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lunedì 14 febbraio 2011
36enne arrestato a Venezia
Nonostante i "proclami" la legge italiana è ancora troppo morbida con chi commette stupri e atti di violenza sessuale, spesso se la cavano con pochi giorni di reclusione, per un reato che spesso rovina la vita delle vittime, lasciando segni indelebili.
Di seguito, riportiamo 5 casi avvenuti di recente.

VENEZIA - La squadra mobile di Venezia ha arrestato nella notte un uomo di 36 anni, della provincia di Treviso, per violenza sessuale e stalking nei confronti di una sordomuta ungherese. L'uomo è accusato di aver sottoposto quasi quotidianamente a violenze fisiche, sessuali e psicologiche la giovane, una prostituta di 23 anni, residente a Mestre (Venezia) che aveva conosciuto come cliente nell'ottobre 2010, finendo per invaghirsene. La donna, però, aveva respinto l'indagato, che ha reagito perseguitandola e costringendola a subire violenze continue. Secondo quanto accertato dalla polizia, la giovane ha subito un accoltellamento, percosse, lesioni varie, minacce di morte, è stata sequestrata e in un'occasione le ha appiccato anche il fuoco sui vestiti, sempre approfittando della sua menomazione fisica. La vittima il 25 gennaio scorso ha chiesto aiuto al 113 inviando un Sms, secondo il servizio predisposto dalla Questura di Venezia per le persone sordomute, denunciando quanto subito in quattro mesi. Sulla base anche dei riscontri accertati, la polizia ha notificato all'uomo un provvedimento restrittivo in carcere.
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11enne stuprata in gruppo
NAPOLI - Studenti di istituti tecnici e licei, figli di persone perbene, ma spavaldi e aggressivi, abituati a toccare il seno e il sedere alle amiche in strada: è questo il ritratto dei cinque ragazzi, di età compresa tra i 14 e i 16 anni, arrestati oggi dai carabinieri per violenza sessuale su una undicenne; due di loro sono fratelli gemelli. Un episodio odioso avvenuto il 23 gennaio ad Arzano, un grosso centro della periferia nord di Napoli. La violenza, ricostruita grazie anche alle testimonianze di alcune amiche della vittima, cominciò in strada: quella volta, ricostruisce nell'ordinanza di custodia cautelare il gip Piero Avallone, i cinque non si limitarono a infastidire l'amica e a palparla: «il gioco si fece più insistente nonostante le rimostranze della ragazzina e della sua amica che tentava di proteggerla dal branco dei giovani». Prima infastidita, poi anche impaurita, la undicenne pensò di rifugiarsi in un palazzo vicino, dove abita un'altra sua amica. Il gruppo, però, decise di seguirla: nonostante dall'interno lei urlasse di andare via, i cinque riuscirono a farsi aprire il portone da un condomino. Seguirono momenti da incubo, così ricostruiti nel capo di imputazione: i cinque adolescenti «con violenza consistita nel tirare la minore per un braccio così da portarla, contro la sua volontà, in un luogo appartato e tenerla con le spalle contro un muro così da impedirle di fuggire, aprirle - sempre contro la sua volontà - la camicetta e toccarle il seno, tentare di sbottonarle i pantaloni ed infilarle le mani per toccarla nelle parti intime, farsi toccare gli organi genitali dopo essersi sbottonati i pantaloni, costringevano la predetta a subire gli atti sessuali sopra descritti». Alla fine, le amiche della malcapitata riuscirono a metterli in fuga. A loro, rileva il giudice, anzichè intimoriti o preoccupati, i cinque si mostrarono baldanzosi. Proprio il carattere degli indagati ha fatto ritenere al magistrato che ci sono i presupposti per la reiterazione del reato: di qui la decisione di mandarli in una comunità, dove possano iniziare un percorso di rieducazione. «Ancora evidente - è scritto nell'ordinanza - appare la baldanza degli indagati e la loro assoluta assenza di qualsiasi valore civico se si considera l'atteggiamento tenuto dagli stessi di fronte a quanto veniva loro contestato dalle ragazze che avevano avuto modo di soccorrere la parte lesa. Proprio questa assenza di valori etici, in uno con la sempre maggiore aggressività dimostrata, rende indispensabile evitare che gli stessi possano compiere azioni della medesima specie». L'avvocato Vincenzo D'Auria, che assiste quattro dei cinque ragazzi, spezza una lancia in favore degli indagati e sottolinea che le famiglie si impegneranno per la loro rieducazione: «Sono studenti provenienti da famiglie perbene, che pagheranno per quello che hanno fatto ma non vanno considerati criminali. Sono amareggiati e hanno compreso la gravità del loro comportamento».
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64enne arrestato a Brescia
BRESCIA - Un uomo di 64 anni, bresciano, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata dai carabinieri della Compagnia di Brescia. Secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe abusato sessualmente per circa 4 anni della figlia della propria compagna. La vittima ha attualmente 14 anni ma gli abusi sarebbero iniziati quando ne aveva 10. L'uomo sarebbe riuscito, sia attraverso dei piccoli regali sia con pressioni psicologiche, a indurre o costringere la ragazza ad avere anche rapporti completi, questo è stato confermato anche dagli accertamenti sanitari. È stata la ragazza a rivolgersi alla madre che ha poi denunciato la violenza ai carabinieri. Nel corso della perquisizione a carico del pensionato è stato sequestrato un cellulare con dei messaggi che confermerebbero quanto denunciato. L'uomo è stato anche trovato in possesso di un fucile con matricola abrasa.


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Stuprata a Torino a 14 anni
TORINO - Violentata da due amici conosciuti su Facebook: lo ha denunciato una ragazzina di 14 anni. Di nazionalità ecuadoregna e residente a Torino, secondo il suo racconto, sarebbe stata stuprata ieri mattina ad Asti. Sulla vicenda indaga la polizia. Sulla base della sua deposizione, i due l'hanno aspettata alla stazione ferroviaria di Asti, dove ieri si era recata per incontrarli marinando la scuola. A quel punto è stata attirata con l'inganno in un luogo appartato ed è stata violentata. Uno dei due aggressori sarebbe maggiorenne, l'altro minorenne. La Squadra mobile della Questura di Torino sta valutando il racconto della ragazzina, che presenterebbe numerose incongruenze, e soprattutto l'esito della visita ginecologica a cui è stata sottoposta nella giornata di ieri all'ospedale Sant'Anna. Le indagini potrebbero passare però alla Questura di Asti, competente territorialmente.
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Arrestato 35enne a Messina
MESSINA - La polizia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare a Gaggi (Me), nei confronti di V.E., 35 anni, manovale, per violenza sessuale su una ragazzina di 14 anni. L'uomo, secondo la polizia, avrebbe palpeggiato e toccato nelle parti intime la vittima, costringendola anche ad avere rapporti sessuali completi. La ragazza avrebbe conosciuto il 35enne perchè quest'ultimo aveva avuto una storia con la sua sorella maggiore che era affetta da un deficit psichico. L'arrestato avrebbe quindi costretto poi la minorenne ad avere rapporti sessuali. La vittima ha raccontato la vicenda alle sue amiche e alla madre affidataria che hanno avvertito la polizia. All'epoca dei fatti la vittima viveva nell'abitazione di una zia, dato che alla madre naturale, con provvedimento giudiziale, era stato tolto l'affidamento dei figli. La ragazza viveva in condizioni igienico sanitarie precarie, senz'acqua ne luce e con scarsezza di mezzi di sostentamento.

Fonte: Leggo



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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Pena di morte. Possiamo fare a meno di questi individui.

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