Post più popolari

Contenuti (tag)

varie leggi lobby democrazia casta esteri governo economia scandali fatti e misfatti diritti civili giustizia editoriale salute ambiente mass media sanità USA centrosinistra centrodestra diritti umani crisi povertà sprechi libertà forze dell'ordine censura scienza lavoro cultura berlusconi infanzia animali energia centro chiesa mafie internet riceviamo e pubblichiamo notizie OMICIDI DI STATO giovani satira carceri immigrazione scuola facebook grillo pensione mondo renzi razzismo travaglio eurocrati europa bilderberg parentopoli alimentari finanza meritocrazia banche clinica degli orrori sondaggio umberto veronesi fini germania trilaterale euro sovranità monetaria Grecia enrico letta fondatori del sito signoraggio boston debito pubblico iene marra nikola tesla tecnologia manipolazione mediatica austerity disoccupazione equitalia lambrenedetto xvi suicidi acqua agricoltura attentati francia massoneria spagna tasse terrorismo Angela Merkel BCE cancro guerra israele matrimoni gay nigel farage prodi ricchi terremoto Cina INPS UE africa armi bavaglio big pharma bonino canapa draghi inciucio mario monti mes napolitano ogm palestina rifiuti vaccini Marco Della Luna NASA PD Traditori al governo? bancarotta banchieri barnard chernobyl droga eurogendfor fisco globalizzazione golpe monsanto nucleare obama paolo ferraro petrolio prelievi forzoso siria società sovranità nazionale staminali stati uniti terra Alzheimer Aspen Institute Auriti CIA Chomsky Consiglio dei Ministri Enoch Thrive FBI Fornero Muos Onu Svizzera aborto aborto forzato adam kadmon aids amato anatocismo anoressia argentina armeni arsenico autismo bersani bill gates boicottaggio brevetto bufala by cambiamento capitalismo carabinieri carne cervello chemioterapia cipro class action commercio di organi contestazione controinformazione corte dei conti cravattari crescita crocetta denaro denuncia disastro diseguaglianza dogana donne dossier educazione egitto elezioni elites eroina esercito evasione fallimento farmaci fed federico aldrovandi finanziaria fiscal compact fisica quantistica fmi follia fondi d'investimento frutta fukushima genocidio geoingegneria gheddafi ghiandola pineale giuseppe uva giustizia sociale goldman sachs hiv hollande indagini india influencer informazione inquinamento insetti iraq islanda latte magdi allam malattie maratona marijuana marò meccanica quantistica melanoma messaggi subliminali messico meteorite microonde microspia militari mistero mmt multe natura no muos no tav nwo obbligazioni oligarchi overdose paradisi fiscali parkinson parma patrimonio pedofilia pena di morte pensiero positivo pesticidi pianeti extrasolari pizzarotti plastica polverini pomodori portogallo poteri forti presidente della repubblica privacy privilegi propaganda prostata quantum radioattività recessione rigore risveglio coscienze roma sardegna sciopero sert servizi segreti sicilia sigaretta elettronica speculazione spread stefano cucchi suicidio tabacco telefono cellulare teri torture tossicodipendenza totò riina trattato di velsen troika turchia università uruguay usura verdura vessazioni video violenza virus
Powered by Blogger.
*** Clicca su "ricevi gli aggiornamenti" per iscriverti agli aggiornamenti Facebook di Alessandro Raffa, amministratore di nocensura.com: in caso di problemi o di censura, resterai in contatto con noi!
martedì 14 dicembre 2010

Un cable di Wikileaks racconta le reazioni degli americani al decreto Romani tra fine 2009 e inizio 2010.

Proprio nel giorno della fiducia, a notte fonda, esce un cable di Wikileaks che racconta come gli americani hanno visto il decreto Romani, che il governo voleva far passare tra fine 2009 e inizio 2010 e coinvolgeva una serie di decisioni sulla rete e sulle tv, ‘care’ agli Usa per la presenza di Rupert Murdoch in Italia con Sky. Il cable, che Repubblica pubblica interamente, pone l’accento sulle perplessità che l’ambasciatore Usa David Thorne ha sul provvedimento.


In un cablogramma del 3 febbraio 2010, Thorne sintetizza: “la legge darà possibilità di bloccare o censurare qualsiasi contenuto”, e “favorirà le imprese di Silvio Berlusconi di fronte ai suoi competitor”. La conferma, secondo l’ambasciatore, di un “modello di business familiare in cui Berlusconi e Mediaset hanno usato il potere del governo in questo modo sin dai tempi del primo ministro Bettino Craxi”. Thorne spiega al Dipartimento di Stato che “la legge sembra scritta per dare la governo il potere di censurare o bloccare qualsiasi contenuto di Internet se il governo lo ritiene diffamatorio o che alimenti attività criminali”.

Il decreto “offrirebbe le basi per intraprendere azioni legali contro le organizzazioni di mezzi di comunicazione che dovessero entrare in competizione politica o commerciale contro membri del governo”. Nel telegramma Thorne ricorda che da anni gli Stati Uniti hanno fatto pressioni sul governo italiano perché approvi leggi che evitino conseguenze legali per chi opera su Internet: “Finora l’Italia ha fatto molto poco”, e adesso “con questa legge salta ogni collaborazione e anzi propone una regolamentazione molto dura”.

L’ambasciatore arriva a paragonare l’Italia alla Cina:

la legge italiana potrebbe “essere un precedente per Paesi come la Cina, che potrebbero copiarla o portarla a giustificazione dei propri attacchi contro la libertà di espressione”. Per Antonello Busetto, una fonte confindustriale ascoltata dall’ambasciata Usa, questa legge “potrebbe significare la morte di Internet in Italia”. Inoltre dirigenti di Sky-tv in Italia confermano all’ambasciata Usa che la legge Romani avrebbe “offerto molti vantaggi commerciali a Mediaset, la televisione del primo ministro, rispetto a Sky, uno dei suoi principali competitori”. Questi dirigenti “confermano il ruolo di Romani come leader all’interno del governo per aiutare Mediaset a mettere Sky in una situazione di svantaggio”.


L’ambasciata Usa spiega a Washington che tra l’altro il governo vorrebbe obbligare gli internet provider come YouTube o Blogspot “a diventare responsabili del contenuto che pubblicano così come lo sono le televisioni”, cosa “impossibile sia dal punto di vista economico che da quello pratico”. E “dato che la legge prevede di rendere passibili di diffamazione sia i siti d’opinione che gli Internet provider, alcuni la vedono come un modo per controllare il dibattito politico su Internet”. Inoltre, aggiunge Thorne, “vista da una prospettiva commerciale, la norma diretta a limitare i video e le televisioni disponibili su Internet aiuta Mediaset mentre la società del premier esplora il mercato della televisione via Internet”.

E discute poteri e doveri dell’Agcom in base al nuovo provvedimento

l’authority italiana per le comunicazioni, l’Agcom, avrebbe il potere di bloccare i siti non italiani e di “imporre multe fino a 150 mila euro alle compagnie straniere: l’Autorità in teoria è indipendente, ma molti temono che non sia sufficientemente forte per resistere alle pressioni politiche”. Thorne conclude, ricordando che il governo ha già preso diverse iniziative per controllare le reti sociali di Internet, “inclusa l’infame intenzione di esigere che i blogger debbano avere la licenza di giornalisti, che viene concessa dal governo”.

Le considerazioni di Giovanni Pons poi ricordano la vicenda del provvedimento legislativo, dalla genesi seguita all’attentato di dicembre fino alla parte che probabilmente stava maggiormente a cuore agli americani, ovvero le implicazioni per Rupert Murdoch e Sky, e quelle per Telecom:

Nel novembre 2009 in un incontro nella sede Mediaset di Milano tra Fedele Confalonieri, Gina Nieri, Francesco Caio, Fernando Napolitano e l’allora viceministro alle comunicazioni, si parla di banda larga e di come mettere un piede nella rete Telecom: attraverso un suo “scorporo” o con la sostituzione dell’ad Franco Bernabè a favore del più fidato Stefano Parisi, poi incappato nell’inchiesta Fastweb-Sparkle. Il 3 marzo Berlusconi parla direttamente con Corrado Passera, azionista Telecom attraverso Intesa Sanpaolo, dei vantaggi di uno scorporo della rete e il 9 marzo è lo stesso Bernabè, con intento provocatorio, a lanciare l’idea di uno sviluppo della Iptv (la tv nelle case con la banda larga) attraverso un progetto congiunto con Rai e Mediaset così come ha fatto la Bbc in Gran Bretagna.

Appello che cade miseramente nel vuoto anche se le manovre pro Mediaset del ministro Romani proseguono. A fine marzo l’uomo è a Bruxelles dal commissario Almunia per scongiurare ciò che si vocifera da alcune settimane: cioè che la Commissione si avvia ad accogliere la richiesta della News Corp di Rupert Murdoch affinchè Sky possa partecipare all’asta per i cinque multiplex digitali che il governo italiano deve bandire. Le pressioni di Romani finiscono sui giornali di mezza Europa e rappresentano l’ennesima evidenza del conflitto di interessi del premier italiano. Tutte mosse che non sfuggono all’ambasciatore Thorne, che riporta a Washington i timori dei dirigenti del gruppo americano Sky: il governo gioca a favore di Mediaset.


fonte

Condividi su Facebook

0 commenti:

I migliori libri di contro-informazione. La verità ci renderà liberi

macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Seguici su Facebook

La newsletter

cerca sul blog

Caricamento in corso...

Archivio articoli

Gli articoli sono ordinati in ordine cronologico; (i più recenti in cima) clicca sul titolo per aprire l'articolo

Blog Archive


Apprezzi il nostro lavoro? Aggiungi il nostro logo al tuo sito!

Lettori fissi