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venerdì 17 dicembre 2010

È stato approvato ieri tra le polemiche dai parlamentari francesi il discusso articolo 4 del progetto di legge sulla sicurezza, detta Loppsi 2, per il quale il governo potrà d'ora in poi filtrare i siti internet attraverso una lista nera stabilita dal ministero degli Interni e senza l'intervento dei giudici.
Una misura che, secondo il governo e il suo principale promotore, Eric Ciotti, deputato del partito di destra Ump del presidente Nicolas Sarkozy, permetterà di lottare contro i siti pedopornografici e contro il cybercrimine. Il testo prevede che la lista nera venga comunicata ai provider, i quali provvederanno quindi a bloccare i siti «illeciti». Contro il testo si sono schierati i deputati dell'opposizione, diverse associazioni per la libertà d'espressione che temono che il filtraggio del net da parte del governo sfoci in un meccanismo di censura che riguarderà anche siti non pedopornografici. Come per esempio Wikileaks, attaccato di recente dal ministro dell'Industria, Eric Besson. È stato inoltre ricordato il flop della lista nera messa in pratica in Australia e svelata nel 2009 proprio dal sito di Assange: tra i 2.000 siti pedofili, presi di mira dalla legge, si trovavano anche siti di poker on line o video di Youtube. La legge Loppsi 2 sulla sicurezza interna (Legge di orientamento e programmazione per la performance della sicurezza interna) è in discussione in questi giorni all'Assemblea Nazionale e, tra le varie proposte, prevede anche un inasprimento dei crimini informatici, come il reato di usurpazione dell'identità su Internet, che si potrà applicare per esempio alla creazioni di falsi profili Facebook.


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