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lunedì 13 dicembre 2010

All'apparenza resta stabile. Ma in realtà peggiora ancora. E' il livello di libertà di stampa in Italia secondo l'organizzazione indipendente Reporters Sans Frontieres.

Nel 2008 l'Italia - che dal 2002, anno in cui è iniziato lo studio di Rsf, è sempre stata tre le ultime in Europa - era 44° a livello mondiale, l'anno scorso era 49° da sola, mentre quest'anno viene agganciata in questa poco invidiabile posizione niente meno che dal Burkina Faso.

La carta geografica qui sopra che evidenzia l'Italia come unico Paese "arancione" del mondo occidentale è più che eloquente.

In generale nel mondo la situazione peggiora se è vero, come è vero, che l'Italia ha quasi conservato la sua posizione a fronte di un decadimento del livello di libertà di stampa. L'anno scorso infatti le "penalità" per il nostro Paese erano 12,14 mentre quest'anno sono 15,00. La stretta del regime berlusconiano si fa sentire comunque e incide per quasi il 3,00 in soli dodici mesi, aumentando di molto il divario con le democrazie veramente libere come quelle scandinave 0,00 di penalità e la vicina Austria che trionfa tra i paesi non scandinavi con un ottimo punteggio di 0,50.

Vabbé consoliamoci dalla rimonta del Burkina Faso con il fatto che la Romania (l'unico altro Paese dell'UE che sta peggio dell'Italia) l'anno scorso era vicinissima a noi, mentre quest'anno è precipitata al 52° posto con 16,00 di penalità scavalcata proprio da due campioni della libertà di parola come il Burkina Faso ed El Salvador, paese quest'ultimo che ormai è a meno di editto bulgaro di distanza dall'Italia.


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