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martedì 8 febbraio 2011

Dalle carte dell'inchiesta sul Rubygate emerge il nome di una seconda minorenne che ha partecipato alle cene di Arcore. Si chiama Iris Berardi. Era a villa San Martino la notte del 12 dicembre 2009, quando aveva solo 17 anni. Il giorno dopo il Cavaliere fu vittima dell'aggressione da parte di Massimo Tartaglia


Antonio invia il primo sms attorno alle 22 e 48. Si legge: “Ci vediamo?”. E’ il 24 settembre 2010. Iris risponde: “Stiamo iniziando a cenare”. Poi aggiunge: “Più tardi sì ma che regalino ci fai?”. L’altro prova ad azzardare: “Mille euro”. Lei è perentoria: “No tesoro troppo poco mi spiace”. La conversazione lascia spazi risicati all’interpretazione. I magistrati di Milano l’annotano sotto la voce: “Atti da cui si evince l’attività di prostituzione di Iris Berardi“.

In quel settembre, la ragazza di origini brasiliane ha 18 anni. Da lì a pochi mesi, il 21 dicembre ne compirà 19. Sul fatto che faccia la escort gli investigatori non hanno dubbi. Eppure la sua storia arriva da un po’ più lontano. Sì perché lei ad Arcore ci è stata ben ventisette volte. E in un caso, il 13 dicembre 2009, si presenta a villa San Martino ancora prima del suo 18° compleanno. Si tratta del giorno che precede l’aggressione subita dal Cavaliere ad opera dello squilibrato Massimo Tartaglia. Fatti stranoti: lancio della statuetta, premier colpito e corsa al San Raffaele. Ma ora quell’incontro minaccia di complicare ancora di più la situazione di Silvio Berlusconi.

E così, dopo la minorenne Ruby, nell’inchiesta entra un’altra 17enne. Iris, pelle scurissima, capelli neri, figlia di madre brasiliana, ma cresciuta a Forlì, dove viene allevata da mamma Beatrice. A raccontarlo è l’analisi dei tabulati telefonici. Documenti in cui si legge che la Berardi è ad Arcore “tra le ore 03:25 e le ore 09:57 del 13 dicembre 2009″. A otto giorni dal suo 18° anno di età. Di più: i magistrati registrano la sua presenza anche a Porto Rotondo nei pressi di villa La Certosa il 21 novembre “tra le ore 00:54 e le ore 17:33″. Berlusconi però in quell’occasione non c’è.

Da quel momento in poi, comunque, Iris diventerà una delle più assidue ospiti del bunga bunga berlusconiano. Tante le date annotate dai magistrati. Tra queste anche quella del 9 maggio. La stessa sera in cui nelle stanze di Arcore è ospite pure Nadia Macrì. La escort modenese che in un primo momento dice di aver riconosciuto Ruby e di essere stata con lei nell’ufficio di Berlusconi a ritirare denaro per la prestazione sessuale. Non sarà così. L’interrogatorio davanti ai pm la aiuta a fare chiarezza. Nadia spiega: “Gli investigatori mi hanno aiutato a ricostruire le mie deposizioni provando che sono stata ad Arcore a maggio”. Il 9 maggio, appunto, quando non c’è Ruby, ma Iris. E vista la somiglianza tra le due ragazze, può essere che, se la Macrì dice il vero, si sia confusa.

Iris Berardi, dunque. Brasiliana, classe ’91, una madre (naturale) giunta in Italia e subito ritornata al sole di Rio, e un padre italiano, che a Forlì si innamora di Beatrice alla quale affida la piccola Iris. La stessa Beatrice alla quale è indirizzata la lettera di una mamma anonima che le illustra la vera professione della figliastra. Poche parole annotate su un foglia A4 trovato nell’appartamento di via Olgettina 65 dove la ragazza abitava a spese del premier. Leggiamo: “Cara Beatrice mi dispiace presentami in questa modo, ma essendo madre anch’io. Conosco Iris e credo che tu non sappia qual è il suo vero lavoro: la escort. Ti scrivo perché a causa del suo pessimo carattere e della sua avidità di denaro, si sta creando tantissime nemiche. Tu sicuramente più di ogni altra persona sai quanto Iris sia bugiarda, e quindi ogni giustificazione che ti darà, tu saprai darle il giusto peso, ma una cosa è certa: da quando è a Milano, a parte qualche apparizione ad Arcore, ha sempre e solo fatto marchette”.

Il telefono di Iris squilla spesso. Lei risponde sempre. Non si nega. Ascolta le richieste. Valuta. Decide. Come con Ciro. “Sono amico di Carlo di Lecce, è lui che mi ha dato il tuo numero e mi ha detto che ti potevo chiamare”. Ciro è a Milano. Sta al “Galileo di fronte San Babila”. Sotto al Duomo ci è arrivato per lavoro. Appuntamenti, cena. “Ma – dice a Iris – alle dieci e mezzo mi libero”. Poi con un velato imbarazzo: “Volevo solo chiederti ..ehmm tu eventualmente per il…regalo”. La ragazza non fa una piega. Risponde secca: “Sono ottocento”. Ma come, abbozza Ciro, lui sapeva che per una notte si faceva 500. Iris è irremovibile: sono ottocento punto e basta.

Ecco allora chi è veramente una delle frequentatrici di villa San Martino. Iris vede il premier da minorenne, ma anche dopo i 18 anni. Alla feste è quasi sempre presente. Inviti e serate che lei annota minuziosamente nella sua agenda. Decine di pagine messe agli atti dell’inchiesta e che rivelano anche i pagamenti del presidente del Consiglio, oltre, naturalmente, a decine di regali (anche un orologio con la scritta “Al presidente Silvio Berlusconi Campione del Mondo”). Lei è precisa. “Papi 2000″, il 7 marzo e ancora il 13, poi il 5 aprile, il 17, il 25. A gennaio il conto finale raggiunge quota 9.500, 21.000 a febbraio, 7.000 ad aprile.

Il rapporto con il premier è talmente stretto che Iris gli scrive anche una lettera. “Amore inizio questa lettera ringraziandoti di cuore per avermi cambiato la vita, sei una persona buonissima, veramente unica, e io ti voglio veramente tanto bene, ho però un forte bisogno di un lavoro perché in casa a non far nulla dalla mattina fino alla sera, avendo io sempre lavorato, impazzisco e anche perché mantengo praticamente tre famiglie, mia madre con la nonna, mio padre con l’altra nonna e ora mia zia che ha due figli e con un lavoro precario di soli 600 euro mensili pagando un affitto di 450 euro, mi vergogno tantissimo a dover sempre chiedere qualcosa, ma non vorrei mai tornare ad andare a letto con persone che non mi piacciono allora mi rivolgo a te capendo perfettamente che siamo in tante e abbiamo tutte delle esigenze”.

Dopodiché, quando Berlusconi fa capire di voler ridurre il numero delle cene, l’atteggiamento di Iris Berardi cambia radicalmente. “Questo – dice a una delle gemelline De Vivo – vuole ridurre le cene… Va beh insomma le cene possono diminuire, però devi dare una certa stabilità economica… Già ci dà una miseria e in più ci vuol ridurre le cene, è ora che iniziamo a rubare qualcosa dalla casa”, magari “una bottiglia di vino o una sua foto da giovane per poi venderla su ebay a qualche fans”.

La tenegeer insomma si sente tradita. E la sua storia dimostra a quali rischi di ricatto abbia prestato il fianco il premier organizzando cene a cui partecipano ragazze molto giovani. Anche perché Iris e Ruby non erano le sole. Dopo lo scandalo esploso nel 2009 quando Berlusconi fu scoperto frequentare abitualmente Noemi Letizia, il suo stile di vita non è cambiato. E adesso, tra gli investigatori, ci si chiede quando il presidente del Consiglio abbia cominciato a vedere Chiara Danese e Ambra Battilana . Loro due, raccontano gli atti, finiscono ad Arcore quando hanno compiuto 18 anni da appena due mesi.

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