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lunedì 28 marzo 2011


forum
«Avvertite l'assessore Pezzopane che dopo la presentazione dei due contendenti ho bisogno di replicare a tutto un mare di cose ingiuste che state scrivendo sia su Forum che su di me, siccome io ho capito che il problema del 25 è stato un passaparola ma in pochi hanno visto la trasmissione e quei pochi mi hanno scritto mentre abbiamo dato voce agli uni e agli altri, sarei lieta se la Pezzopane si potesse mettere in ascolto, per darmi modo di rispondere». A metà puntata di oggi l'appello di Rita Dalla Chiesa scura in volto, lo lancia prima della pubblicità. Poi la replica, aperta dalla lettura in diretta della scheda della signora, che a suo dire si sarebbe spacciata per aquilana e un monologo sulla strumentalizzazione politica derivata dal passaparola on line della notizia.
«Ci è stata sottoposta una scheda della signora Marina, eccola - dice Rita Dalla Chiesa mostrando il foglio con la foto dell'interessata - è di Popoli, vicino Onna e dice che adesso fa la casalinga, che aveva il negozio lesionato e ha dovuto chiudere l'attività  dopo il terremoto. Scrive che ha visto le strade aperte con le macchine ribaltate per il terremoto e che oggi vive nel modulo abitativo dopo aver dormito per un anno nel furgone. Faceva abiti sposa, li ha fatti anche per i morti che ci sono stati a L'Aquila, ha detto che le scosse continuano ogni giorno e che non si vogliono trasferire. Dice che ha avuto la casa lesionata, che è rimasta ferita a un piede.
Durante la puntata la signora ha detto le sue personalissime opinioni rispetto a quello che è avvenuto a L'Aquila, per la ricostruzione che si è voluta fare. Chiaro che la ricostruzione di una città come L'Aquila, una città di grande storia, non si può fare in tempi brevissimi». Poi sposta il discorso sulle mail: «Sono arrivate tante mail - continua - è vero, c'è molta gente che vive in case ricostruite, mi è arrivata una mail che mi ha colpito era di una ragazza che diceva di aver perso uno dei migliori amici nel crollo della casa dello studente, Davide Centofanti, ho letto quella mail, sono rimasta tanto toccata che ho chiamato Davide anche uno dei miei ragazzi».
Poi, dopo aver scaricato la responsabilità sui due malcapitati, che aquilani in realtà non sono e non sono neppure sposati, e senza proferire una parola di scusa per le sensibilità che potevano ritenersi legittimamente turbate dalla puntata, ha spiegato che: «Io non so se siamo capitati in mezzo a diatriba politica che ci ha voluto mettere in mezzo in cui non vogliamo entrare - ha precisato - Facciamo una trasmissione non politica che va avanti da 25 anni, che la gente ama e che è corretta. Non posso accettare i vostri insulti che sono stati tanti, perché molti arrivano da chi non ha visto Forum e che ha letto su due quotidiani la cosa. Il Corriere della sera mi ha telefonato mentre ero in treno, ho spiegato come sono andate le cose. Di quanto ho detto c'era pochissimo. Eppure, quando c'è stato il terremoto, mi rivolgo agli aquilani che in quei giorni non potevano vederci perché avevano altro a cui pensare, per 15 giorni Forum ha fatto da ponte con Croce rossa, Protezione Civile, Guardie forestali, abbiamo dato tutti gli indirizzi dove raccogliere viveri alimenti pannolini e praticamente via mail ero in collegamento con chiunque. E siamo riusciti a costruire una rete per cui tutto quello che potevamo mandare lo abbiamo mandato. Abbiamo mandato un tir carico di ragazzi a cui abbiamo dato anche animaletti di peluche per qualche bambino aquilano. Abbiamo raccolto fondi con Mediafriends onlus, avevo l'Iban e abbiamo fatto notare che forse non era giusto tassare la raccolta fondi, e così è stato. Credetemi, l'Aquila è stata ed è nei nostri cuori sempre».


Poi la conclusione: «Ho concluso la trasmissione di venerdì dicendo che non siamo sul posto e la verità solo gli aquilani la possono sapere. Non pensavo di essere messa in mezzo a discorso politico che non c'entra niente. La signora ha espresso sue idee, il marito altre. Non accetto i vergogna, non accetto tiriate fuori nome di mio padre che non c'entra nulla. L'Aquila è nei nostri cuori, gli aquilani lo sanno bene. Il passaparola su internet è un passaparola inutile e crudele contro di noi, che con il problema politico non c'entriamo niente».
Stefania Pezzopane ha ascoltato in attesa di essere ricontattata dalla redazione del programma e da quella di Mediaset che aveva tutti i suoi numeri. Invano, per ora.
(Monica Di Fabio) Il suo commento è postato sul nostro sito alle 12,56 di domenica 27 marzo. A quasi due giorni dal caso di Forum, in cui una coppia di sedicenti aquilani, a 10 giorni dal secondo anniversario del sisma in cui sono morte 309 persone e che ha distrutto il capoluogo abruzzese ha fatto passare il messaggio che in città tutti hanno casa lavoro e che in albergo ci stanno solo quelli a cui fa comodo. Diceva: "Scrivetemi a scriviaritaforum@mediaset.it". E noi lo abbiamo fatto. Lo ha fatto subito il direttore Antonio del Giudice, rispondendo a quel commento, lo ha fatto la redazione. Insieme a noi è pensabile che lo abbiano fatto anche in centinaia di altri, forse migliaia, decine di migliaia, tantissimi dei 18.000 che hanno visitato e commentato i fatti sul Quotidiano d'Abruzzo dalla sera di venerdì, quando lo abbiamo scoperto per primi. Fra questi c'è sicuramente Stefania Pezzopane che a Rita Dalla Chiesa ha scritto una lettera venerdì notte, digerita la rabbia per quello che aveva sentito a Forum e incamerata quella dei suoi concittadini per essere stati offesi, vilipesi, spacciati per vittimisti con una città ancora in macerie, gente disperata, 40.000 persone e non 300, ancora negli alberghi senza una data certa sul proprio rientro a l'Aquila. A casa.
Signora Rita, aspettiamo una sua lettera, un suo commento vero, a lungo cercato nella giornata di ieri e letto sulle pagine del Corriere della Sera, che sicuramente è più autorevole di una testata che ha dato per prima spazio alla notizia e allo sconcerto, nata da due mesi, ma attenta alla realtà abruzzese e anche alle sue rappresentazioni fuori confine.
Testata che è stata bene attenta ai commenti circolati in calce al pezzo, liberi, ma non offensivi, con più richiami alla moderazione perché non la offendessero, perché non offendessero quella sua offensiva trasmissione e perché non contenessero parolacce contro chi guida il paese in questo momento, invitando più volte la gente alla moderazione di toni e termini. Contrariamente a quanto avveniva e avviene sul profilo Facebook di Forum e della Dalla Chiesa, preso d'assalto dall'indignazione aquilana, che non è quella dei commenti più violenti a lei diretti e dove un gruppetto di fomentatori, sulla cui autenticità non giureremmo, diceva, cose irripetibili dell'Abruzzo, restando lì, leggibili.
Signora Rita Dalla Chiesa, da Abruzzesi e "aquilani" veri, non ci interessa scrivere dove e come vivono i due figuranti, di cui conosciamo le storie, quelle autentiche. Ci interessa comprendere perché siano state messe loro in bocca quelle cose e perché nessuno, quando il caso è esploso, ne ha spiegato agli abruzzesi e non, la ragione.
Aspettiamo, perché la sua risposta fino ad oggi, lunedì 28 marzo, a noi non è arrivata.
Domenica 27 marzo. Siamo abbondantemente oltre i 17mila contatti in due giorni e mezzo per la brutta storia di Forum e decine e decine di commenti, fra cui, alle 12,56, anche quello di Rita Dalla Chiesa che in due righe chiede di scriverle all'indirizzo della trasmissione: "Scrivetemi a scriviaritaforum@mediaset.it". Replica del direttore Del Giudice: ci scriva lei e ci spieghi. Cittadini e Associazioni invitano la famosa presentatrice: venga a L'Aquila a vedere le cose come stanno. L'Aquila, l'Abruzzo e l'Italia indignati e offesi da quello che hanno visto e sentito durante una trasmissione che ha dato un esempio di pessima informazione travestita da spettacolo, a 10 giorni dal secondo anniversario del terremoto del 6 aprile 2009. Ricordiamo i fatti raccontati nel servizio di Monica Di Fabio, pubblicato venerdì sera dopo la scoperta. In allegato sotto il pezzo: la puntata, la lettera della Pezzopane alla Dalla Chiesa e l'indignazione degli aquilani sulla pagina di Facebook del programma. I fatti.
(Monica Di Fabio) Da copione dovevano essere aquilani e sposati, con due figli grandi. La prima cosa che li tradisce è l'accento, che di aquilano non ha granché. La loro vicenda di terremotati raccontata a Forum ha fatto sussultare la comunità dei veri aquilani che da ieri su Facebook si trasmettono indignazione e rabbia di profilo in profilo, perché quella coppia ha detto che a L'Aquila tutti hanno le case, che a L'Aquila non c'è più la paura, che solo 300 aquilani sono rimasti fuori e "mangiano e bevono a spese dello Stato", lanciandosi in sperticate descrizioni di una ricostruzione che a L'Aquila non esiste e che, probabilmente, non hanno nemmeno vissuto, come non hanno vissuto la scossa del 6 aprile 2009 a L'Aquila che avrebbe "staccato i termosifoni dalle pareti", come raccontano.
Di lei la rete dice che potrebbe essere originaria di Popoli. Lui di certo vive in un paese del Chietino, con la passione per lo spettacolo. I nomi di battesimo, forse, sono l'unico frammento di verità che loro concedono alla puntata che sull'Aquila e sul suo presente finisce col dipingere un panorama irreale. Peggio, surreale.
La donna chiede a quello che dice ex marito 25.000 euro per rimettere in piedi la sua attività, dice di fare la sarta. Lo fa ringraziando il presidente Berlusconi per le cose fatte alla "sua" città: «Non ci ha fatto mancare niente, ha dato a tutti case con giardini, garage e tutti lavorano. Voglio quei soldi perché tutte le attività hanno riaperto, tranne la mia. L'Aquila è in piena ricostruzione, sta tornando come prima».
Mentre Rita Dalla Chiesa ricorda il valore dell'intervento della protezione civile e di Bertolaso, la sedicente sarta è un fiume in piena: «Sono rimasti fuori solo 300/400 persone, stanno in hotel perché gli fa pure comodo, mangiano, bevono e non pagano nulla, pure io ci vorrei andare». Sono cose pesanti da digerire per un aquilano e anche per chi a L'Aquila non vive, ma vede come vanno le cose. E le mail che ricordano le vittime, Davide Centofanti, uno dei ragazzi della Casa dello studente, gli interventi del pubblico che dicono che la realtà non è esattamente come la descrive la signora, non riescono a restituire un'immagine realistica della situazione aquilana, anche perché l'ultima mail letta in puntata è quella di Anna di Pescara, lavora a L'Aquila e dice che lì la gente è un po' vittimista.
«Ho scritto alla Dalla Chiesa e la inviterò a L'Aquila - annuncia l'assessore all'Assistenza alla Popolazione del Comune dell'Aquila Stefania Pezzopane (lettera in allegato sotto) -questa storia a meno di una settimana dal secondo anniversario del tragico sisma è andata su una trasmissione televisiva a larghissimo pubblico, è uno sgarbo gravissimo agli aquilani. Racconta storie non vere, una fiction con finti aquilani che si spacciano per tali, sono rimasta profondamente meravigliata che tale messaggio sia passato da un programma di Rita Dalla Chiesa, una donna colpita nella sua vita e che dovrebbe sapere cosa significa l'isolamento e quali sono i rischi dell'isolamento, per aver vissuto direttamente una tragica storia d'Italia. La invito a venire a L'Aquila a parlare con aquilani veri, a venire negli alberghi dove vivono ancora circa 40.000 sfollati e fra questi c'è una grossa percentuale che muore, che non rientra ancora nella propria casa».
Colpiti dalla rappresentazione di una tragedia lontana: «Della sartoria della signora a L'Aquila non c'è mai stata ombra - continua la Pezzopane - se avessero voluto raccontare storie vere, qui ne abbiamo tante. Il fatto che si sia voluto rappresentare un dramma con una storia finta la dice lunga sulle intenzioni di certi mezzi di informazione che hanno oscurato L'Aquila per mesi e ora, alla vigilia del secondo anno, quando sono attesi mezzi di informazione da tutta Europa in città, cercano di "ridimensionare" un presente che non è quello raccontato».
«E' la cosa più spiacevole che potesse capitare a un passo dal secondo 6 aprile - dice Stefano Cencioni, uno dei tanti cittadini che la domenica vanno in centro a togliere le macerie - Scriverò a Rita Dalla Chiesa per invitarla a L'Aquila, deve venire a rendersi conto. Non possono passare spot come quello passato ieri. Scriverò anche a Chiodi, perché protesti su quello che è accaduto: non possiamo essere descritti in questo modo da chi non conosce la nostra situazione e non vive giorno per giorno la ricostruzione aquilana».


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