*** Clicca su "follow" per iscriverti agli aggiornamenti Facebook di Alessandro Raffa, portavoce di nocensura.com: in caso di problemi o di censura, resterai in contatto con noi! Clicca QUI per iscriverti alla nostra pagina Facebook. Siamo presenti anche su twitter: http://twitter.com/nocensura e su Google Plus: http://plus.google.com/+nocensura

lunedì 20 dicembre 2010

Grazie a un trapianto di staminali si guarisce dall'Hiv


Dei circa 33 milioni di persone che in tutto il mondo sono affetti dal virus dell’Hiv, sembra che uno sia riuscito a guarire in seguito ad un trapianto di cellule staminali a cui si è sottoposto nel 2007.

Come riportato dalla rivista scientifica Blood e dal sito della Fox News, Timothy Ray Brown, un siero positivo affetto da leucemia, è riuscito a sconfiggere il virus dell’Hiv in seguito ad un trapianto di cellule staminali di un donatore portatore di una rara mutazione genetica. Il gene sembra rendere i portatori immuni al virus e ha liberato il Signor Brown anche della leucemia.
Il dottore Anthony Fauci, che ha studiato per quasi 30 anni il virus dell’Hiv, nutre dei dubbi sull’effettiva attuabilità, e quindi sul successo, della pratica su larga scala.
“Non c’è niente di rivoluzionario in tutto questo”, ha detto Fauci. “Questa è una situazione molto singolare e poco praticabile per un semplice motivo. Il donatore non solo deve essere compatibile con chi riceve il trapianto, ma deve anche avere un difetto genetico delle cellule che non manifestano il recettore di cui si serve il virus Hiv per entrare nelle cellule”.
Fauci ritiene quindi che quello che è successo al signor Brown non valga necessariamente anche per le altre persone affette da sieropositività. Questo perché il trapianto non solo è doloroso per il paziente, ma soprattutto perché il gene in questione è presente solo nell’1% della popolazione caucasica.
Il dottore Thomas Quinn, direttore del centro di salute John Hopkins, è convinto che questo può definirsi il primo vero caso di cura del virus Hiv e che aprirà le porte a nuovi modus operandi. Ma è anche convinto che quello a cui si è sottoposto Brown “è una procedura quasi fatale che doveva essere fatta per via della leucemia”: in altre parole è come chiedere a un “miracolo di ripetersi in futuro”.

fonte

Condividi su Facebook

Nome

Email *

Messaggio *