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mercoledì 9 febbraio 2011
Nei giorni scorsi, il governo ha legalizzato il Poker online in "modalità cash" e i "Casino' virtuali".

Da oggi sarà possibile quindi giocare come "nella realtà", sedendosi ai tavoli verdi virtuali con una somma di denaro, mentre fino a ieri i pokeristi online potevano giocare legalmente solo con le "chips": cioè a tornei, dove il giocatore pagando una somma variabile da 0,50 a 100 euro, riceve uno "stock" di fiches, solitamente 1500: vincitori i primi classificati, solitamente, per esempio, i primi tre in tornei che vanno dalle 5 alle 10 persone, i primi cinque o più in tornei alla quale partecipano 15-20 ma anche 50 giocatori.

Molti organi di stampa di "opposizione" hanno ovviamente criticato questa decisione, ritenendo che questo favorirà il fenomeno del "gioco compulsivo" che manda in rovina tanti cittadini: questione che riguarda una percentuale crescente di cittadini, e coinvolge anche giochi come le "slot" dei bar, che a mio modesto parere sono la più grande fregatura del panorama "gioco d'azzardo legale".

Da Pokerista amatoriale, uno che per intendersi, gioca poche decine di euro di tanto in tanto, (non gioco regolarmente) ne sono felice: qualche partita "cash" me la concederò sicuramente. Tuttavia, conoscendo la situazione, ritengo di poter esprimere un giudizio più articolato sulla materia.

Non possiamo infatti, non tenere in considerazione il fatto che nonostante fosse illecito, gli appassionati del poker potevano giocare mediante server stranieri, peraltro spesso ubicati in paradisi fiscali che offrono una fiscalità di vantaggio: e i "fornitori del gioco" non pagavano alcuna tassa, realizzando guadagni stratosferici.

L' Amministrazione dei Monopoli di Stato, ha sempre cercato di contrastare il fenomeno, oscurando i server che offrono questi servizi: tuttavia, i fornitori del servizio rimediavano praticamente in tempo reale, cambiando gli indirizzi IP di accesso al servizio, tornando così immediatamente disponibili: spesso, anzichè giocare su pagina web, questi servizi vengono offerti tramite dialer: avviandolo, il programma verifica - e se necessario modifica - le impostazioni, il giocatore non si accorgeva nemmeno di questi cambiamenti. In casi "particolari", le aziende informano i giocatori tramite email.

Stesso discorso, riguardava i Casino'... chi non si è mai imbattuto, navigando, in qualche pubblicità di questo tipo?

Per trovare fornitori di questi servizi, basta effettuare una piccola ricerca su qualsiasi motore: arginare il fenomeno è praticamente impossibile. Spesso sono state "minacciate" conseguenze legali per i giocatori italiani, che potevano esser "tracciati", tuttavia credo (e spero) che non sia mai successo: salvo, forse, qualche caso isolato, anche perché (si spera) che le forze dell'ordine, online, siano impiegate in questioni più serie e importanti, come il contrasto alla pedopornografia, le frodi etc. etc

I giocatori d'azzardo compulsivi, quelli "malati" di certo non si fanno fermare da misure repressive come quelle adottate fino a ieri, inoltre chi "vuole giocare" se non gioca a un concorso, gioca a un altro. Coloro che soffrono di gioco compulsivo, trovano certamente dove dilapidare i propri soldi, fosse anche il famoso gioco del Lotto, che ha mandato in rovina migliaia di persone senza tanto clamore... specie nell'inseguimento dei "ritardatari" con "giocate al raddoppio"...

Per questi motivi, personalmente sono pienamente concorde con la decisione di legalizzare anche questa pratica, introducendo nuove entrate per le casse dello stato: sperando che queste risorse non siano destinate all'aumento dello stipendio (o dei privilegi) dei nostri "amati" politici...

Antonio di nocensura.com


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2 commenti:

Mauro ha detto...

si, praticamente hai ragione, ma non riesco ad essere contento. Quello che si dice è che il giocatore compulsivo (o la persona debole in procinto di diventarlo) non ha speranze di essere protetto, o aiutato a smettere. Sono tantissimi gli stimoli al gioco, continui, onnipresenti. Distaccarsi da una dipendenza è molto difficile se tutto intorno a te ti invita a ricascarci.

Anche a me piace il gioco. Ma trovo giusto limitare le possibilità di azzardo, le pubblicità, l'introduzione di nuovi giochi, ecc... visto che questo serve ad aiutare chi è in seria difficoltà, o è in pericolo. Il gioco d'azzardo è una dipendenza dalle conseguenze molto gravi, ed è diffusissimo, soprattutto tra i più poveri. Ricordiamo che ogni volta che si gioca d'azzardo, il guadagno delle case da gioco impone che chi gioca, alla lunga sicuramente perde. Ed ogni volta che si introduce un nuovo gioco, si sperano maggiori entrate per le casse dello stato, c'è qualcuno che è diventato più povero.

Ma la partita è già persa, ed è praticamente inutile lottare. Ma siamo sicuri che un mondo un po' più pulito non sia possibile?

Anonimo ha detto...

Io non trovo giusto limitare il gioco come tutto il resto, siamo capaci di intendere e di volere e di fare ciò che riteniamo giusto.Ognuno ha il proprio buget, che sia il gioco oppure un paio di scarpe costose o una macchinona presa a rate con il sangue...il mondo non è giusto, cerca solo di prendere i tuoi soldini e se ci sono tanti fessi che mi pagano lo stipendio(gestisco una sala slot)io sono contenta, anzi contetissima!!

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