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venerdì 25 febbraio 2011
La maggior parte delle famiglie italiane smaltisce l’olio di frittura usato gettandolo nel lavandino. Questo arreca un grave danno all’ambiente ed è un grande spreco, infatti l’olio può essere trasformato in biodiesel.
Cosè il Biodiesel?
Il Biodiesel è una sostanza liquida in grado di offrire caratteristiche similari a quelle del gasolio tradizionale. Il comune gasolio infatti rientra nella famiglia delle nafte leggere, aventi numero di cetano compreso tra 40 e 75 ed è il principale combustibile impiegato nei motori Diesel.Il motore Diesel però,fin dalle origini è stato progettato per funzionare con una vasta varietà di sostanze, tra cui gli olii vegetali. In seguito indicheremo con la sigla SVO (straight vegetable oil) l’olio tale e quale , senza aver subito nessun trattamento. Anche se potenzialmete i motori diesel possono funzionare con l’olio comune, tale soluzione è fortemente sconsigliata. Infatti se agli albori era possibile usare senza problemi qualsiasi tipo di olio, i motori odierni sono molto delicati e sofisticati. Per poter usare SVO nelle automobili, è necessario apportare delle modifiche al mezzo. Questa costosa limitazione ha permesso negli anni ottanta di guardare il problema sotto un altra luce, ovvero , invece di modificare il motore, modificare il combustibile.


Metilestere è il nome scientifico del biodiesel. Infatti il limite nell’uso dell’olio comune risiede nella sua composizione chimica. L’olio è più viscoso del gasolio è arreca danno alle pompe e agli iniettori. La soluzione è trasformarlo in qualcosa di meno viscoso e più adatto all’uso sui motori moderni.L’olio è formato da estere di glicerina con una miscela di acidi grassi. Il componente responsabile della sua viscosità è principalmente la glicerina. Attraverso un processo chimico detto transesterificazione, è possibile sostituire la glicerina con un altra sostanza, normalmente alcool metilico, in modo da realizzare il metilestere , ovvero il biodiesel. Attraverso questo processo è possibile usare il biocombustibile sui mezzi senza apportare modifiche al motore.

Sintesi chimicaChimicamente il biodiesel è un combustibile composto da una miscela di esteri alchilici di acidi grassi a lunga catena. Un processo di transesterificazione dei lipidi viene usato per convertire l’olio base nell’estere desiderato e per rimuovere gli acidi grassi liberi. Dopo tale procedimento, contrariamente al semplice olio vegetale, il biodiesel possiede proprietà di combustione e viscosità simili al diesel ricavato dal petrolio e può sostituirlo nella maggior parte dei suoi impieghi. Il processo produttivo più diffuso impiega metanolo per produrre esteri metilici; tuttavia può essere usato anche l’etanolo, ottenendo così un biodiesel composto da esteri etilici. Come sottoprodotto, dal processo di transesterificazione si ottiene il glicerolo.



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