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mercoledì 9 febbraio 2011

Cittadini erigono la barriera anti-drogatiI residenti del Lotto P si sono autotassati per allestire un terrapieno. «Così non vediamo gli eroinomani».
C’era il muro di Padova eretto contro gli spacciatori e ora c’è il muro di Scampia innalzato contro i clienti dei pusher. Accade in via del Cimitero, di fronte alle palazzine del Lotto P del quartiere alla periferia nord di Napoli. I residenti esasperati dall’«assalto» quotidiano degli eroinomani si sono autotassati – racimolando circa 500 euro – per mettere in piedi un terrapieno di circa dieci metri di lunghezza e 5 d’altezza. Lo scopo è, appunto, tenere lontani dalla vista e fisicamente i tossicodipendenti che a centinaia infestano le strade di Scampia di notte e di giorno. Zombies che colano sangue, fanno sesso in strada, si denudano per bucarsi. Effettuata la colletta, i volenterosi si sono armati di ruspa per assemblare alla buona cordone di terreno.
Il muro anti-drogati.
«ESASPERAZIONE» – «Il problema è che questa barriera può avere un’efficacia molto limitata» spiega al Corriere la battagliera Chiara Giordano della onlus Campania in Movimento.
Prosegue: «I “tossici” infatti non possono essere arrestati, la legge non lo prevede, perciò fanno i porci comodi loro. Quando vengono fermati dalla polizia hanno già consumato la dose. E intanto noi siamo invasi, a tutte le ore. Una cosa vergognosa. La gente non sa a chi rivolgersi. Le istituzioni si ricordano di noi solo nel periodo elettorale. Perciò gli abitanti del Lotto P sono stati costretti a fare da soli». Da soli, quindi, sborsando di tasca propria per allestire un «velo» di contenimento fatto di terra con l’illusione di far scomparire il degrado. «Sì però lo sfacelo umano e ambientale anche se non lo vedi, resta. E poi per chi abita ai piani più alti, il muro non serve» dice ancora Chiara.
Alzare un muro sembra un tentativo disperato. «Infatti è il sintomo di un forte malessere che dura da troppo tempo, a causa dell’indifferenza e incapacità degli amministratori di entrambi gli schieramenti». Qui sono innumerevoli i progetti di riqualificazione fermi e mai partiti, «troppe le problematiche irrisolte».
CAMPO ROM - Buonultima la vicenda dello storico campo rom di Scampia. «Tutti si danno da fare per trovare soluzione ai nomadi di Roma dopo la tragedia dei bimbi bruciati in una baracca, ma anche le condizioni del campo di Scampia sono orribili. in quello spiazzo e nei dintorni si continuano a bruciare spazzatura, copertoni e materiale d’ogni tipo. Loro e noi respiriamo veleno. Abbiamo denunciato la situazione tempo fa alla municipalità e alla Procura. Non è successo niente».

da Il Corriere del Mezzogiorno 8 febbraio 2011

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

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