurezza e per l'enorme numero di immigrati che finora sono arrivati.    “L'isola è in crisi” ha affermato il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo.

Solo ieri sono arrivati a Lampedusa oltre 1.500 migranti di cui circa 60 minori e 14 donne. Al momento il numero totale dei migranti sull’isola si aggira attorno alle 5000 persone, il centro di accoglienza di Contrada Imbriacola conta circa 4000 persone a fronte di una disponibilità di 850 posti,  circa 3000 sono completamente abbandonati a loro stessi nella banchina di Cavallo Bianco, in uno scenario a dir poco  infernale. Anche l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha espresso profonda preoccupazione per le condizioni di sovraffollamento del centro d’accoglienza. Ci sono anche 19 donne e 230 minori non accompagnati tra gli immigrati presenti a Lampedusa, ricoverati nei locali dell'Area Marina Protetta, in attesa di identificazione da parte dell'ufficio immigrazione.

Save the Children ha chiesto di identificare, in termini prioritari, i minori sbarcati. L'associazione ritiene infatti "molto urgente che si provveda ora al trasferimento di tutti i minori sul territorio nazionale, all'interno di comunità in grado di assicurare adeguati standard di accoglienza". Negli ultimi giorni, i ponti aerei e navali sono stati molto limitati, causando a Lampedusa una situazione di costante criticità.
“Vergognosa” è stata definita la situazione anche da Legambiente;  a sostenerlo è proprio il Presidente Vittorio Cogliati Dezza, che ritiene la situazione drammatica e inaccettabile “colpevolmente creata con l'interruzione dei trasferimenti dei migranti nel resto d'Italia. È vergognoso che la settima potenza industrializzata del pianeta fronteggi in questo modo il dramma umanitario della crisi nordafricana”. E aggiunge: “Il governo provveda all'immediata evacuazione dei giovani tunisini trattenuti a Lampedusa, invece di continuare a elemosinare l'aiuto dell'Europa”. Legambiente annuncia quindi un esposto all'Autorità Giudiziaria per chiedere che vengano identificati e puniti i responsabili di condotte che si configurano come gravemente lesive dei diritti umani dei migranti e sono, inoltre, fonte di gravissimi rischi igienico-sanitari per chiunque si trovi in questo momento a Lampedusa.

Ma a questo punto a rendere la situazione ancora più allarmante sull’isola è anche la profonda insofferenza che ha cominciato a insinuarsi tra la popolazione di Lampedusa. Già nei giorni della festa per i 150 dell’Unità d’Italia sull’isola il tricolore era a mezz’asta a significare il senso di abbandono provato dagli isolani.
In questo difficile contesto in realtà i cittadini hanno continuato a testimoniare la propria solidarietà nei confronti soprattutto dei minori, mettendo a disposizione generi di prima necessità, vestiti e coperte. Tuttavia ieri insieme al sindaco Dino De Rubeis hanno dato vita a una protesta, con momenti di fortissima tensione, contro l’installazione di una tendopoli che avrebbe dovuto accogliere 500 persone, su richiesta del Commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, e del Direttore generale Patrizia Ravaioli.
Secondo De Rubeis un altro fattore molto preoccupante è quello che riguarda le imbarcazioni approdate nelle ultime ore a Lampedusa. "Non si tratta  più infatti  delle 'carrette' del mare dei primi giorni, in grado di portare 30-40 persone al massimo - adesso ci sono imbarcazioni moderne e costose, in cui si possono stipare centinaia di migranti. E' evidente che si tratta di un traffico che per i malavitosi e' diventato un vero e proprio business dagli elevati guadagni”.

Un appello accorato è stato lanciato questa mattina al governo e alle istituzioni dal parroco dell’isola don Stefano Nastasi, che ha lamentato appunto l’assenza del governo e ha chiesto risposte immediate e concrete e presenze reali per fronteggiare un’emergenza umanitaria senza precedenti e una situazione ormai totalmente fuori controllo: “Tace ufficialmente il governo, che opera unicamente tramite i suoi organi periferici, ma non ascoltando le richieste della popolazione dell’isola di Lampedusa”.
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni dal canto suo nella conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi oggi a margine del Consiglio dei Ministri, oltre a ringraziare i cittadini di Lampedusa, ha comunicato che il governo si farà carico del grave disagio e del sacrificio di Lampedusa “attraverso misure compensative per l’economia”. Alle parole di Maroni ha fatto eco il Ministro Alfano che è intervenuto affermando che i lampedusani non saranno lasciati soli. L’isola è un passaggio a livello fra due mondi: è un nuovo check point Charlie della storia”.
Maroni ha paventato inoltre il pericolo che tra le migliaia di immigrati che si stanno riversando nel nostro paese ci sia il rischio di qualche infiltrato legato alla criminalità o peggio ancora al terrorismo, per tale motivo si procederà attivando apparati di sicurezza e prevenzione in particolar modo in quei siti più sensibili e più a rischio attentati. Domani verrà inviata la nave San Marco della Marina Militare che potrà evacuare un numero significativo di clandestini, anche se non si sa poi dove e come verranno sistemati.  E’ prevista invece per mercoledì la partenza di Maroni per la Tunisia, dove avrà un incontro con le autorità locali per un negoziato finalizzato ad interrompere le partenza dei clandestini.

Lampedusa è solo un avamposto di questa migrazione di massa, considerando l’enorme quantità di migranti ed i mezzi di cui potranno disporre e tutte le coste italiane saranno buone per approdare in Europa. Già la scorsa nottte sono stati infatti registrati a Catania circa 200 migranti dichiaratisi libici per ottenere asilo, in realtà egiziani, che però verranno trasferiti nel centro di accoglienza di Crotone. Secondo Maroni questo sarebbe il primo segnale di un fenomeno di massa.
Intanto sul fronte della politica “locale” il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa convocata a Palermo, con una delegazione dell'amministrazione comunale di Lampedusa (Agrigento), la realizzazione di una giunta dedicata all'emergenza Lampedusa. L'assessore regionale all'Economia, Gaetano Armao, ha dichiarato che terrà stabilmente i rapporti con l'isola. “Ci riuniremo domani o giovedì al massimo - ha spiegato il governatore siciliano- per valutare le richieste arrivate dalla giunta di Lampedusa. Da parte nostra c'è l'assoluta disponibilità ad accogliere le loro proposte per fronteggiare l'emergenza. Abbiamo già stanziato quasi un milione di euro destinati alle fasce più disagiate della popolazione”.

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