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lunedì 3 gennaio 2011


A rivelarlo è lo stesso Bossi, che ha anche detto: “I miei figli li conoscono”

Se fossimo negli anni Settanta, partirebbe subito il refrain del finto attentato. Siccome gli anni Settanta sono passati, suscita più che altro una certa ilarità la ‘rivelazione’ di Umberto Bossi. Che parlando a Capodanno con i giornalisti ha rivelato che l’esplosione di due petardi nella sede della Lega Nord a Gemonio, secondo la polizia, sarebbe stata provocata da due figli di leghisti.

IL FERMO
“I miei figli li conoscono“, ha detto il segretario del Carroccio dei due ventenni accusati dell’attentato alla sede del paese in cui il ‘senatur’ risiede con la famiglia. ‘Mi hanno detto – ha aggiunto – che le loro famiglie dovrebbero essere leghiste’, anche per questo in casa Bossi c’e’ chi non e’ certo che siano stati loro a far esplodere i petardi. L’atto in se’, ha sottolineato, “non e’ stata una cosa tanto grave, quanto un messaggio che va bastonato’  I due uomini sospettati di essere i responsabili dell’attentato contro la sede leghista di Gemonio sono quindi figli di militanti padani. Bossi però si e’ mostrato scettico sul fermo e la denuncia partiti ieri. “Mia moglie pensa che abbiano voluto chiudere subito il caso”, ha spiegato con la sua solita aria complottista.

I SOSPETTATI
Ieri un 21enne era stato arrestato dalla polizia e un 26enne e un 29enne erano stati denunciati per violazione della legge su armi ed esplosivi. L’arresto, sul quale si dovrà ora pronunciare il gip del tribunale di Varese, è stato eseguito dalla polizia nei confronti di un operaio residente a Gemonio, nella cui abitazione sono stati sequestrati, tra l’altro, polvere pirica e inneschi elettrici compatibili con quelli utilizzati per l’intimidazione contro la sede del Caroccio. Trovato anche uno storditore elettrico, coltelli a serramanico e diversi volantini contro la Lega Nord e in solidarietà alle lotte condotte dagli anarchici spagnoli. “Antifa – aveva affermato Bossi riferendosi alla scritta lasciata sul muro dagli autori del gesto – sono i nuovi fascisti. Sono gente che danneggia la sinistra democratica: la gente normale si spaventa”.

LE RIFORME
Il leader leghista ha anche parlato del messaggio di Napolitano: “Le riforme che chiede il presidente della Repubblica sono difficili da fare prima di una tornata elettorale”, ha osservato da Ponte di Legno, dove ha trascorso il capodanno in famiglia al Castelletto dove risiede in questi giorni per poi spostarsi all’hotel Mirella. Tanti gli argomenti trattati dal segretario della Lega che e’ tornato a ripetere quello che ha detto in questi giorni, cioe’ che se Berlusconi ha i voti si va avanti. Ma ha anche aggiunto che ‘se devi fare le grandi riforme occorrono grandi voti’. Dopo il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Bossi e Berlusconi si sono sentiti telefonicamente come era successo anche il 30 dicembre quando il premier aveva assicurato di avere i voti necessari. ‘L’uscita di Fini – ha sottolineato Bossi – ha provocato danni notevoli in commissione, siamo in difficolta”, una difficolta’ che riguarda soprattutto la bicamerale che si occupa del federalismo e la commissione Bilancio. Oggi ‘alle 17 – ha aggiunto – arriva Roberto Calderoli. L’ho mandato a Roma per sondare, in generale. La sinistra gli ha risposto. Hanno detto che si puo’ parlare e domani sentiro’ da Calderoli cosa vuol dire’.

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