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lunedì 10 gennaio 2011
Negli anni che seguirono la fine della seconda guerra mondiale nacque la costituzione, le condizioni di lavoro e di vita migliorarono in tutto l'occidente, a quei tempi bastava uno stipendio per mantenere la famiglia, la casa era un bene a cui quasi tutti avevano accesso.

Certo: non esistevano cellulari e stravizi vari, ma provate al giorno d'oggi a mandare avanti una famiglia con uno stipendio! Le case avevano un costo accessibile, il benessere si stava diffondendo, sembrava che la lezione della seconda "grande guerra" fosse servita a smuovere le coscienze, dopo un periodo di disumanità totale, sembrava che la gente iniziasse a capire che siamo tutti di carne ed ossa, e abbiamo diritto a vivere quantomeno dignitosamente.

Ma l'uomo si sà, dimentica presto: e già negli anni 90 le cose sono iniziate a cambiare, fino ad arrivare alla corsa al profitto più sfrenato dei giorni nostri: REDDITIVITA', PROFITTO, UTILE: queste sono le uniche parole importanti oggi. Chi possiede miliardi di euro vuole altri miliardi di euro, le risorse del mondo sono sempre più in mano di pochi.

Le aziende hanno iniziato a delocalizzare, sfruttando la manodopera a bassissimo costo, spremendo senza alcun ritegno e vergogna la vita di altri esseri umani. Le aziende che sono rimaste, inaspriscono quotidianamente le condizioni di lavoro, guardate cosa sta accadendo alla FIAT, guardate cosa si permette di fare il sig. Marchionne, che guadagna, in un anno, quanto guadagnano 1.000 lavoratori...

Un tempo c'erano le lotte operaie, scioperi, contestazioni, addirittura le occupazioni. Oggi le nuove generazioni non sono in grado di alzare la testa, schiacciate dal precariato, le fasce deboli italiane subiscono la concorrenza degli immigrati, disposti a lavorare 15 ore al giorno pur di mandare al proprio paese qualche foglio da cento euro.

Se le generazioni di oggi riescono ad andare avanti, in qualche modo, molte volte è grazie all'aiuto di chi ha vissuto quei tempi migliori, e magari ha avuto la possibilità di comprarsi la casa e mettere da parte qualche soldo.

Ma dove stiamo andando? Dove sta andando l'umanità?

Ci sentiamo in balia degli eventi, il cambiamento sembra utopia, e stando così le cose probabilmente lo è davvero, divisi come siamo, intenti a fare la "guerra tra poveri", non facciamo che favorire questo sistema di cose, spesso rispettiamo i carnefici e perseguitiamo le vittime, se la società è così, non possiamo che battere  un "mea culpa", siamo noi che alimentiamo e abbiamo alimentato questo sistema, siamo noi che gli permettiamo di funzionare in questo modo.

Parlano di crisi, ma questa non è la classica flessione dei mercati, questa è una crisi studiata a tavolino, prevista da più di vent'anni. E' graduale, ci stanno facendo abituare, ma tra debito pubblico, povertà e mancanza di lavoro, preparatevi a fare la fine dei paesi che sono, o erano, del terzo mondo: dopotutto questo è il sistema che abbiamo accettato, agevolato, contribuito a costruire, fino a quando a "rimetterci" erano altri andava tutto bene, presto pagare il conto toccherà a noi.

Alessandro di nocensura.com

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

risparmiatevi articoli di sto genere...vedere gli anni 60-70 come idilliaci è una palese distorsione della realtà. Anche all'epoca esisteva lo sfruttamento (ma che memoria corta che ha l'autore dell'articolo!), per farsi la casa ci voleva una vita. Questa filosofia del "si stava meglio quando si stava peggio" va bene per una conversazione al bar. Almeno fate degli articoli con un pò di serietà e precisione!

Anonimo ha detto...

Negli anni 70 certo non c'era il paradiso in terra... ma cose come quelle a cui assistiamo ora, non sarebbero state ammesse, questo è sicuro!

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