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mercoledì 9 febbraio 2011
Le compagnie farmaceutiche Bayer, Baxter, Behring e Alpha, pagheranno indennizzi multimilionari agli emofiliaci di 22 paesi, infettati negli anni ‘80 dal virus HIV o dal virus dell’epatite C, dopo l’uso di prodotti a base di plasma sanguigno. L’accordo proibisce alle vittime e ai loro legali di parlare dell’accordo stesso. Gli emofiliaci che hanno portato avanti le cause contro le multinazionali, sono parecchie migliaia.
Philipp Mimkes, della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania), che tiene sotto osservazione l’operato della Bayer da più di 30 anni, si dice contento dell’accordo, che definisce come “una tardiva ammissione di colpa” da parte delle multinazionali coinvolte. Mimkes, però, critica l’imposizione del silenzio: “Perché la Bayer nasconde questi pagamenti? Perché i media non possono dare notizia di questo precedente? E’ scandaloso che le Compagnie coinvolte, che hanno consapevolmente infettato migliaia di emofiliaci, ricattino le loro vittime costringendole a non parlare di questo importante sviluppo!”
Fino ad ora, solo i media italiani, hanno dato notizia dell’accordo che riguarda 443 emofiliaci italiani. “È un risultato storico, anche se piccolo e non del tutto soddisfacente: avremmo preferito vedere i colpevoli inchiodati alle loro responsabilità”: lo ha detto Luigi Ambroso, 48 anni, di Vicenza, presidente del Comitato 2010/92 che ha avuto parte attiva nella causa legale intentata negli Stati Uniti per il caso dei farmaci contaminati. La Procura di Stato italiana sta indagando le Compagnie coinvolte per “omicidio colposo plurimo”, ma, per problemi procedurali, il processo non è ancora iniziato.
Documenti interni, rivelano che la Cutter, una compagnia appartenente alla Bayer e leader mondiale per i prodotti a base di plasma sanguigno negli anni ‘80, ha continuato a vendere le scorte di prodotto infetto anche dopo aver introdotto una versione resa più sicura da un trattamento a caldo. Già nel gennaio del 1983, i manager della Cutter riconoscevano che: “Ci sono forti indicazioni che l’HIV venga trasmesso ad altri attraverso… prodotti a base di plasma”. In una comunicazione confidenziale dell’agosto 1983, alcuni dipendenti della Cutter prevedevano una “gigantesca epidemia” tra gli emofiliaci. Ciononostante la Cutter continuò a produrre derivati a base di plasma non trattato a caldo, fino all’agosto del 1984 e continuò a venderli fino al 1985. Ciò è costato la vita a più di 10.000 emofiliaci.
La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer chiede il completo indennizzo degli emofiliaci di tutto il mondo, sulla stessa base delle concessioni fatte dalla Bayer in Giappone. Mentre le vittime giapponesi hanno ricevuto 450.000 dollari ciascuna oltre a una pensione mensile, gli emofiliaci nella maggior parte degli altri paesi, sono stati liquidati con piccole somme o anche nulla. La Coalizione domanda anche che vengano puniti i responsabili della Bayer e delle altre compagnie


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