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sabato 4 dicembre 2010

Un pensionato su due vive in condizioni economiche disagiate, quota che sale al 70% tra gli artigiani in pensione. Per il 32% dei senior italiani e per il 45% degli ex artigiani l'assegno dell'Inps non basta ad arrivare a fine mese e per condurre una vecchiaia dignitosa; in 10 anni il quadro e' decisamente cambiato in peggio e il 33% degli over 60 guarda al futuro ''con timore e vede avvicinarsi tempi ancora peggiori''. E' quanto emerge da una ricerca della Cna sulle condizioni di vita degli anziani realizzata da Swg e presentata oggi nel corso di un convegno della Cna Pensionati .

Il quadro generale che emerge dalla ricerca, che ha indagato aspetti economici ma anche socio-culturali, raffigura un processo di lento ma inesorabile depauperamento dell'universo dei senior italiani, con una caduta non solo del potere di acquisto, ma anche con un mutamento del percepito esistenziale che incide profondamente sulle visioni e sui valori degli over 60. Il 53% dei pensionati compresi tra i 60 e i 75 anni vive in una condizione di precarieta' economica. Rispetto a dieci anni fa, evidenzia lo studio, le condizioni sono nettamente peggiorate: se nel 2000 buona parte dei pensionati pensava di poter progettare con tranquillita' gli anni delle propria 'vita verde', 10 anni dopo la situazione e' precipitata e nel 2010 il numero dei pensionati che avverte una certa sicurezza e' crollato al 37%, al 28% tra i pensionati Cna. Tre pensionati su quattro hanno la netta percezione che l'Italia ''stia regredendo'' (dieci anni fa la sensazione era condivisa da meno della meta', il 47%).
Oltre alla percezione di indebolimento, si e' ampliata l'idea che ''l'Italia stia smarrendo il senso e la capacita' di costruire il futuro'': lo pensa l'81% degli ultrasessantenni. A rimanere stabile nel decennio e' il senso di insicurezza e di paura della criminalita': se nel 2000 la paura coinvolgeva il 54% della popolazione anziana, oggi la quota si attesta intorno al 56%. Solo il 30% degli anziani pero' (contro il 35% della media della popolazione) ritiene gli immigrati responsabili dell'aumento dell'insicurezza nelle citta'.
Sul welfare, dice ancora lo studio, i pensionati denunciano una complessiva situazione di stagnazione con peggioramenti significativi soprattutto nel trasporto pubblico e una situazione ondivaga per servizi di assistenza e sanita'. In calo (meno della meta') chi ritiene superato l'intervento dello Stato nei servizi pubblici e nel sistema pensionistico. Ma e' soprattutto sulle pensioni integrative private che i senior nutrono dubbi: nel 2000 oltre il 60% dei pensionati guardava con favore alle pensioni private. Oggi la quota e' crollata a poco piu' del 30%. Qualche sostenitore in piu' tra gli artigiani che devono fare i conti con assegni pensionistici piu' risicati. Frenata della spinta privatistica anche nella sanita': se, nel 2000 poco piu' del 50% dei senior riteneva che le prestazioni sanitarie dovessero essere pubbliche, oggi la quota e' volata oltre l'80% e tale opinione e' ancora piu' forte tra gli ex artigiani.
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3 commenti:

Anonimo ha detto...

i pensionati di oggi comunque negli anni indietro qcs sono riusciti a mettere da parte.. e ai giovani che vivono da soli e che si trovano da un giorno all'altro senza un lavoro nessuno ci pensa??

adolfo ha detto...

Tutto questo capita perchè abbiamo una "Casta" di delinquenti e parassiti che fanno le leggi per andare in Pensione a 2 anni 6 mesi e 1 giorno, nelle regioni e comuni a 4 anni 6 mesi e 1 giorno, con una rendita mensile media di 4.000 euro. Poichè non esiste una politica del sociale, visto che i soldi li hanno dirottati al finanziamento pubblico dei partiti; hanno pensato bene di erodere nel tempo le ben misere pensioni dei lavoratori dipendenti per trovare i fondi ai maiali di cui sopra.......

Anonimo ha detto...

tutto quello che sta succedendo..succede xchè abbiamo avuto sempre dei governanti che non dovrebbero stare dove sono..in questo momento particolare..dovrebbero dare il buon esempio..e invece pensano come sempre a loro stessi..e agli interessi di partito..i sindacati..non dovrebbero essere legati ai partiti..e dovrebbero fare gli interessi di chi gli paga lo stipendio con i soldi delle tessere..mi augro che tanti come faro' io..non vanno piu' a votare..cosi capiscono che il popolo non li vuole piu'..e cosi pure con le tessere sindacali..nessuno le deve piu' fare..

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