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martedì 15 febbraio 2011

Aumenta il numero delle studentesse che lavorano nei locali notturni

Sono scese in piazza per protestare davanti alla Hackney Town Hall a Londra per impedire la chiusura dei locali dove lavorano la sera per pagare le rette universitarie. E, dice il Corriere, inneggiano alla libertà di scelta e protestano contro la chiusura di una serie di locali di strip e lapdance in un quartiere londinese.

STUDENTESSE E SQUATTRINATE – Non sono poche, secondo un articolo del Guardian, le studentesse che cercano il guadagno facile per restare all’università: “Sono orgogliosa di fare la ballerina – dice una di loro – 300 sterline a sera, è un guadagno inimmaginabile. Devi essere quasi completamente nuda, mi vergognavo un po’ così l’ho fatto con i miei compagni di corso dopo aver bevuto qualche drink”. Secondo uno studio della Leeds University tra le ballerine di lapdance una su tre è una ragazza che va all’università, la maggior parte lavora nel week end, al massimo quattro sere a settimana, incassando 232 sterline. “Una mia amica che fa la cameriera guadagna in un mese quello che io mi metto in tasca in una sera”.

TRUFFE - Ma ci sono altre rischi. I gestori a volte fanno pagare le ragazze per entrare, per mettere a disposizione il palo e il pubblico: “Molte sere tornavo a casa con meno soldi di quando ero entrata”. Alle ragazze viene raccontato che con quei soldi acquistano potere, che il loro corpo è la cosa migliore che possano offrire. Le statistiche, però, dimostrano che nelle zone in cui proliferano quei locali c’è un forte incremento degli stupri e degli assalti sessuali. Dal 2003 i locali non hanno più bisogno di una licenza, ma la legge vuole tornare indietro. Lo scorso Natale Cameron ha promesso che si sarebbe mosso. La pacchia sta per finire?

fonte

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RacingPolitics ha detto...

Non è colpa loro, se sanno che il corpo femminile si può vendere tantissimo, e pertanto c'è poco futuro per i giovani in tutta europa. Se l'unico modo di pagarsi gli studi, e spogliarsi, lasciateglielo fare.

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