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mercoledì 9 marzo 2011
Uno dei ritornelli più preoccupanti del Ministro Tremonti riguardava la differenza intercorrente tra i conti pubblici e quelli privati; per l’esponente di governo l’Italia sarebbe uno stato molto indebitato popolato da cittadini molto poco indebitati.

Appunto oggi è stato diffuso dalla Banca d’Italia il supplemento "Moneta e banche" al bollettino statistico.
Ed i dati sono a dir poco preoccupanti.
A gennaio 2011, il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato, è salito al 4,8% rispetto al 3,6% di dicembre.
Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze rimane purtroppo stabile, fissandosi al 30% dal 29,9% di dicembre.
Ma se aumentano complessivamente, ed in maniera significativa, le partite debitorie peggiora anche il lato della raccolta fondi, ovvero quella dei risparmi delle famiglie. I depositi del settore privato registrano infatti una decisa variazione negativa (-1,7% su base annua rispetto al -1,2% di dicembre).

Più debiti e meno risparmi, ci sarebbe già abbastanza di cui preoccuparsi ma l’amaro del calice è sul fondo, aumentano infatti anche i  tassi sui mutui immobiliari; i tassi di interesse sui mutui per l'acquisto di abitazioni erogati nel mese di gennaio alle famiglie, sono infatti aumentati al 3,36% dal 3,18% che era stato registrato a dicembre, mentre i tassi relativi alle nuove operazioni di credito al consumo sono balzati all'8,78% dall'8,33% precedente. Ed appariono ancor più beffardi questi dati se letti in parallelo con la riduzione dei tassi passivi sui depositi in essere (0,69% contro 0,70% del mese precedente).
E non si sono fatte attendere reazioni infuocate da parte dell’opposizione.

Per Manuela Palermi, dell'ufficio politico della Federazione della sinistra l’indagine di Bankitalia scatta “una fotografia impietosa” che sottolinea “l'impoverimento sociale del Paese e il fallimento politico di questo governo”. Per la Palermi “L'Italia e' gia' nel baratro. La cosa piu' vergognosa e' che Tremonti e il governo tutto fanno finta di nulla, sperando di tirare a campare, giocando una sporca e brutta partita sulla pelle degli italiani”
Stefano Fassina, responsabile economia del Pd ha invece dichiarato : I dati di Bankitalia confermano l`accelerazione della contrazione del risparmio netto delle famiglie italiane. E l`inevitabile conseguenza dell`elevata disoccupazione, dell`assenza di indennità di disoccupazione per il lavoratori precari, dei tagli ai servizi pubblici, degli aumenti delle tariffe, degli effetti dell`inflazione sul potere d`acquisto.
L`erosione del risparmio e l`aumento del debito delle famiglie - ha aggiunto - non riesce comunque a evitare la stagflazione che segna l`economia italiana. Il governo ha enormi responsabilità per quanto avviene. E` necessario avviare i primi passi di una riforma Irpef a sostegno dei redditi medi e bassi da finanziare con l`innalzamento della tassazione delle rendite.
Con il decreto sul fisco municipale Berlusconi, Bossi e Tremonti hanno fatto esattamente il contrario: premiano la rendita e colpiscono i patrimoni artigiani, i commercianti e le imprese”

fonte

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