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domenica 16 gennaio 2011
Massimo di Noia, uno dei più importanti penalisti italiani, assiste la giovane marocchina tanto indigente. Come mai?
La racconta con dovizia di particolari, la storia delle cene ad Arcore, Ruby Rubacuori. Con tanta dovizia e attenzione la ripete a chiunque gliela chieda – in ultimo a Sky Tg 24 - da far pensare quasi che l’abbia imparata a memoria. Karima El Mahrough è stata sì ad Arcore e in altri luoghi insieme al premier, perché ce l’aveva portata un’amica. In queste cene venivano serviti cibi tricolore “perché Silvio evidentemente ama il suo paese”, e i settemila euro che ha ricevuto sono il frutto dell’impietosimento del vecchio cuore di un benefattore nei confronti di una ragazza con una triste storia alle spalle.
RUBY, MY DEARIntanto però la povera ragazza, che per mantenersi oggi fa la Lap dancer, come avvocato si sceglie Massimo Di Noia, ovvero uno dei principali e più importanti penalisti milanesi. Uno di quei grandi e famosi avvocati che quando ti serve la sua parcella fa davvero tremare i polsi. Come farà la povera marocchina a pagare l’onorario dell’avvocato? Mica sarà costretta ad andare a rubare nuovamente? Ne dubitiamo, anche perché questa volta, quasi sicuramente, non ci sarebbe alcuna telefonata dai piani alti di Palazzo Chigi e zone limitrofe. Di Noia è uno dei più importanti penalisti del foro milanese. Tra i suoi clienti troviamo molti Vip. Gente che per i suoi servigi è disposta a pagare sull’unghia senza battere ciglia parcelle di decine se non centinaia di migliaia di euro. Come farà allora la nostra eroina del “bunga, bunga” ad onorare la parcella?


I CLIENTI FIRST CLASSPotrebbe cominciare col chiedere informazioni ad alcuni suoi illustri predecessori che l’anno preceduta negli anni scorsi negli studi di Dinoia. Per esempio, ad Antonio Di Pietro che scelse Dinoia come suo difensore, all’epoca – a metà degli anni ’90 – della sua iscrizione nel registro degli indagati del Tribunale di Brescia per varie vicende – da cui uscirà sempre senza macchia. Oppure, per avvicinarsi ad un mondo più vicino al suo, la bella Ruby potrebbe chiedere consiglio agli stilisti Dolce&Gabana indagati per evasione fiscale per un ammontare di oltre 1miliardo di euro. Vip, molti vip e soldi, molti soldi girano quando a prestare i suoi servigi di valente avvocato c’è di mezzo Massimo Di Noia.
MOLTE COMPETENZESi è occupato di tutto e di tutti, o quasi. Dalla tragedia di Stava al caso Sofri, dai fondi neri dell’ Iri al petrolchimico di Marghera, il suo nome compare da più di 30anni in processi clamorosi e controversi, ma è famoso soprattutto per la vittoriosa difesa di Antonio Di Pietro, l’ ex pm di Mani pulite inquisito e assolto a Brescia. All’epoca, fu addirittura sospettato dai Pm bresciani di “millantato credito”, tanto che a dare la notizia criminis delle indagini a suo carico fu lui stesso, con una clamorosa rivelazione al Corriere della Sera. Un curriculum che ne fa uno dei pochi tecnici del diritto in grado di farsi ascoltare sia dagli avvocati che dai magistrati. Adesso, ricordate tutte queste circostanze, la domanda sorge più spontanea. Dando per scontato che Ruby non può pagare le parcelle profumate di Dinoia, chi paga l’onorario del valente e costoso avvocato meneghino per assistere la “piccola fiammiferaia del Maghreb”?
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