L’affaire della munnezza


Tommaso Sodano, ex presidente della Commissione Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato, e Nello Trocchia, giornalista, sono gli autori del saggio “La Peste”. Il testo, scioccante, contiene passaggi cruciali, che fanno luce sul disastro ambientale e politico in Campania. Nel 2003, Sodano, ha denunciato irregolarità nel bando di gara che ha assegnato alla Fibe la costruzione dell’inceneritore di Acerra, ed alla società madre, la Impregilo, la gestione del ciclo industriale dei rifiuti in Campania. Grazie alla denuncia, hanno preso piede le inchieste sui vertici della società e sul governatore Antonio Bassolino, il cui nome è tornato alla ribalta in questi giorni.
Oggi Sodano è consigliere provinciale a Napoli, ma vive sotto scorta per le intimidazioni ricevute. Dalle pagine del saggio, schizzano fuori nomi, inchieste, manovre. Tutti dati che vanno nella stessa direzione: l’emergenza rifiuti è una creazione d’autore, opera della migliore regia criminale, e sullo sfondo, camorra, imprenditori e politici. Sodano ha messo insieme gli atti degli anni trascorsi nei palazzi alti, dove ha vissuto senza dimenticare i problemi della gente.
 Il primo nome che spunta fuori, uno dei tanti, è quello di Luigi Cesaro, attuale Presidente della Provincia di Napoli. Nel 1987 Cesaro viene processato per i rapporti con la Nuova camorra organizzata, ma viene assolto per non aver commesso il fatto. Nel libro vengono ripresi stralci dell’inchiesta e le date delle vicende giudiziarie che lo hanno visto protagonista. “La sentenza di assoluzione viene emessa dalla Cassazione, presidente Corrado Carnevale, il cosiddetto giudice ammazzasentenze, per averne annullate nella sua carriera circa cinquecento. Carnevale sarà indagato per concorso esterno in associazione mafiosa”. Pagina dopo pagina la storia della Campania e di un intero Paese, si fa più chiara. Una storia tra tante: Terzigno. Nel 2007 arriva in Senato l’indicazione dell’area vesuviana per adibirla a discarica. Sodano si oppone: non è possibile per legge, oltre che per buonsenso, realizzare una discarica in un Parco nazionale. Una conversazione del 2007 tra Bertolaso e il suo braccio destro, Marta di Gennaro, svela che in discarica dovrebbero finire rifiuti non trattati, alla faccia delle norme e di Bruxelles.
Pagine amare, che suscitano rabbia e inducono a riflettere sul grado di corruzione raggiunto dalle istituzioni. Tra tutti il caso, emerso dalle indagini della Dda di Napoli, di Cipriano Chianese, imprenditore, additato dai pentiti come complice dei casalesi nello smaltimento illegale dei rifiuti. Assolto, diventa un punto di riferimento per il Commissariato all’Emergenza “munnezza” scoppiata nel 2002.
“La camorra si è seduta ad un tavolo nel quale c’era un intreccio di interessi ampio e riferibili ad altri soggetti”. Le imprese mafiose o paramafiose si sono inserite attraverso varie strade, ma anche e soprattutto usando il sistema dei consorzi. Il sistema delle società miste ha permesso alla camorra di addentrarsi nel meccanismo della raccolta dei rifiuti, sistema che nel libro è spiegato nel dettaglio.
Vent’anni e più di menzogne, nefandezze, imbrogli, di un’emergenza pilotata per arricchirsi sulla pelle di tutti noi.

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