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giovedì 10 febbraio 2011

Un prefetto gentilissimo, a disposizione,attento ai problemi del cittadino. Soprattutto se il cittadino è in rapporti intimi con il Cavaliere. Gian Valerio Lombardi è il Prefetto di Milano è il Prefetto di Milano, vicinissimo al Ministro dell’Interno Bobo Maroni, ma gradito anche a Silvio Berlusconi. Diventò noto al grande pubblico per una frase infelice “A Milano la mafia non esiste”. Era il gennaio del 2010 e fu sommerso di critiche. Oggi il suo nome spunta nello scandalo escort Berlusconi per le attenzioni riservate a Maria Ester Garcia Polanco, detta Merysthell, assidua dei festini di Arcore, fidanzata con un narcotrafficante (ieri condannato ad otto anni) e nella cui abitazione sono stati trovati oltre due chili di cocaina. La ragazza ha problemi con il passaporto, deve andare in Prefettura e che fa? Si rivolge a Palazzo Grazioli, il quartier generale del caro Silvio. Che subito si mette a totale disposizione.

Ore 15,27 del 4 dicembre 2010. Marysthell riceve una telefonata dal palazzo. “Buonasera, signora, le dovrei dare il numero del prefetto Lombardi”. La ragazza appunta, poi chiede: “Perfetto,come si chiama lui?”. Da palazzo Grazioli scandiscono: “Lombardi, come Lombardia ma senza la a”. Due giorni dopo, il 6 dicembre, alle ore 10,53, Marysthell chiama in Prefettura. Risponde la segretaria di Lombardi. “Sono la signora Garcia, è possibile parlare col prefetto Lombardi?”. La segretaria “ma è una cosa urgente, signora, e di cosa si tratta?”. La Garcia si spazientisce: “E’ una cosa privata, vorrei parlare con lui”. “Guardi il prefetto in questo momento è impegnato, se vuole magari anticipare a me di cosa si tratta, lei è la signora Garcia da dove?”. A questo punto la ragazza non si tiene: “Lo chiamerò io perché devo parlare con lui personalmente, mi hanno dato questo numero”. La segretaria:”Ma questo numero a lei chi lo ha dato?”. Marysthell “Io chiamo da parte del presidente Berlusconi, non so se era giusto dirlo a lei”. L’imbarazzo travolge la segretaria:” Signora mi può attendere solo un attimo?”. Passano pochi minuti e al telefono c’è il prefetto Lombardi “Buongiorno signora come sta?”. Esauriti i convenevoli si fissa l’appuntamento . Il 6 dicembre, alle ore 10,53, la segretaria del prefetto richiama la Garcia per verificare la data e l’orario. Marysthell è raggiante, poco meno di un’ora dopo, telefona a sua madre “Giovedì ho un appuntamento in cui ci daranno il passaporto italiano, a me e M.”. La mamma orgogliosa “Sono contenta, brava, tu sai come ottenere tutto dalla vita”. Marysthell racconta “Prima ho chiamato il prefetto, quello che rilascia i passaporti…senza di lui,sai, non c’è nessuno più forte di lui. L’ho chiamato e mi ha dato l’appuntamento per giovedì. Mi ha dato il suo numero…tu già sai chi”, evidentemente Berlusconi.
Il 17 dicembre alle 14,24 Marysthell riceve una telefonata dalla Prefettura. Ci sono problemi per il passaporto, il Prefetto le spiega “Ho fatto le verifiche e purtroppo non ci sono i dieci anni”. La Garcia non è convinta, deve essere rassicurata. Il 10 gennaio riceve un’altra telefonata dal prefetto Lombardi “Purtroppo nei documenti non c’è questa continuità, hai capito?C’è stata un’interruzione importante, purtroppo”. Tre giorni dopo, il 13 gennaio, Marysthell telefona per un nuovo appuntamento:”Sono a cinque minuti, in Porta Venezia”. La segretaria di Lombardi è premurosa “Non perda tempo a cercare parcheggio, può entrare in prefettura con la sua macchina”. Marysthell:”Grazie mille perché sono accompagnata da una persona.”. La segretaria “Eh, eh può entrare, può entrare…”. Anche il 17 gennaio la Garcia viene chiamata dalla segretaria del Prefetto, devono fissare un appuntamento con Lombardi per le 18,30. Anche questa volta il parcheggio è assicurato “La aspettiamo-dice la segretaria-lei lo sa che può entrare con la macchina,vero? Per gli impegni del prefetto tutti entrano in macchina”.
Vanno così le cose a Milano, una volta capitale morale e tempio dell’efficientismo amministrativo. Il prefetto riceve una ragazza border-line, fidanzata con un tale Ramirez De La Rosa, uno che traffica in droga, cocaina, che il 3 agosto 2010 (quindi 5 mesi prima della telefonata con Lombardi) viene fermato per aver ceduto cento grammi di coca ad un cliente, e cerca di venire incontro alle sue esigenze. La tratta con riguardo perché lei fa il nome di Berlusconi, fino a farla parcheggiare l’auto nel cortile della prefettura. “La condotta del prefetto è ancora una volta imbarazzante e grave – commenta Pierluigi Mantini,parlamentare UDC e mebro della giunta per le autorizzazioni. Il primo caso fu , alcuni mesi fa, quando negò la presenza della mafia sul territorio lombardo mentre il radicamento delle ‘ndrine è accertato.Ma questo nuovo episodio è a tal punto grave che meriterebbe un chiarimento da parte del prefetto Lombardi. Ricevere in auto, in prefettura, la Polanco, una prostituta nel cui appartamento vengono ritrovati 2,7 chilogrammi di cocaina, solo perché diceva di conoscere il presidente del Consiglio è un comportamento poco corretto”.

Da "Il Fatto Quotidiano"

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