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lunedì 7 febbraio 2011
Sono in sintonia con uno stile di vita eco friendly, rispecchiano un modello di consumo più sostenibile. E interessano un numero sempre maggiore di consumatori. Sono i Farmers market, i mercati degli agricoltori che, nel 2010, come sottolinea Coldiretti, in Italia hanno conosciuto un boom, tanto da portare il Paese a un ruolo di leadership europea nel settore.

In questi giorni, l'Associazione nazionale che raggruppa i coltivatori diretti ha rese note le cifre del fenomeno nel primo rapporto sui Farmer Market ad essere pubblicato, e presentato alla prima assemblea nazionale degli Agrimercato di Campagna Amica della Coldiretti.

Dati alla mano (e a conferma del boom del biologico risultato dai dati sui consumi alimentari rilevati dell'ISMEA e Ac Nielsen, pubblicati nei giorni scorsi), nel 2010 i mercati degli agricoltori di Campagna Amica (una tipologia nuovissima, dato che è iniziata appena due anni fa) sono stati 705, per un totale di 25115 giornate, distribuite su tutte le regioni italiane. Rispetto al 2009, l'aumento è stato del 148%.

Gli imprenditori agricoli che hanno partecipato sono stati, in totale, 16 mila, distribuiti al nord (60 %), centro (18%), sud e isole (22%). Fra le regioni, il maggior numero di farmers market promossi dalla Coldiretti va al Piemonte (con 105 appuntamenti organizzati), davanti alla Lombardia (che guida la “classifica” del maggior numero di produttori coinvolti: 2250), al Veneto, all'Emilia Romagna, alla Puglia e allaToscana.

In totale, il fatturato conseguito dai farmers market nel 2010 è stato di 320 milioni di euro (cifra stimata).

“E' un risultato straordinario, importante anche perché è arrivato ad appena due anni dall'inizio di queste esperienze in Italia. E, inoltre, rende il nostro Paese la nazione nella quale è presente la più estesa rete di vendita diretta dei prodotti agricoli presenti in Europa – osserva Sergio Marini, presidente di Coldiretti – La ricetta di questo successo è semplice: dai mercati arriva una risposta a un nuovo stile di vita e a un modello di consumo più sostenibile che si sta affermando in un numero crescente di cittadini”. Si può confrontarsi a tu per tu con il produttore, cioè. Si può ascoltare dalla sua voce il racconto dellastoria del prodotto, non ci sono intermediari, non ci sono manipolazioni. E si contribuisce a dare uno scossone alle ingessate regole del mercato: si crea nuova concorrenza. E, cosa che non guasta, made in Italy.

Identikit del consumatore

E chi è il consumatore – tipo? A quale categoria appartiene? E' lo stesso rapporto di Coldiretti a indicarlo. Per il 62% si tratta di donne, delle quali il 48% copre una vasta fascia di età (fra i 35 e i 54 anni). Sono, per la maggior parte, in possesso di un grado di scolarità medio – alto (68%), visitano ciascun mercato mediamente in 32 minuti e, nella media, spendono 26 euro a testa.

I prodotti più gettonati

Secondo la Coldiretti, i prodotti più acquistati nei farmers market sono verdura, frutta, formaggi, salumi, vino, latte, pane, conserve di frutta, frutta secca, biscotti e legumi. La spesa media è di circa 26 euro a visita. Il rapporto ha pubblicato anche il “grado di soddisfazione”, elevato per il 75% circa dei consumatori, medio per il 20%, basso per il 2%. Cifre “sterili”, che tuttavia indicano una diffusa soddisfazione, confermata anche dal 91% degli acquirenti che si dichiarano disposti a consigliare i mercati agricoli di Campagna Amica agli altri, in una sorta di “passaparola”.

Chi conosce il Cardo gobbo di Nizza, per fare la bagnacauda? O la Zucca berettina dell'Emilia Romagna? O, ancora, dove trovare il pregiato Miele di Barena (Veneto)? E dove si può bere il vero Chinotto, quello ligure, da preparare sciroppato, candito, al liquore, in elisir, come marmellata o come mostarda? Se si va in Abruzzo, si può assaggiare il Vino Pecorino (chiamato così perché prodotto dall'omonima varietà di uva), mentre in Lombardia si possono trovare i Figadei, una carne “cugina” della salama da sugo, nelle Marche la Tortella suina. E l'elenco può continuare. Si tratta di alcuni dei prodotti tipici “minori” che vengono riproposti – e, quindi, salvati dall'estinzione – dai mercati di Campagna Amica.

Una delle questioni più importanti è quella relativa alla salvaguardia delle varietà vegetali e animali a rischio di estinzione. Il rapporto di Coldiretti, infatti, indica che in Italia sono andate progressivamente scomparendo dalle nostre tavole ben tre varietà di frutta su quattro (il 75%); molte sono quelle a rischio di estinzione. Il 95% delle antiche varietà di grano è andato perduto. E all'appello mancano circa trenta razze fra mucche, maiali e pecore.

Tanto per fare un paragone: cento anni fa, in Italia le varietà di frutta erano ben 8 mila, mentre oggi si sono ridotte a 2 mila, delle quali ben 1500 sono a rischio di estinzione. Fra le razze animali, negli ultimi 50 anni si sono perse trenta razze di animali domestici (5 di bovini, 10 fra pecore e maiali, 3 caprine), e 71 sono a rischio di estinzione.

In questo senso, l'azione svolta dai mercati degli agricoltori di Campagna Amica svolge anche una funzione di salvaguardia per il patrimonio agricolo e animale italiano. Grazie ai nuovi sbocchi commerciali creati dai farmers market, sono state attivare nuove opportunità economiche per gli allevatori e i coltivatori, che altrimenti non potrebbero sopravvivere alle regole delle moderne forme di distribuzione. Basti pensare, ad esempio, ai periodi diconservazione media dei prodotti ortofrutticoli venduti nei mercati (che “durano” circa una settimana in più perché non devono subire lunghe filiere di trasporto e stoccaggio), cosa che permette la vendita anche delle varietà più deperibili, che non potrebbero altrimenti trovare spazio sugli scaffali dei supermercati.

Secondo una stima della Coldiretti, la rete dei mercati di agricoltori di Campagna Amica permette, attualmente, lo sbocco sul mercato di almeno 100 varietà vegetali “minori” (frutta, verdura, legumi, erbe selvatiche) e i prodotti ottenuti da una trentina di razze di bovini, pecore, capre e maiali allevati su scala ridotta.

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