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venerdì 25 febbraio 2011

A pochi chilometri dall'Italia si sta assistendo ad un'ecatombe. Si parla di almeno 10.000 morti e 50.000 persone ferite da un dittatore che si difende con razzi e bombe. Quel che è certo è che ormai in Libia è emergenza umanitaria. Una vera e propria ecatombe. Non ci sono parole per descrivere il massacro di civili in Libia raccontato dall'emittente Al Arabiya. Si parla di almeno 10.000 morti e 50.000 feriti ma le stime, dicono altre fonti, sono basse. Gheddafi ha ordinato di bombardare il suo popolo, mentre racconti di razzi sparati da RPG continuano ad arrivare da Tripoli. Le notizie sono frammentarie e parlano ad esempio di un pilota di caccia che si sarebbe rifiutato di sganciare bombe sui pozzi di petrolio e si sarebbe unito ai manifestanti, disubbidendo agli ordini del Rais. Al Jazira riporta che migliaia di persone stanno fuggendo dalla Libia verso l'Egitto. Quel che è certo è che ormai in Libia è emergenza umanitaria. Intanto fanno il giro del mondo le foto e i video che testimoniano la costruzione di tombe improvvisate nella spiaggia di Tripoli e di fosse comuni. Sembra anche che una parte della famiglia Gheddafi sia in fuga, ad esempio Aisha Gheddafi, una delle figlie, pare che fosse su un aereo diretto a Malta a cui è stata negata l'autorizzazione di atterrare. L'aereo sarebbe tornato a Tripoli.

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