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domenica 9 gennaio 2011

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Leggo divertita l'articolo che su Repubblica dà già per morta l'auto elettrica. "Non la vuole nessuno", è il succo. Si pensava che il mercato si sarebbe gettato a corpo morto sulla novità, invece (almeno in USA)l'elettrico arriva e resta nei piazzali.
Mi pare un filino prematuro, fare simili annunci, se non per influenzare la percezione dei potenziali acquirenti. Si sa, l'auto è alla fine un prodotto "emotivo" e sarò mica scemo a comprare qualcosa che nessuno vuole, preferisco l'ultima moda io. Così, annunciando che non piace finirà davvero col non piacere.
In realtà, nell'articolo si fa un'osservazione quantomeno interessante: i modelli disponibili costano la bellezza di 40 mila dollari. Una cifra esagerata, specialmente in periodo di crisi. L'auto elettrica deve farmi risparmiare: se per risparmiare 50 euro di benzina alla volta devo anticiparne 20 mila, suona tanto di presa per i fondelli.


Interessanti anche i numerosi commenti sul blog di Borgomeo. Il più gettonato è: se l'auto elettrica non è in grado di offrire le performances di cui ho bisogno, non la compro. Sarà colpa della comunicazione, stampa o pubblicità, ma nessuno percepisce il vero punto della questione performances: ossia, che dovremo ridimensionare le pretese e ciò a cui siamo abituati. L'auto elettrica non serve a sostituire in modo identico l'auto termica, serve a mettere una pezza ai problemi di mobilità che ci troveremo ad affrontare. Questo dovrebbe entrare bene in testa agli automobilisti, che non sono arrivati neanche lontanamente a tale sorprendente conclusione. L'elettrico non riuscirà mai a farmi andare a 150 km orari per 600 km di fila, ma verrà il giorno in cui saremo contentissimi di poterci spostare a 90 all'ora per 200 km senza dover spendere 5 euro al litro di benzina.
Fin qui, ovviamente, il discorso per i lettori moderati e per i "profani". Parlando invece a chi è addentro alla questione, segnalo un articolo di Kurt Cobb su Energy Bulletin. Titola "Il feticcio dell'auto elettrica", e fa naturalmente il passo ulteriore. Ovvero, smentisce che l'elettrico sia la soluzione per la mobilità individuale mondiale. Semplicemente, non ci sono più risorse, materie prime, energia, per fornire a tutti (e mantenere) una nuova auto elettrica.
E' tempo di chiudere con la cultura dell'auto così potremo liberarci della miriade di dannosi effetti collaterali. Ed è tempo di chiudere col feticcio dell'auto elettrica, che è meramente un'estensione della rovinosa cultura dell'auto.
Il futuro, se saremo previdenti e fortunati, sarà dei mezzi pubblici e di poche auto elettriche condivise da un gran numero di persone.
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2 commenti:

Anonimo ha detto...

L'articolo mi trova totalmente d'accordo.......soprattuto per quanto riguarda il servizio pubblico di trasporto......rotamiamo tutte le macchine.....devolviamo allo stato 1000/2000/3000 euro annue a testa e con quelle costriuiamo e manteniamo tram e metropolitane. So che è una cosa difficilissima e sarebbe un evento epocale come la rivoluzione industriale ma un passettino alla volta.......

Anonimo ha detto...

Ma possibile che ogni volta che c'e' qualcuno che ha il coraggio di far sentire la sua voce contro la propaganda, in questo caso della lobby petrolifera, finisce sempre per andare a finre con della propaganda ultra radicale? non mi sembra sensato proporre di passare dalle auto a diesel e benzina direttamente al divieto di possedere un veicolo personale. E' come scegliere tra il fascismo e il soviet.

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