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lunedì 6 dicembre 2010

I telespettatori italiani guardano sempre meno i Tg. Lo rivela il 44esimo Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese-2010. Il confronto dei dati di ascolto dei telegiornali serali nazionali tra settembre 2009 e giugno 2010 evidenzia un calo da 18.333.000 a 14.968.000 telespettatori, con una perdita di audience superiore a 3 milioni (3.365.000 per l’esattezza). A perdere pubblico sono stati principalmente il Tg1 e il Tg5, con circa un milione di telespettatori in meno rispetto a una anno fa.

Il confronto settembre 2009-settembre 2010 e’ altrettanto inesorabile: il Tg1 perde il 3,3% di share e 441.000 telespettatori; anche peggio va al Tg5, che registra una media del 21,1% di share e 4.601.000 telespettatori, arretrando di 5 punti di share e di 813.000 telespettatori. Il Censis cita l’Agcom, secondo cui nel mese di settembre Tg1 e Tg5 hanno concesso molti piu’ minuti al Pdl rispetto al’opposizione (il Tg1 il 35,8% del tempo totale contro il 17,3% al Pd, con un’ora e mezza di differenza; il Tg5 il 30,7% contro il 23%, con una differenza di 37 minuti).
Il dato delle reti ammiraglie fa si’ che il pendolo dell’informazione si sia inclinato molto piu’ da una parte che dall’altra. Il Censis riporta anche i dati del Tg4 (2 ore in piu’ al Pdl: il 58,6% del tempo contro l’11,8% al Pd) e del Tg3 (21% del tempo al Pd e il 27 al Pdl con quasi un’ora di differenza tra i due a favore del Pdl per via della vicenda Fini-Tulliani). In totale, in un mese i notiziari Rai hanno dedicato 7 ore e 51 minuti al Pdl e 5 ore e 10 minuti al Pd (cioe’ 2 ore e 40 minuti in meno).
Una differenza ancora piu’ marcata si e’ determinata sulle reti Mediaset, con 5 ore e 48 minuti per il Pdl (il 40,5% dei minuti totali) e 2 ore e 38 minuti a favore del Pd (il 18,5%), con un divario di oltre 3 ore. “Lo sbilanciamento nello spazio concesso alle notizie di una parte piuttosto che dell’altra”, scrive il Censis, “puo’ aver provocato il distacco di una porzione di ascoltatori”. Secondo le rilevazioni dell’Ads, tra giugno 2009 e giugno 2010 anche tutti i principali quotidiani nazionali hanno perso terreno, fatta eccezione per ‘Il Giornale’ (+5,4% di copie diffuse).
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3 commenti:

Anonimo ha detto...

ma chissà perchè ?????
ormai trasmettono barzellette che alla fine sono le solite e stufano.

vitariello ha detto...

Basta vederne uno,perchè per l'intera giornata sono sempre le stesse notizie e non si differenziano,per non parlare di studio aperto che è il TG dei pettegoli.Meglio no censura,il vero TG

Massimo ha detto...

Attenzione a non dare certe cose per scontate. Ci hanno talmente rimbambiti con la storia del bipolarismo, che anche il censis dà per scontato che in italia esistano solo due partiti. La par condicio dovrebbe, invece, non solo fornire pari spazio televisivo a tutti i partiti, ma anche pari informazioni statistiche.
Ma è chiaro che se il censis fornisse i dati anche dei partiti minori, si scoprirebbe che hanno percentuali di visibilità pari a zero, o quasi.

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