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lunedì 20 dicembre 2010

Maurizio Cudicio crea una pagina Facebook in cui pubblica una lettera aperta di sostegno alle proteste studentesche: il suo è il “Movimento Poliziotti”. Il mondo è bello perchè è vario, la Rete è il mondo, dunque la Rete è bella perchè è varia. E davvero, ci si può credere se un poliziotto di nome Maurizio Cudicio pubblica un gruppo Facebook chiamato “Movimento Poliziotti” in cui si propone di lottare “insieme per dare sicurezza serenita’ e tranquillita’ alla gente! siamo e vogliamo restare poliziotti degli Italiani”. Un’ alleanza di forze dell’ordine e cittadini, dunque, particolarmente sentita in queste ore di movimento studentesco. E il poliziotto, dalla bacheca delSocial Network del movimento, pubblica una lettera aperta:

"Sento il bisogno di scrivere queste due righe rivolgendomi allo studente che mercoledi’ andra’ in piazza. Io poliziotto, sono figlio e padre e quando finisco di lavorare torno a casa dalla mia famiglia. Mia moglie mi chiama al cellulare e mi dice di non fare tardi che la cena è quasi pronta. Io contento la tranquillizzo e le dico che tornero’ prima possibile. Passano le ore e mi ritrovo in ospedale con la testa rotta. Studente, mi rivolgo a te, io sono consapevole che non sei stato tu, tu hai tutte le ragioni del mondo di manifestare per i tuoi diritti, ma quello che non sai forse è che noi poliziotti siamo con voi, siamo dalla vostra parte e non siamo contro nessuno.Noi rappresentiamo lo Stato quando ci vedete in strada, ma credimi siamo orgogliosii di farlo, noi amiamo il nostro lavoro ma siamo in piazza anche per voi. Non siamo li per divertimento e facciamo di tutto, credimi studente, di tutto, per evitare che qualcuno si faccia male.Certo gli ordini sono ordini e noi siamo abbligati ad eseguirli , ma sappiamo benssimo dove dobbiamo fermarci per il bene nostro e vostro. Abbiamo paura, si tanta a volte e in certi momenti forse sbagliamo, ma credimi, parlo con il cuore, quando ci troviamo tra due fronti, in mezzo alla guerriglia urbana è veramente dura. Scusami se ti chiamo studente forse è troppo in generale, ma potrei chiamarti, Gianni,Luisa, Giovanni o Marco, per noi siete tutte persone che hanno diritto di manifestare e noi siamo in piazza perche questo diritto sia rispettato. I media e i politici a volte esasperano i toni,non rendendosi conto che in strada ci sono solo persone, che abbiano la divisa o che siano studenti, siamo tutti “uomini” e tra noi NON deve esistere il VS! Grazie studente, ricordati se hai bisogno di qualsiasi cosa noi siamo qui al tuo servizio. Ciao da un amico, ciao da un poliziotto."


fonte


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

di sicuro non è il poliziotto che durante la manifestazione prende a calci e sale su uno studente... è rincuorante che anche tra di loro ci siano delle profonde differenze.. come tra tutti i lavoratori c'è chi lo fa col cuore e ce chi lo fa solo per essere chissà che cosa.. bravo maurizio!!!

Anonimo ha detto...

magari il poliziotto che prende a pugni e calci uno studente può con ogni probabilità essere il padre di uno degli studenti incappucciati, col viso coperto e spranghe e coltelli come arme, oppure di uno degli esterni che ha distrutto uno degli storici licei di roma, o ancora il padre di uno degli aggressori del finanziere, o il padre del ragazzo con la pala, o il padre di uno dei ragazzi che hanno assalito e svaligiato i mezzi delle forze dell'ordine.
come si criminalizza x intero il sistema delle forze dell'ordine per poche mele marce allora è giusto criminalizzare per intero il corpo studentesco per episodi del genere. è troppo comodo fare due pesi e due misure!!

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